Brugnaro e la salute dei veneziani. Si salvi chi può

È dallo scorso febbraio, dai giorni del Carnevale, che la gestione dell’emergenza Covid da parte del sindaco fucsia è un susseguirsi incoerente di decisioni e dichiarazioni che non sembrano avere come massima priorità la salvaguardia dei cittadini.
scritto da ENZO BON
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Come la pensa il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, sul Covid-19? Difficile dirlo, soprattutto facendo un confronto con altri sindaci che, giorno dopo giorno, informano sull’andamento dell’epidemia i loro concittadini attraverso vari mezzi: sito istituzionale, pagine sui social, conferenze stampa ecc. Un esempio tra tanti qui in Veneto: il sindaco di Treviso, Mario Conte, pure lui come Brugnaro al governo di una coalizione di centrodestra, informa giornalmente i trevigiani sull’andamento dell’epidemia, dando i numeri dei contagi in città e consigliando buone pratiche di comportamento, soprattutto in questa seconda ondata dove tutta la pazienza che avevano gli italiani a marzo e ad aprile, ha lasciato il posto a una stanchezza di fondo e a una disperazione sul futuro che porta ad atteggiamenti inconsulti di fronte al dilagare del virus.

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​Per non far torto al primo cittadino veneziano, che poi potrebbe accusare la nostra testata di essere prevenuta nei suoi confronti, abbiamo cercato di riassumere brevemente le varie posizioni che il sindaco lagunare ha avuto in questi mesi di epidemia, in modo che ogni lettore possa farsi liberamente un’idea sul brugnaro-pensiero circa il coronavirus. 

​Iniziamo da febbraio: è domenica 23 e a Venezia impazzano i festeggiamenti per il carnevale. Purtroppo, nel bel mezzo della festa, che viene confermata dopo che a Vo’ Euganeo sono già stati riscontrati casi di persone affette dal coronavirus e dopo che molti sindaci hanno sospeso già sabato i festeggiamenti, l’Ansa batte la notizia che due veneziani sono risultati positivi al virus e portati all’ospedale civile, a pochi passi da quella Piazza San Marco dove si sta svolgendo il volo dell’angelo, con migliaia e migliaia di persone ammassate. Il sindaco, intervistato dalla Rai, afferma:

Stiamo aspettando adesso le conferme (circa il ricovero dei due pazienti affetti dal virus n.d.r.). Penso che verso sera prenderemo ulteriori provvedimenti di ulteriore attenzione sanitaria.

E, sul Gazzettino:

Abbiamo evitato qualsiasi situazione di panico, ma ancora una volta abbiamo dimostrato di essere una città unita anche di fronte a una cosa così grave. Il virus fa paura ma non ci piegherà.

​Alle polemiche per non aver sospeso i festeggiamenti prima, come avevano fatto molti sindaci del Veneto, il 25 febbraio risponde:

Sono stato accusato di avere chiuso il Carnevale in ritardo, invece abbiamo fatto un’operazione assolutamente lucida. Avevamo sessantamila persone in città, dovevamo assolutamente riuscire a fare allontanare le persone senza creare il panico. Così è andata bene e ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato. Le polemiche che sento montare da parte dei soliti soggetti, che sanno sempre tutto, sono veramente squallide”.

E ancora, in un articolo dell’8 marzo pubblicato sul Tempo:

Il carnevale annullato? Tutto si è svolto con calma ma è stato usato contro l’Italia.

E poi:

Abbiamo fatto evacuare migliaia di persone domenica notte senza alcun problema e panico. È questo il messaggio da far passare, non bisogna aver paura

​Sempre sul Tempo, rispondendo a un’intervista del direttore:

Io sono andato con i miei bambini a fare la spesa, siamo andati a comperare le cose che servivano per il compleanno (…) Stiamo pulendo tutta la città. Lo dico perché è la realtà: se si vuol capire o no va bene, nella paura va bene. Ma io sono classe dirigente e devo spiegare ai miei cittadini e poi a tutti gli italiani, Vi garantisco che passerà anche questaIo sono andato dentro agli ospedali a ringraziare i sanitari (…) ma senza alcuna paura, vi garantisco, non c’è da aver paura, e lo dico anche alle persone anziane (…) stiamo parlando dei picchi sanitari, ma alla popolazione dico state tranquilli, abbiate pazienza tranquilli perché non succede niente (…) credetemi non c’è da aver paura, dobbiamo aver rispetto della scienza ma poi dobbiamo continuare a vivere.

