Bentornata Hayabusa 2

Dopo aver percorso sei miliardi di chilometri, la sonda giapponese è ritornata sulla Terra. La sua attività nello spazio ha permesso di produrre osservazioni, fotografie e analisi, e anche di raccogliere materiale di un'asteroide.
PIERGIORGIO PESCALI
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Eoni ed eoni fa, nello spazio buio e freddo di una galassia dispersa nell’Universo, una nube primordiale cominciò ad addensarsi e i suoi elementi iniziarono a reagire tra loro. Qualche eone dopo, sassolini grandi come granelli di sabbia si unirono per formare piccoli asteroidi, i quali attraevano altri corpi, alcuni minuscoli, altri più massicci ingrandendosi sempre più. Si plasmarono i primi pianeti, tra cui la Terra (che allora non sapeva ancora di avere questo nome). Materiale organico, minerali, sali cominciarono a reagire e a formare le prime molecole biologiche.

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Miliardi di anni dopo, il 3 dicembre 2014 dal centro spaziale di Tanegashima, nella prefettura di Kagoshima, veniva spedita verso lo spazio profondo una sonda, chiamata Hayabusa 2, “Falco pellegrino” 2. La meta del suo viaggio era un oggetto di circa 870 metri di diametro, che vagava libero, felice e ignaro scoperto nel 1999 e battezzato Ryugyu (Palazzo del drago) nel settembre 2015. Ryugyu era la leggendaria dimora della principessa Otohime situata nelle profondità degli oceani che un umile pescatore, Urashima Taro, raggiunse cavalcando una tartaruga da lui salvata dalle vessazioni di alcuni bambini.

L’uomo venne accolto con tutti gli onori, ma la nostalgia convinse Urashima Taro ad abbandonare gli agi e i lussi del palazzo per far ritorno a casa; cosa che fece portando con sé un cofanetto donato dalla principessa con la promessa di non aprirlo mai. Al suo ritorno si accorse che erano trascorsi trecento anni e nessuno lo conosceva. Deluso e demotivato, aprì il cofanetto da cui si sprigionò un fumo bianco; erano i trecento anni che non aveva vissuto sull’isola e che ora gli erano stati ridati in un sol colpo trasformandolo in un vecchio pescatore oramai avvizzito dal tempo.

Il Ryugyu di oggi è un asteroide di tipo C, una classificazione che indica un varietà di asteroidi formati essenzialmente da carbonio e suoi derivati che, solidificandosi hanno mantenuto la composizione chimica di circa 4,6 miliardi di anni fa. Studiare l’asteroide Ryugu, dunque, significa conoscere la composizione chimica della materia ai primordi del sistema solare. Questo ci aiuterà a capire l’evoluzione del nostro sistema solare e il ruolo avuto dai vari minerali, componenti organici e l’acqua nella formazione della Terra e dei suoi oceani e quali siano state le reazioni chimiche che hanno portato all’evoluzione della prime molecole di vita.

Ecco il prezioso cofanetto che Hayabusa 2 riporterà a casa dopo aver raggiunto il Palazzo del drago.

Un viaggio, quello del nostro Falco pellegrino, costato 270 milioni di dollari e durata 5 anni e mezzo durante i quali la sonda ha raggiunto l’asteroide il 27 giugno 2018. Per circa un anno e mezzo Hayabusa 2 ha svolto osservazioni, fotografie, analisi da lontano e per ben due volte, il 22 febbraio e l’11 luglio 2019, è riuscita anche ad atterrare e raccogliere del materiale sull’asteroide dopo aver creato un piccolo cratere artificiale in modo da poter raggiungere la superficie interna.

Il 13 novembre 2019 Falco pellegrino ha abbandonato il suo palazzo dirigendosi verso casa, la Terra che ha raggiunto il 6 dicembre 2020 dopo aver percorso sei miliardi di chilometri.

Bentornata Hayabusa 2 ultima modifica: 2020-12-05T14:43:19+01:00 da PIERGIORGIO PESCALI

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