Perché abbiamo deciso di vivere in ROSSO

Il cerchio di Covid si stringe sempre più intorno a ognuno di noi, con notizie sempre più frequenti di parenti, amici e conoscenti contagiati, malati, deceduti. È l’ora della massima responsabilità e solidarietà. Verrà il tempo per cercare la verità e le colpe, ma adesso salviamo noi, perché facendolo salveremo anche gli altri.
scritto da ANTON EMILIO KROGH
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Un week end di sole meraviglioso, almeno a Roma e anche a Napoli da quanto ho saputo. Io e mio marito Michele siamo in zona gialla ma abbiamo deciso di vivere in ROSSO, pertanto solo due orette a Villa Borghese rigorosamente con mascherine e distanziamento da chiunque, e per fortuna la grandezza del parco lo consente. Perché abbiamo deciso di vivere in ROSSO?

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Perché abbiamo sempre più amici sintomatici che combattono a casa con cure fai da te, mancata assistenza, e interminabili attese per un tampone. Perché in pochi giorni sono purtroppo mancati genitori di persone a noi vicine, nella più assoluta solitudine di un ospedale, perché abbiamo ascoltato il racconto di un amico a cui hanno portato via il papà in ambulanza senza che lo potesse salutare, perché la mamma di un nostro amico ha trascorso sei ore in ambulanza e una notte in barella con l’ossigeno prima di arrivare a un letto. Perché non abbiamo motivo di non credere alle notizie dei TG dei più svariati canali televisivi e agli accorati appelli di medici, infermieri e addetti ai lavori. Perché se proteggiamo noi stessi proteggiamo anche gli altri. Perché chi è morto di Covid per altre patologie, senza il Covid avrebbe potuto vivere altri anni, magari molti ancora. Perché le persone anziane sono un valore aggiunto per la società e non un peso. Perché speriamo che nonostante il dramma che tutti stiamo vivendo, questa tragedia ci unisca anziché dividerci.

Ecco perché abbiamo deciso di vivere in ROSSO, ritenendo che non sia poi così faticoso rinunciare per un poco di tempo a comportarsi nel modo irresponsabile di troppe persone, come documentato dalle notizie e dalle immagini di questi ultimi giorni.

La guerra è guerra e come ci hanno raccontato i nostri genitori e nonni occorreva salvarsi dalle bombe e l’unico obbiettivo era sopravvivere. Oggi è la nostra guerra, una battaglia che va combattuta non con le armi ma con la solidarietà. Una grandissima prova per l’umanità: non perdiamo l’occasione di salvarci attraverso un gesto d’amore, verrà il tempo per cercare la verità e le colpe, ma adesso salviamo noi, perché facendolo salveremo anche gli altri.

Perché abbiamo deciso di vivere in ROSSO ultima modifica: 2020-11-09T18:17:52+01:00 da ANTON EMILIO KROGH

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