Mah! boh! aaah! boom! gasp! Draghi!

Lo spettacolo politico di questi giorni si tinge sempre più di tinte fumettistiche. Tra le scelte dei ministri e le strategie dei leader politici, le reazioni sono tra le più disparate: dall'incomprensione allo sconforto, dalla gioia al sollievo.
scritto da ROBERTO DI GIOVAN PAOLO
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Non so voi, ma io dopo l’annuncio di Mario Draghi dei ministri del suo governo, tra Twitter, Facebook e soprattutto l’anonimato di Whatsapp, ho raccolto una serie incredibile di “Mah!” e anche di “Mah… mi aspettavo meglio!”. In effetti ci sono i tecnici ma non dappertutto (ma nella filiera di acquisizione e controllo del Piano nazionale resilienza e ripresa relativo ai 209 miliardi di euro UE del Next Generation certamente sì) e ci sono i politici a “denotare” un eventuale “governo tecnico-politico”, ma non fino al punto di “connotare” un governo tendente al “politico”.

In effetti “Mah!”: il “guizzo” non c’è. Come nemmeno enfasi, dramma, sceneggiata. Quantomeno non si continuerà a raccontare Draghi in maniera mitologica, obbligandolo a camminare sulle acque o mutare l’acqua negli otri (vecchi) in vino. Ognuno dovrà fare la sua parte e i partiti rivali (quelli che ancora sono dei partiti) dovranno correre ognuno nella sua corsia cercando di dare il meglio di sé. Cosa che per ora non è successo con la presenza né delle donne (8 su 23) né dei cosiddetti “nuovi italiani”, come si auspicava anche ytali (0 su 23).

“Mah!”. Anche a rivedere Gelmini e Brunetta, per dire. Possibile che accanto alla Carfagna non fosse possibile immaginare qualcosa che non riconduca indietro di qualche anno? Anno geologico poi, visto come corrono i tempi di media e politica. Certo, va detto per onestà che questi “Mah!” erano stati preceduti da “Aaah!” e anche succeduti da molti “Boh?”. I primi con la piattaforma Rousseau (“Aaah!”), che ormai molti vedrebbero meglio intitolata al ben più rivoluzionario La Palice (che ancor prima di morire era ancora in vita), specie per via dei quesiti che sembrano le domande fatte al calciatore Suarez nel test di italiano della scorsa estate a Perugia: scrivi liberamente il nome del presidente del consiglio, che inizia con D e finisce con ghi (casomai sbagliassero a scrivere D… ini). La Piattaforma Rousseau ha detto “sì” e tutti abbiamo finto di attendere per davvero il risultato… Maggioranza di sì? “Aaah!”.

Detto ciò e rubricato “Dibba” (non è onomatopeico ma non vorrei che lo scambiaste col grande vero “Dibba”, e cioè Agostino “Ago” Di Bartolomei) sotto la voce “Sbam!” (“l’ultimo chiuda la porta!” si diceva – saggiamente – dopo che Nick Carter aveva smascherato per l’ennesima volta l’abile, ma mica tanto poi, Stanislao Moulinski) eccoci infine al più classico dei commenti: “Boh?”. Chissà a che sta pensando ora Renzi che dovrà comunque spiegare alla Bellanova e a Scalfarotto (s’è salvata solo la Bonetti) per cominciare, come al resto di Italia Viva, che lui non sta preparandosi – con il metodo dello spariglio continuo – a mantenere l’iniziativa “perinde ac cadaver” (sempre altrui).

Grande e immenso “Boh?!” con esclamativo e interrogativo, per il Partito democratico. La gestione della crisi, vissuta per lo più dal tinello di Goffredo Bettini, ha mandato prima avanti Renzi, immaginando di imbrigliarlo per intimorire un po’ Conte, troppo indipendente; poi, in frenata sulla crisi, tutti su Conte novello leader, tipo Lenin con la sua NEP (il Recovery); infine un pensierino a Fico, mentre faceva consultazioni “ponte” per il presidente Mattarella (qui accanto al “Boh?” un bel “Bla, bla, bla”, come peraltro nel secondo “giro” delle consultazioni con Draghi); per chiudere infine su Draghi, come richiesto dal Colle più alto. Con i tre ministri Pd, casualmente capi delle tre correnti Pd e manco una donna (ma si recupererà tra sottosegretari e viceministri ha assicurato Zingaretti).

