SerenDPT. Un’altra economia è possibile a Venezia

Alla Giudecca il progetto visionario di Fabio Carrera, un veneziano formatosi in America, sta dando i suoi frutti. È la dimostrazione che è possibile immaginare e realizzare alternative economiche sostenibili e proiettate verso il futuro, affrancando la città dalla dipendenza dalla sola industria turistica.
scritto da PAUL ROSENBERG
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Prendi il vaporetto 2 dalle Zattere, attraversi il canale della Giudecca e ti trovi nell’isola omonima, sbarchi alla Palanca e vai lungo le fondamenta Sant’Eufemia. Cammini andando verso destra e t’imbatti, proprio come accade ovunque a Venezia, in un rio che taglia il tuo tragitto. A questo punto giri a sinistra, prosegui lungo il canale che è alla tua destra, e dopo una serie di edifici sulla tua sinistra ti si spalanca un campo erboso – campo San Cosmo – dove razzolano anatre e sono accatastate attrezzature di pescatori (almeno era così il giorno in cui mi ci sono trovato). Incombe sul campo la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, un edificio del XV secolo la cui facciata bianca muta, con le nicchie un tempo destinate ad alloggiare statue rimosse tante tempo fa. L’aspetto sembra smentire la sua condizione di chiesa sconsacrata. All’interno dell’edificio, che fu anche usato come fabbrica nel corso di un secolo, tra il 1887 e il 1987, ci sono ancora pezzi di macchinari esposti che risalgono a quei tempi. Oggi è di proprietà del Comune di Venezia, che l’ha dato in leasing all’oggetto di questa nostra inchiesta su SerenDPT, la startup tecnologica che ha trovato residenza qui.

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Tracce della bellezza preindustriale restano all’interno, nella forma di frammenti d’affresco nella volta dell’abside. Non è tuttavia il passato che ci porta in questa chiesa ma piuttosto quello che accade nel presente in questo spazio antico. Come capita di vedere solo a Venezia, all’interno di queste vecchie mura è stato costruito qualcosa d’assolutamente moderno. Dietro quello che un tempo era l’altare, dov’erano gli scranni su cui sedevano i padri della congregazione, ti trovi di fronte a uno spazio per uffici a più piani di acciaio e vetro, e se sali le scale e poi vai lungo i corridoi senti di essere in un luogo di alta tecnologia e d’innovazione, in uno spazio di lavoro interamente dedicato al futuro, che trova posto qui, in questo luogo così carico di storia.

La chiesa, attualmente conosciuta come H3, ospita SerenDPT (Serenissima Development and Preservation through Technology), un’azienda di sviluppo ad alta tecnologia guidata da Fabio Carrera. Obiettivo dell’impresa è portare competenze di elevato livello e posti di alta tecnologia a Venezia, sviluppando prodotti tecnologici made in Venice, mirati a fornire dati e soluzioni basate su dati, per alcuni dei problemi della città.

Una volta maturi e operativi, questi prodotti possono quindi essere messi nel mercato internazionale. SerenDPT ha nel suo dna l’inclinazione al rischio e all’azione diretta, come racconta la storia stessa di Carrera. A quindici anni, avendo già appreso l’inglese nel corso di un soggiorno in Inghilterra, Carrera va negli Stati Uniti per giocare a pallacanestro in un camp in Massachusetts. Una volta lì, l’invitano a rimanere a giocare a pallacanestro in un liceo a Chicopee, nel Massachusetts. Avrebbe potuto essere l’inizio di una carriera nel basket professionistico, ma intanto gli consente di a) evitare il servizio militare, allora di leva: b) di diplomarsi negli Stati Uniti in quattro anni invece dei cinque italiani; c) d’iscriversi immediatamente al Worcester Polytechnic Institute (WPI) dov’è accettato, fino a raggiungere la laurea in Electrical engineering. È ammesso a un master, che porta a termine nel 1984. Poco dopo, in seguito a una malattia in famiglia, fa ritorno a Venezia.

Fabio Carrera

Tornato nella sua città, Carrera si sposa, ha un figlio, nel 1990. Decide allora di conseguire un PhD, senza avere però chiaro dove far domanda. È in quel periodo che assiste a una First Night Conference a Tacoma – si trova lì di sua iniziativa con in mente la realizzazione di un evento simile a Venezia – e gli capita d’incontrare un tipo del Massachusetts Institute of Technology, che, dopo aver ascoltato le sue idee, l’incoraggia a fare domanda per il loro programma di dottorato. Carrera è accettato all’MIT e, mentre è nel programma del PhD, lavora a un’idea che definisce City Knowledge, un’idea che avrebbe portato al concetto di Smart Cities. L’idea era abbastanza avanti rispetto a quei tempi, tanto che, quando arriva il momento di presentare la sua tesi, l’MIT non ha nessuno abbastanza qualificato per valutarla. A Carrera, che ora peraltro lavora a tempo pieno, non resta che ricominciare, e dopo sette anni, con due tesi fatte, ottiene il PhD.

Nonostante il fatto che lavoro e università l’avessero trattenuto per un bel po’ di tempo negli Usa, Carrera dice di

non essersi mai sentito come uno che se n’è andato da Venezia. […] Finivo sempre per tornarci e stare tre o quattro mesi ogni anno.

Alla fine non è mai stato in dubbio dove avrebbe messo su la sua base. Ancor prima di completare il suo PhD, aveva proposto al WPI l’idea di aprire un centro progettuale in Italia. Il risultato è stato il Venice Project Center e gli uffici qui alla H3.

