Brugnaro misogino seriale. Neppure chiede scusa a Sambo

In una riunione del consiglio comunale, il sindaco di Venezia ha tentato di delegittimare e zittire la voce dell’opposizione, rivolgendosi alla capogruppo del Pd con un ”ragazzina”. Solidarietà ampia e sentita alla consigliera, ancora zero dichiarazioni dal primo cittadino.
scritto da GIORGIA PAMPANA
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Il sindaco? Allora, s’è finalmente scusato con te? “Macché. Assolutamente no. Nessuna scusa. Anzi durante un consiglio metropolitano è tornato sul tema, perfino un po’ sbeffegiandomi e dicendo ‘ma come devo chiamarla?’ E poi ha detto che avevo un problema personale con lui, sostiene che mi ha chiamato signorina ecc. Insomma, mica ha capito la gravità della cosa. Per me, ovviamente, è e resta un episodio molto grave… a cominciare dal fatto che è un sindaco”. Così Monica Sambo, a oltre due settimane dal consiglio comunale del 5 novembre scorso, in cui Luigi Brugnaro si rivolse a lei, capogruppo del Pd al Comune di Venezia, chiamandola “ragazzina”. Dall’ufficio del sindaco a Ca’ Farsetti ancora nessuna parola di scusa. Zero. Eppure c’è un video della riunione che mostra un signore evidentemente paonazzo e alterato – è lui, il sindaco di Venezia – che replica nervosamente alla rappresentante dell’opposizione, rivolgendosi a lei con un “ragazzina” e deridendola perché indossa doverosamente la mascherina, trovandosi nella sala del consiglio comunale, nel corso di una seduta in cui diversi consiglieri erano in collegamento streaming.

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Al centro della discussione consiliare la vicenda dei Pili, “la più grande speculazione immobiliare del dopoguerra a Venezia”, come la definisce Venezia Verde e Progressista, una vicenda che squaderna l’intreccio irrisolto tra gli interessi del Brugnaro imprenditore e del Brugnaro alla guida della città. Nervoso per essere al centro delle richieste di chiarimento dell’opposizione, Brugnaro perde le staffe, come gli capita sovente in consiglio comunale, e questa volta sfodera la sua proverbiale inclinazione alla misoginia e al sessismo nel tentativo di delegittimare e zittire la voce dell’opposizione riducendola a “ragazzina”.

Monica ha reagito, dunque, immediatamente e fermamente (leggi testo qui in alto diffuso via social) ma non ha dovuto farlo da sola. Ed è un fatto politico di grande rilievo la pronta e determinata reazione delle consigliere della maggioranza del Pd delle municipalità di Venezia, Burano e Murano (Sara Arco, Alberta Baldan, Stefania Bertelli, Renata Mannise, Alessandra Regazzi). Hanno redatto e diffuso un testo, Il linguaggio dell’istituzione, condividendolo poi sui social e facendolo girare in gruppi whatsapp di varie associazioni, a Venezia e in altre città. Nel giro di pochi giorni, si sono raggiunte oltre 730 firme, molte di associazioni e sigle sindacali.

Ecco il testo:

Il linguaggio dell’Istituzione
Il Consiglio comunale di Venezia, del 5 novembre 2020, ha visto ancora una volta il sindaco Luigi Brugnaro, rivolgersi alla consigliera di minoranza, Monica Sambo, con toni accesi, chiamandola, tra l’altro, “ragazzina”.

Monica Sambo è una donna, è avvocato, consigliera comunale, eletta democraticamente dai cittadini veneziani. In Consiglio si è assistito, ancora una volta, alla brutalità dei modi del sindaco, che, quando si sente attaccato, o semplicemente contraddetto, reagisce con un linguaggio non consono al luogo e al ruolo che ricopre. Purtroppo Brugnaro rappresenta un modo di “fare politica” che purtroppo si sta affermando in alcuni ambienti e che noi non condividiamo. Il “sessismo linguistico” non è una abitudine innocua, ma tradisce un pensiero prevaricatore, che ci rimanda ad una società in cui non viene rispettata la parità di genere. Non vengono rispettati neppure i diritti fondamentali, come quelli della minoranza politica, che ha la facoltà di presentare nell’organo in cui è stata eletta tutte le interpellanze, ordini del giorno, interrogazioni che quell’ufficio prevede. Come cittadine e cittadini veneziani dobbiamo pretendere che le nostre rappresentanti e i nostri rappresentanti, che risiedono in Consiglio, abbiano la libertà di fare politica in modo sereno, che permetta loro di tutelare i nostri diritti, come peraltro prevede la nostra Costituzione. A Monica Sambo va tutta la nostra solidarietà.

Il testo è stato firmato da Associazione Adesso BASTA- RAGUSA, Centro di documentazione e informazione sulla salute di genere – Brescia, Città delle donne- Rete Nazionale, Cobas Autorganizzati Comune di Venezia, Conferenza Regionale delle Donne democratiche, Coordinamento donne Filcams Filctem Fiom Flc Cgil, Donne Cgil Funzione pubblica Venezia, Forum Donne Art. 1 Veneto, Gruppo donne “No Pillon” Brescia, Libere tutte Firenze, Poveglia per tutti, Radio Vanessa, SenonoraQuando Venezia, Sezione Anpi “7 martiri” Venezia, Sezione Anpi Erminio Ferretto, Sindacato USB Venezia, Venezia Manifesta.

Hanno sottoscritto il documento anche gruppi, associazioni, esponenti politici e istituzionali di altre città d’Italia.

Tra le adesioni individuali Delia Murer, Michele Mognato, Gianluca Trabucco, Beppe Caccia, Michela Camozzi, Monica Coin, Luisa Conti, Andreina Corso, Roberto D’Agostino, Teresa Dal Borgo, Morena Dalio , Giorgio Dodi, Carlo Forte, Laura Gagliardi, Cristina Giadresco, Simonetta Luciani, Maria Cristina Paoletti, Anna Manao, Simonetta Luciani, Franca Marcomin, Andrea Martini, Maria Teresa Menotto, Anna Messinis, Tiziana Gregolin, Anna Palma Gasparini, Francesca Pattaro, Paolo Perlasca, Francesco Penso, Gianluigi Placella, Tiziana Plebani, Mara Rumiz, Chiara Sabbadini, Chiara Santi, Ilaria Sainato, Alvise Scarpa, Italia Scattolin, Luana Zanella e tante/i altre/i.

Il testo, corredato da tutte le firme, è stato inviato al sindaco, alla giunta, alla presidenza del Consiglio comunale e a tutti/e i/le consiglieri/e comunali.

La direzione e la redazione di ytali sono solidali con Monica Sambo e condividono Il linguaggio dell’istituzione.

Brugnaro misogino seriale. Neppure chiede scusa a Sambo ultima modifica: 2020-11-21T19:18:55+01:00 da GIORGIA PAMPANA

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