Napoleone Buffon e i suoi “figlioli”

Il portiere della Juventus compie quarantatré anni. Una vita e una passione per il calcio, una personalità che ha saputo tornare in auge dopo più di una Waterloo e che nessuno è mai riuscito a mandare in esilio.
ROBERTO BERTONI BERNARDI
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Della vittoria juventina contro la Spal, probabilmente, si perderà a breve la memoria: un po’ per il contesto, la nobile ma non proprio essenziale Coppa Italia, un po’ per l’apparente facilità con cui la squadra di Pirlo si è imposta, 4 a 0, sui rivali. Eppure un aspetto interessante, anzi più d’uno, c’è. Innanzitutto, la gara è stata disputata alla vigilia del quarantatreesimo compleanno di Gigi Buffon, per l‘occasione tornato capitano, su espressa volontà dei compagni, e soprattutto il fatto che davanti a lui ci fosse una serie di ragazzini che il lontano 19 novembre 1995, quando Gigi fece il suo esordio in Serie A con la maglia del Parma, non erano ancora nati. C’era Chiesa, figlio di quell’Enrico che fu compagno di Buffon nella magnifica stagione ’98-’99, quando i ducali conquistarono Coppa Italia e Coppa UEFA, quest’ultima alzata al cielo di Mosca contro un Olympique Marsiglia relegato, più o meno, al ruolo di spettatore non pagante.

Buffon con la Coppa del Mondo, vinta nel 2006

E c’era una difesa composta da De Ligt, Demiral, Dragusin e Frabotta che, in quattro, non fanno neanche il doppio degli anni di Gigi. Senza dimenticare la presenza del non ancora ventenne Fagioli, già pupillo di Allegri, e il decollo del ventenne Kulusevski, l’esordio in attacco di Da Graca e la presenza, quest’anno divenuta stabile, dei vari Bentancur, McKennie, Arthur e Rabiot, accomunati dal fatto di poter essere tranquillamente i figli di un portiere che ormai punta dritto all’eternità, dopo aver ampiamente raggiunto lo status di leggenda.

Seguendo la partita in televisione, mi sono soffermato a lungo sullo sguardo di Gigi, ricordandomi il giorno del suo esordio in bianconero, il 26 agosto 2001, quando al suo fianco giocava Tudor, oggi secondo di Pirlo, e con lui c’era l’amico di una vita Lilian Thuram, già suo compagno di squadra a Parma. Immagino che Gigi, immerso nella solitudine tipica dei portieri, abbia fissato attentamente quei ragazzi e, in quel momento, gli siano passati davanti gli innumerevoli episodi di una carriera inimitabile, a cominciare dai primi compagni di squadra e dai primi avversari, alcuni dei quali nati addirittura negli anni Cinquanta.

Mezzo secolo di calcio, di vita e di passione negli occhi di un Napoleone che ha saputo tornare in auge dopo più di una Waterloo e che nessuno è mai riuscito a mandare in esilio. Tornano in mente reminiscenze scolastiche. Scriveva, infatti, il Manzoni, a proposito di Bonaparte: “Ei si nomò: due secoli, / l’un contro l’altro armato, / sommessi a lui si volsero, come aspettando il fato; ei fe’ silenzio, ed arbitro / s’assise in mezzo a lor”.

Buon compleanno a un mito intramontabile!

Buffon quando giocava per il Parma
Napoleone Buffon e i suoi “figlioli” ultima modifica: 2021-01-29T18:36:30+01:00 da ROBERTO BERTONI BERNARDI
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