Luigi Brugnaro nella Smart Control Room. La sala operativa dei vigili è ormai la sua sede preferita anche per le riunioni di carattere istituzionale

​E infatti quelli sono i tempi (primi di marzo) che il sindaco continua a vivere senza paura e posta su un suo profilo social il famoso filmato dove di sera, presumibilmente nel giardino della sua casa di campagna, canticchia ridendo con la moglie un motivetto apotropaico intitolandolo Passeggiata serale al tempo del coronavirus”:

Io e Stefania adesso passeggiandoNoi così vi vogliamo (intendendo forse chi guarda n.d.r.), Noi ci crediamo, ragazzi noi ci crediamo. E torneremo più forti di prima come sempre. Eccoci qua.

​Sempre verso la prima decade di marzo, quando si sta di fatto partendo con il lockdown nazionale visti i contagi e i morti, Brugnaro scrive su Twitter:

Sta girando una bozza di dpcm con nuove disposizioni per fronteggiare l’emergenza #Coronavirus. Nessuno mi ha avvisato e mi sembra sbagliato comportarsi in questo modo! Invito tutti ad aspettare il testo definitivo, quello che gira mi sembra pessimo. #nonsannoquellochefanno.

​E ancora, in un passaggio su Veneziatoday:

La paura non può bloccare. L’importante è il messaggio che si dà, perché se comincia qualcuno a dire io sto a casa, perché ho paura e ho diritto, allora hanno diritto anche l’autista dell’autobus, il conducente dell’ambulanza e altri. Cominciamo allora con le precettazioni. Non c’è nessun motivo logico. Solo paura. E allora uno che ha paura non è adatto a stare nel pubblico (impiego n.d.r.). Dobbiamo dare l’esempio, essere presenti e seri sulle cose.

​Spronato da molti a dire qualcosa, verso fine marzo Brugnaro decide di trasmettere giornalmente una diretta Facebook dove aggiorna i cittadini sul contagio. Nell’ultima diretta, il 25 aprile, mentre l’Italia commemora una festa della Liberazione in pieno lockdown, il sindaco di Venezia sbotta contro le misure imposte dal governo dicendo:

Basta con ste ordinanze, riaprite tutto. Adesso veramente voglio che la gente si liberi e vada fuori, perché siamo stanchi di stare su ste case, di continuare a sentire ste ordinanze, mascherine, questo posso andare, de ea no, te mando el drone. Secondo me sta cosa sta prendendo un aspetto kafkiano. Ho cercato in tutti i modi di resistere però comincio a essere stanco de tutta sta roba qua. Cominciamo ad aprire le attività. Aprite tutto: scuole, asili, fate con tutta la prudenza del caso. Star la a centellinare oggi sì domani vedremo e uno è la che prega se può aprire l’attività e intanto el more de fame. Adesso si è capito che siamo in una curva discendente

​E, a proposito dei morti causati dal virus:

Faremo anche sto numero dei morti però, conteremo quanti morti sono successi l’anno scorso e quest’anno, faremo sti numeri, perché speriamo che non sia tutto un bluff sta roba qua. Ci sono i bambini che non ce la fanno più a restare a casa, bisogna aprire gli asili, no, forse, vedremo, stiamo pensando di… E mi go da signar se essere libero o no. Qual è il voto in parlamento che è stata fatta sta roba qua. Qua c’è la Costituzione. No adesso basta co sta storia

​Il giorno prima, il 24 aprile, Brugnaro in una intervista riportata da Vivavox affermerà:

Sono stato ubbidiente alle misure del Governo, ma non sono d’accordo con questa chiusura generalizzata e quasi maniacale.

​ Ai primi di maggio è la volta di una conferenza stampa ripresa dal TGR della Rai:

Prima riapriamo tutto meglio è, con tutte le attenzioni sanitarie del caso. Si diano dei tempi certi e celeri per la riapertura. Noi qui a Venezia siamo d’accordo con i commercianti, con i bar, con i ristoranti, con le loro proteste, siamo d’accordo con i gestori degli stabilimenti balneari.