VPC porta avanti progetti di ricerca e raccoglie dati su Venezia da trent’anni, coprendo un ampio spettro di aree tematiche, dalla conservazione del patrimonio culturale fino all’analisi in profondità dei dati idrogeologici della laguna. Secondo quanto si legge sul loro sito web,

questi dati sono la base di operazioni in molti servizi utili per la comunità e sono usati quotidianamente da applicazioni e da modelli predittivi.

Per esempio, negli anni Novanta VPC ha raccolto dati sui canali che sono usati dall’assessorato ai lavori pubblici del Comune, indispensabili per il dragaggio di rii e canali. Negli anni 2000 VPC ha fatto lavori di valutazione rivolti al turismo e al commercio, ha condotto studi d’impatto riguardanti le navi da crociera e, tra le altre iniziative, ha condotto i primi studi sul traffico acqueo nei canali e nella laguna.

I dati sono anche alla base dei prodotti che sono sviluppati da SerenDPT, ma c’è una fondamentale caratteristica.

Sostiene Carrera:

SerenDPT è nata nella speranza di dar vita a un reale cambiamento, producendo non solo progetti utili ma prodotti reali che possano essere venduti e che possano creare occupazione.

Com’è noto, Venezia ha un’economia locale che è basata in larga misura sul turismo, il che ha creato un grande problema, dovuto soprattutto alla mancanza di opportunità per trovare lavoro in città che non sia legato al turismo. Durante la pandemia è ancora più così, dovuto al fatto che il lavoro collegato al turismo è in crisi. SerenDPT si rapporta a tutto questo impegnandosi per creare una nuova economia, dando vita a iniziative che possono impiegare persone a Venezia. Da questa prospettiva, tale approccio per contrastare gli effetti del turismo sul mercato del lavoro è complementare alla lotta contro l’overtourism, costruendo alternative che siano sostenibili e che in ultima analisi spostino altrove una parte dell’economia turistica.

Attualmente SerenDPT lavora con una comunità di circa cento persone; alcune sono pagate, altre lavorano su base volontaria, studenti o stagisti. SerenDPT non solo crea lavoro ma fornisce training qualificato e formazione per aiutare altre iniziative a iniziare altri progetti o a trovare lavoro qualificato.

Se questa idea sembrava guardare lontano al suo inizio, nel 2017, oggi appare quasi profetica. A Venezia c’è bisogno di nuove imprese e di un’economia che non sia pesantemente dipendente dal turismo e il tema è diventato di clamorosa attualità con l’arrivo di Covid-19, che ha gettato l’industria del turismo in una crisi fino a poco tempo fa inimmaginabile. Carrera vede l’investimento in alternative oggi più probabile che mai.

Penso che sarà una delle cose che verranno fuori da tutto questo. Adesso la gente si rende davvero conto che il turismo non può essere la sola economia possibile.

La chiave è nel costruire investimenti nelle nuove economie e nel promuovere nuovi generi di lavoro a Venezia, e quindi usare questi investimenti per creare con successo economie alternative.

C’è un altro obiettivo ambizioso dietro il lavoro di SerenDPT, ed è quello di usare i dati per contribuire a informare in maniera produttiva e facilitare il processo decisionale e politico. I dati, essendo per natura neutrali, possono aiutare a stimolare il dibattito politico oltre l’ideologia e nella direzione del raggiungimento di compromessi informati e concreti. SerenDPT, dice Carrera,

non cerca di tirar fuori proprie soluzioni ma piuttosto di creare momenti di confronto nei quali si possa discutere delle soluzioni.

In virtù di un altro bel colpo di tempismo, SerenDPT è attualmente parte di un progetto globale che ha esattamente questa finalità: SerenDPT è stata chiamata a far parte come partner di ricerca nel progetto europeo Smartdest Project, reso ufficiale scorsa primavera con il finanziamento di 3,1 milioni di euro da parte del programma European Community Horizon 2020. Il progetto guarda al turismo prima e dopo Covid-19 e comprende la partecipazione di dodici località in otto paesi. Venezia è una delle prime quattro città prese in considerazione per la raccolta dei dati.

Lo scopo iniziale del progetto era di analizzare l’esclusione sociale causata dal cosiddetto overtourism,

spiega Carrera.

Tuttavia, la crisi causata dal coronavirus ha creato condizioni senza precedenti, che ha portato a riformulare la direzione del progetto.

La tempistica, tuttavia, è eccellente.

Per puro caso abbiamo tre anni di fondi per studiare cosa far dopo.

Carrera, intanto, guarda al futuro, oltre i suoi tanti progetti in corso. Ci sono nuovi programmi in sviluppo, e ha tante idee sull’investimento a Venezia.

Ridurre solo il turismo senza fornire alternative economiche è come spararsi sui piedi,

dice Carrera, ed è un modo simpatico per guardare le cose, specialmente quando si è sostenuti da progetti concreti da portare sul tavolo. Il lavoro di SerenDPT può essere anche sofisticato ma il programma è chiaro: investire nel creare un’industria ad alta tecnologia, investire nella città e usare i dati e la tecnologia per consentire a Venezia di muoversi in una nuova direzione per lo sviluppo economico. Il fatto che l’incubatore di Carrera sia in moto e che cammini, che già s’impegni per affrontare questo momento di crisi, è, si direbbe, un altro caso di tempistica eccellente per le iniziative di Carrera, potresti perfino chiamarla serendipità.



SerenDPT. Un’altra economia è possibile a Venezia ultima modifica: 2020-11-01T17:38:43+01:00 da PAUL ROSENBERG

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