Insomma Pd per l’Oscar del “Boh?!?!”, anche se per il podio del “Boh!!”, con due esclamativi, va segnalata la performance di Salvini che si offre come ministro (così fa saltare la presenza di ogni possibile leader, vedi alla voce Zingaretti e Tajani) e poi incassa tre rappresentanti che sono i leghisti più “competenti” e “governisti”, e cioè meno salviniani… “Boh?”. Certo, rimanendo fuori dal governo può giocare a far finta che lui ci sta ma sta anche col paese reale, e se serve pure in piazza, per non lasciarla tutta alla Meloni (qui un “Boh” su come la leader lo spiegherà a un suo elettorato tradizionalmente maggioritario tra i dipendenti della pubblica amministrazione).

Intanto, per concludere il giudizio sul ministero entrante, segnalo un “Beh!!!” su Roberto Garofalo sottosegretario alla presidenza del consiglio: gran capo per anni dell’amministrazione MEF, fuggito al tempo dell’arrivo del governo giallo-verde al potere, Garofalo registra molti “Beh!” con ripetuti esclamativi fino a trasformarsi in “Bene!” convinti, e non solo dal centrosinistra.

Salutato con un “Chirp” ovvero un “Cip” (ovvero un tweet, ma prima si diceva così nei fumetti) Casalino, guru comunicativo uscente. E, segnalato che di Draghi finora non avevamo registrato né un comunicato stampa né un vocalizzo sino alla lista dei ministri (che potrebbe essere anche stata “doppiata” per quanto ne sappiamo – “Boh?” del redattore), eccoci a una serie di “Umh!” più o meno lunghi e pensierosi (“Ummmmh!” oppure “Uhm, uhm!!”).

Giuseppe Conte, “avvocato del popolo” giallo-verde che cambia coalizione ma non perde il posto che occupa anzi “rilancia” (ma a poker con Renzi non credo che giocherà più nemmeno lui), dopo avere cercato erroneamente il “gioco a somma zero” schiantandosi – “Crash!!!”–, dopo avere inutilmente cercato la costruzione a freddo di una variopinta compagnia di “responsabili” scoppiata – qui aggiungiamo un bel “Crash!!!”, “Booom!!!” – ha delicatamente tolto il disturbo, trovandosi al centro di un saluto accorato: “Clap, clap” (non è l’unico ma certamente inaspettato, e ancor più certamente non comparabile col saluto di Renzi da Palazzo Chigi).

Il sentimento verso Giuseppe Conte, complice anche la gestione altalenante sulla pandemia, è qualcosa di davvero interessante su cui indagare nei prossimi mesi: si tratta di un sentimento di avversione rude ma anche di una diffusa simpatia tra il popolare e il populista. Allo stesso modo che le sue scelte lo dipingono a tratti come un mediatore e delle volte come un prevaricatore (vedi i dpcm come simbolo giuridico di un dibattito ancora aperto). Senza contare alcune ombre poco dipanate: i rapporti consolidati coi luoghi di potere reale, i giri di amicizia tra università italiane ed estere in odore di servizi, le relazioni internazionali sulla base di mediazioni e mediatori discutibili, di cui il rapporto con Trump e la sua amministrazione, sono stati un esempio molto, molto concreto.

“Uhm, Uhm” o “Uuummmhh!” che potrebbero trasformarsi, pensando alla querelle su Recovery e servizi e allo scontro con Renzi, anche in un “Mumble, mumble!”. Alla sera, in contemporanea con i tg sull’arrivo di Draghi e l’addio di Conte mano nella mano con la compagna-principessa, ecco che “Sbadabam!”: chi ti vedo ai “Soliti Ignoti” a fianco di Amadeus? La “principessa” Di Girolamo, ex ministro della Repubblica e “punta di lancia” di Forza Italia al massimo dell’ascesa, a cui hanno appena reso “Cenerentolo” il marito, l’ormai ex ministro Boccia. Immagine singolare, incrocio televisivo fortuito di una politica “frullata” in cui ingressi e uscite, arrivi e partenze, come nei Grand Hotel dei film dei “telefoni bianchi” si confondono nella luce “flou” dei canoni dello spettacolo.

Uno spettacolo molto colorato, quasi un fumetto. “Mah!” e soprattutto “Gulp!”.


In copertina un fumetto di Andrea Pazienza

Mah! boh! aaah! boom! gasp! Draghi! ultima modifica: 2021-02-15T12:10:05+01:00 da ROBERTO DI GIOVAN PAOLO

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