È il 13 maggio, e Brugnaro si scaglia contro il viceministro Misiani dicendo:

Questi (riferendosi al governo e alle misure contro il virus e incentivi connessi, ndr) non vogliono capire che stanno sbagliando i conti ma di brutto. Sbagliano proprio il sistema. Non abbiamo neanche la possibilità di far muovere la gente dalle isole. Vuoi capire che le isole non si può andare a nuoto. Non ce la facciamo state sbagliando i conti. Non è che siete cattivi, siete proprio incapaci.

​Qualche giorno dopo, il 16 maggio, il sindaco di Venezia indica alcune delle cose positive della pandemia:

Il virus ha spazzato via i turisti mordi e fuggi, ha fatto pulizia di un turismo cafone, abbastanza cialtronesco, di gente che voleva capire in un giorno la complessità di questa città. Ora trovate un’accoglienza che, forse, c’è stata solo in altri periodi storici.

Ma Venezia rimane ugualmente deserta.

​E il 25 maggio annuncia trionfante che la festa del Redentore, che si dovrebbe tenere a metà luglio e che solitamente porta migliaia di persone in città, si farà regolarmente. Dovrà, poi, capitolare quando a luglio affermerà che, purtroppo, il virus impone che la parte più popolare della festa, cioè i fuochi d’artificio della Notte Famosissima, non avranno luogo.

​E il giorno prima, domenica 24 maggio, in collegamento con Mara Venier su Domenica In, afferma:

Avendo scelto di aiutarci da soli, la città sta ripartendo. Puoi vedere tu stessa: è pieno di veneti, di turisti, di persone che vengono a visitarci. La città è ripartita: abbiamo aperto le spiagge, siamo stati la prima spiaggia a ripartire, arriva qualche turista, non chiedermi come hanno fatto ma hanno bypassato perfino i blocchi delle frontiere, ma Venezia si candida a essere propositiva, positiva e la mascherina noi vogliamo cercare di toglierla il prima possibile all’aperto.

​Ai primi di luglio eccolo a infondere coraggio ai lavoratori del Fontego dei Tedeschi, il giorno della riapertura dopo il lockdown:

Qui si respira la stessa nostra voglia di superare le difficoltà, l’atto di coraggio da parte mia e dell’Amministrazione per far ripartire la città. Non è un messaggio che invita alla superficialità, siamo consapevoli che dovremo ancora convivere con il virus, ma dobbiamo ricominciare a vivere, pur con tutte le precauzioni e i controlli dovuti. Se non diamo questo segnale è più difficile che la gente si senta libera di muoversi come prima.

​Passa la folle estate italiana, quella che poi sarà una delle cause principali della seconda ondata che stiamo vivendo in questi giorni. Il 19 ottobre il sindaco protesta per i nuovi dpcm varati dal governo per contrastare il dilagare del morbo:

È il solito provvedimento confuso, il governo è nel panico, ascolti i sindaci e le imprese. Secondo me qui si stanno togliendo libertà costituzionali senza nessun voto del parlamento.

È il 27 ottobre e Brugnaro, che nel frattempo è stato rieletto, dopo il decreto del premier Conte che chiude i ristoranti alle ore 18 va a una cena alle 5 del mattino organizzata da un noto ristoratore di Mestre per protesta contro il provvedimento. Brugnaro vi partecipa, assieme ad altri commensali, assieme ai più stretti collaboratori del suo staff. In molti lo criticano per la sua scelta, ma lui tira dritto.

​Siamo ai giorni nostri, quando il sindaco Brugnaro, aprendo il consiglio comunale voluto dall’opposizione per discutere di eventuali conflitti di interessi legati all’area dei Pili di Marghera, dove il primo cittadino possiede dei terreni che potrebbero essere oggetto di importanti varianti urbanistiche, afferma sul suo profilo social:

In questo momento le mie priorità e responsabilità riguardano l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia ma non mi sottraggo a dar prova che la #verità dei fatti è sempre più forte di qualsiasi strumentalizzazione politica.

Come a dire: cara opposizione, vi perdete con queste cavolate quando qui c’è una pandemia che ha cambiato la storia di tutti…

​Questa la cronaca del brugnaro-pensiero rispetto al Codiv. Ognuno tiri le conclusioni, in attesa che anche la festa della Madonna della Salute della prossima settimana, che il sindaco vorrebbe fare, ponte votivo compreso, sia annullata per forza di legge o da un ravvedimento operoso che in molti auspicano.

Brugnaro e la salute dei veneziani. Si salvi chi può ultima modifica: 2020-11-14T18:43:50+01:00 da ENZO BON

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