Con la perseveranza si può raggiungere Marte

Partita da Cape Canaveral lo scorso luglio, Perseverance toccherà il suolo del pianeta il 18 febbraio 2021. Una missione in nome non di una sola nazione, ma del genere umano.
PIERGIORGIO PESCALI
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Perseveranza, nel dizionario italiano significa “Costanza e fermezza nel perseguire i propri scopi o nel tener fede ai propri propositi, nel proseguire sulla via intrapresa o nella condotta scelta”. Ed è Perseveranza (Perseverance in inglese) il nome scelto dalla Nasa per la sua missione partita da Cape Canaveral lo scorso luglio e che toccherà il suolo di Marte il 18 febbraio 2021. È stato Alex Mather, un alunno tredicenne della Lake Braddock Secondary School di Burke in Virginia, ad aver vinto un concorso indetto dall’ente spaziale statunitense per battezzare una delle esplorazioni più eccitanti verso il pianeta rosso. Bellissima la spiegazione che Alex ha dato per la sua scelta:

Siamo una specie di esploratori e per arrivare su Marte dobbiamo superare molti ostacoli. A ogni modo possiamo perseverare. Noi, non tanto come nazione, ma come genere umano, non ci arrenderemo. 

E in nome non di una sola nazione, ma del genere umano, Mars 2020 Perseverance sarà il quinto rover a esplorare la superficie marziana dopo Sojourner (1997), Spirit e Opportunity (2004) e Curiosity (2012). Ognuna di queste missioni aveva mansioni ben precise, culminate con la scoperta fatta da Curiosity nel 2012 che sul pianeta un tempo scorreva acqua allo stato liquido. Perseverance avrà ora il compito più intrigante per un astrobiologo: stabilire se nel passato c’è stata vita microbica.

Tutto questo avverrà all’interno del cratere Jezero, una cavità lunga 45 km, appena a nord dell’equatore marziano dove, tra i tre e i quattro miliardi di anni fa, sorgeva un lago che avrebbe potuto lasciare sedimenti con molecole organiche (Jezero significa lago in lingua slava). La presenza di cinque tipi di differenti rocce e in particolare di carbonati potrebbe aver preservato segni fossili di vita passata. Il rover, che sarà dotato di 19 telecamere ad alta risoluzione, avrà anche un’altra missione da compiere: mentre nelle precedenti missioni i campioni di terreno raccolti venivano analizzati in loco a remoto, Perseverance collezionerà grani di terra marziana custodendoli per essere poi spediti sulla Terra da successive missioni già progettate in concerto con l’ESA, l’Agenzia spaziale europea. In questo modo si avrà a disposizione materiale da sottoporre ad analisi più accurate di quanto si sia potuto fare sino ad ora.

Un sistema di navigazione, infine, potrà modificare la traiettoria di discesa per trovare il posto migliore su cui posare il rover e, una volta sul suolo di Marte, guidarlo nelle sue esplorazioni. Questo, assieme al MEDA (Mars Environmental Dynamic Analyzer) permetterà anche di verificare le condizioni atmosferiche della zona per un’eventuale missione umana.

E proprio a questo futuro obiettivo è dedicata parte della missione di Mars 2020 Perseverance. Diversi nuovi strumenti consentiranno di testare nuove tecnologie che potrebbero essere utilizzate in vista di una spedizione marziana. 

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Tra questi il MOXIE (Mars Oxygen In-Situ Resource Utilization Experiment), un sistema in grado di produrre ossigeno dalla CO2 che potrà poi venire utilizzato come propellente per mezzi di trasporto e come gas di respirazione.

La perseveranza si deve avvalere anche dell’ingegnosità per avere successo. E così la missione Mars 2020 Perseverance avrà il suo Ingenuity (Ingegnosità), un piccolo elicottero che sarà il primo oggetto che cercherà di volare in un pianeta che non sia la Terra. L’atmosfera estremamente rarefatta di Marte (la densità è appena l’uno per cento di quella terrestre) compensata da una gravità che è appena un terzo di quella terrestre ha condizionato la struttura e la progettazione di Ingenuity. Quattro pale da 1,2 metri ciascuna dovranno girare a 2.400 giri al minuto, circa otto volte la velocità di un normale elicottero per sollevare il suo peso di appena 1,8 kg.

Dotato di due telecamere, un altimetro e un rilevatore di movimento, Ingenuity dovrà affrontare le rigide temperature notturne che nel cratere Jezero raggiungono i novanta gradi sotto lo zero e, dato che la distanza tra Marte e la Terra causerà un ritardo nelle comunicazioni di circa quindici minuti, dovrà anche saper volare in modo indipendente.

Se l’esperimento di Ingenuity si rivelerà un successo, l’esplorazione su Marte aumenterà le possibilità di affermazione di una presenza umana sul pianeta, aiutando il trasporto di utensili e manufatti di piccole proporzioni in diverse aree di lavoro.

Con la perseveranza si può raggiungere Marte ultima modifica: 2021-02-15T13:31:48+01:00 da PIERGIORGIO PESCALI

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