Ed è maggioranza dem anche al Senato. Grazie Georgia

Con la probabile vittoria di Warnock e Ossoff, grazie al movimento creato da Stacey Abrams, i democratici dovrebbero ottenere la maggioranza nella camera alta e quindi in entrambi i rami del Congresso, avendo già il controllo della camera dei rappresentanti.
scritto da MARCO MICHIELI
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Raphael Warnock sarà il primo senatore nero democratico a vincere un’elezione in uno stato del Sud, dalla fine della guerra di Secessione (il primo senatore nero del Sud era stato l’attuale senatore repubblicano del South Carolina, Tim Scott). Warnock sarà però soltanto l’undicesimo senatore nero nella storia degli Stati Uniti. Lo spoglio dell’altra gara, quella del democratico Jon Ossoff contro il senatore repubblicano uscente David Perdue, è ancora in corso ma le proiezioni danno la vittoria per il democratico. Si tratta di un verdetto decisivo per il controllo del Senato, oggi in mano repubblicana.

Grazie alla straordinaria mobilitazione del voto African-American e al lavoro degli ultimi anni di Stacey Abrams, dopo il “miracolo” delle elezioni presidenziali, quando Biden aveva vinto il tradizionale stato repubblicano per dodicimila voti, la Georgia regala ancora sorprese. Warnock è riuscito a sconfiggere Kelly Loeffler, l’attuale senatrice e alleata di Trump, nominata soltanto un anno fa per sostituire un senatore repubblicano dimissionario per ragioni di salute (infatti il mandato del democratico scadrà nel 2022). Il vincitore è reverendo della storica chiesa battista Ebenezer di Atlanta, dove fu battezzato e dove predicava Martin Luther King.

Poco prima dell’ufficializzazione della vittoria, Warnock ha dichiarato:

Solo qualche giorno fa – perché l’America è anche questo – le mani di una ottantaduenne che raccoglievano il cotone di qualcun altro hanno potuto votare per il figlio più giovane in corsa per diventare senatore degli Stati Uniti […] Questa sera abbiamo dimostrato con speranza, duro lavoro e grazie alle persone al nostro fianco che tutto è possibile.

Loeffler nel suo discorso pochi istanti prima di quello di Warnock, ha rifiutato di concedere la vittoria e ha insistito sul fatto di avere ancora “percorso verso la vittoria”. La senatrice, che ha sostenuto alcune delle teorie complottiste del movimento QAnon, fa parte di quel gruppo di senatore repubblicani intenzionati a contestare la vittoria di Biden nella seduta di domani che dovrebbe confermare la vittoria del democratico al Collegio elettorale.

Se fosse confermata anche la vittoria di Jon Ossoff si tratterebbe anche in questo caso di una novità. Ossoff sarebbe il primo senatore ebreo dello stato e il più giovane della storia, un record che prima apparteneva all’ex senatore del Delaware e oggi presidente eletto Joe Biden. 

Warnock e Ossoff hanno raccolto più di cento milioni di dollari dalle elezioni di novembre, spendendo enormi somme di denaro in pubblicità on line e televisive. I democratici, guidati dall’ex candidata governatrice Stacey Abrams, hanno anche registrato migliaia di nuovi elettori negli ultimi anni.

Il neo-Senatore della Georgia Raphael Warnock

Warnock è una personalità particolarmente carismatica e proviene da un ambiente umile. L’undicesimo di dodici fratelli, è cresciuto in alloggi sociali a Savannah, una grande città costiera nella Georgia orientale, assieme ai genitori, entrambi pastori. Segue le orme di Martin Luther King entrando nel Morehouse College, un’università di Atlanta fondata per fornire istruzione superiore agli afroamericani. Poi la laurea, un dottorato in filosofia e il trasferimento a New York, dove è diventato pastore presso la Chiesa battista di Harlem. In quel periodo è una delle voci che si oppone pubblicamente all’allora sindaco, Rudolph Giuliani, e alle sue politiche sociali, poco attente ai poveri.


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Come reverendo ha posizioni progressiste. Incoraggia le persone a sottoporsi a test per l’HIV, sostiene l’aborto e il matrimonio gay. Si oppone anche alla pena di morte e denuncia il sovraffollamento delle carceri. Conosce personalmente la giustizia americana e le sue contraddizioni. Il fratello Keith ha trascorso ventidue anni in carcere per un reato non violento legato alla droga. Lo stesso Warnock è stato arrestato, per aver manifestato a favore del programma Medicaid.

Nel 2005 diventa pastore della chiesa battista Ebenezer di Atlanta, l’ex congregazione di Martin Luther King. Qui continua a far sentire la propria voce. Quando Trayvon Martin, un adolescente nero con una felpa con cappuccio, venne ucciso dalla polizia vicino a casa sua in Florida, Warnock salì in cima al pulpito con indosso lo stesso vestito del ragazzo ucciso.

Quando decide di candidarsi, l’avversaria Loeffler lo definisce un “pericoloso radicale” e un “socialista”, parole che non smetterà mai di utilizzare anche nei suoi “robotici” interventi durante il dibattito col revrendo. La senatrice repubblicana dichiara anche che “Raphael Warnock ha celebrato Castro nella sua chiesa”, riferendosi a una visita del leader comunista a New York, quando il candidato democratico era un giovane pastore. Alcuni repubblicani lo accusano anche di difendere leader religiosi che hanno criticato gli Stati Uniti. Anche la sua privacy non è stata risparmiata. Un video che mostra un alterco con la sua ex moglie viene trasmesso anche da Fox News durante la campagna. 

L’altro probabile vincitore delle elezioni senatoriali è Jon Ossoff, un giornalista investigativo che ha prodotto documentari della Bbc sui crimini di guerra dell’Isis e sugli squadroni della morte in Africa orientale. Ossoff era già stato candidato alla Camera nel 2017 in quelle che sono considerate le elezioni speciali più costose della storia. All’epoca era stato sconfitto col 48 per cento dei voti, in una roccaforte repubblicana, dopo aver organizzato una campagna elettorale in stile obamiano.

Nato in una famiglia di religione ebraica, Ossoff è stata anche assistente parlamentare di John Lewis, storico leader del movimento per i diritti civili scomparso lo scorso anno. Il democratico è un centrista, molto liberal sui diritti civili e sull’assistenza sanitaria (in uno stato non liberal) ma con posizioni più moderate su lavoro e su sicurezza (è contrario al Green New Deal di Ocasio-Cortez).

Ha fatto una campagna molto centrata sui temi, in particolare sull’assistenza sanitaria, un tema caldo non solo per il Covid-19. L’avversario, infatti, il senatore David Perdue, è attualmente sotto inchiesta per aver venduto a febbraio delle azioni e averne comprate altre di un’azienda produttrice di mascherine chirurgiche, dopo aver appreso i contenuti confidenziali espressi durante una commissione del Senato sui rischi del Covid-19. Una scelta finanziaria per un vantaggio personale mentre il senatore minimizzava, in linea con Trump, gli effetti della pandemia. Durante il primo dibattito tra i due Ossoff aveva attaccato direttamente e duramente il senatore repubblicano sul punto. Tanto che al dibattito successivo Perdue ha deciso di non presentarsi.

Il candidato senatore Jon Ossoff

Si tratta di elezioni importanti perché è in gioco la maggioranza del Senato. Dopo aver vinto le presidenziali e dopo aver ri-confermato la maggioranza (più ristretta però) alla Camera, con la vittoria dei due democratici in Senato, oggi a guida repubblicana, ci sarà un pareggio (50-50). La vice presidente Kamala Harris, che presiede il Senato, avrà il voto decisivo. Anche se potrà utilizzarlo solo in caso di parità nelle singole votazioni. Servirà quindi molta disicplina interna ai dem e molte negoziazioni.

Avere la maggioranza è infatti importante perché si decide il calendario delle votazioni. Però sull’organizzazione delle commissioni così come sulle procedure di voto i democratici dovranno ricercare l’accordo con i repubblicani. Con una maggioranza di questo tipo, inoltre, i democratici non riusciranno a far passare la maggior parte della loro agenda legislativa.

In primis perché la maggioranza democratica è composita e, in una situazione di parità, i moderati diventano decisivi (in entrambi i partiti). Per esempio qualsiasi cambiamento alle regole procedurali del Senato, un’idea spesso accarezzata dall’area liberal dei democratici, prevede una maggioranza semplice: i democratici dovrebbero ottenere quindi il consenso di tutti i loro senatori, compresi alcuni moderati come il senatore della West Virginia Joe Manchin (che votò a favore del giudice Brett Kavanaugh) e della senatrice dell’Arizona Kyrsten Sinema.

In secondo luogo perché al Senato c’è la possibilità di fare ostruzionismo con quaranta senatori. Significa che per far passare qualsiasi atto legislativo serve una maggioranza di almeno sessanta senatori. L’alternativa è far passare alcune riforme attraverso le procedure speciali previste per le leggi di bilancio, dove vale il voto di maggioranza. Ma in ogni caso sarebbe necessario un accordo con la “minoranza” repubblicana.

L’altra possibilità è quella di attivare la cosiddetta “opzione nucleare”, che consente alla maggioranza di eliminare l’ostruzionismo su singoli provvedimenti di legge: nel novembre 2013 i democratici lo fecero per confermare la maggior parte dei giudici federali, ma non i giudici della Corte suprema; nel 2016 i repubblicani utilizzarono lo stesso metodo per estendere il voto a maggioranza ai giudici della Corte Suprema. I democratici potrebbero utilizzare questo metodo soltanto se riuscissero a coinvolgere tutti i senatori del loro partito. E non tenessero conto del fatto che creerebbero una nuova consuetudine al Senato su quel tema specifico.

Si aprono quindi due strade per Biden: o un periodo di negoziazioni, se i repubblicani sono disponibili, o un durissimo confronto tra partiti e all’interno degli stessi partiti. Perché si vota di nuovo nel 2022, per la Camera e un terzo del Senato. E nel Partito repubblicano per vincere sanno di avere bisogno della base di Trump, che non è molto disponibile al compromesso.

La senatrice Kelly Loeffler e il senatore David Perdue

Ed è maggioranza dem anche al Senato. Grazie Georgia ultima modifica: 2021-01-06T13:25:02+01:00 da MARCO MICHIELI

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