Bellugi e Gresini. È vero, se ne vanno sempre i migliori

Sono gli ultimi campioni in ordine cronologico a dirci addio, in un mondo dello sport che nell'ultimo anno ha subito una vera e propria falcidie.
scritto da ROBERTO BERTONI
Condividi
PDF

Mauro Bellugi e Fausto Gresini sono solo gli ultimi in ordine cronologico a dirci addio, in un mondo dello sport che nell’ultimo anno ha subito una vera e propria falcidie. Nella Spoon River cui stiamo assistendo inermi ormai da mesi, Bellugi e Gresini sono caduti sotto i colpi del male assoluto di quest’epoca: il Covid, che ha annientato tanto le gambe e le risorse fisiche di uno degli ultimi sontuosi stopper della storia del calcio italiano e, poco dopo, uno dei protagonisti del nostro motociclismo.

Mauro Bellugi ai tempi dell’Inter e in un’immagine recente (foto di copertina)

Mauro Bellugi aveva settantun anni e un passato glorioso alle spalle, fra Inter, Bologna, Napoli, Pistoiese e, soprattutto, la Nazionale. Aveva avuto la capacità di essere grande a San Siro e di rilanciarsi in provincia, possedeva il senso dell’umorismo che non lo ha abbandonato nemmeno nei periodi più duri. Era convinto di farcela anche stavolta, si sarebbe voluto presentare in tribuna, all’Olimpico, per assistere a Italia-Turchia, partita d’esordio degli Europei, il prossimo 11 giugno. Aveva persino scherzato sul fatto che sarebbe andato in giro con le protesi e che il suo unico dispiacere era di aver perso anche la gamba con cui aveva segnato un bellissimo gol al Borussia Mönchengladbach, ma il morbo è stato più forte della sua tempra indomita.

Lo stesso vale per Gresini, sessant’anni, prima pilota e poi straordinario talent scout, capace di lanciare talenti sfortunati come Kato e Simoncelli e alfieri delle due ruote come Edwards e Melandri. Il Gresini Racing era una garanzia: di professionalità, di successo, di futuro. Ora che Mauro e Fausto non ci sono più , tutto ci sembra più buio, più triste, amaramente insignificante.

Momenti di Fausto Gresini

Se ne sta andando, infatti, una certa idea di sport e di mondo, una visione pulita e propositiva del nostro stare insieme, una speranza di guardarsi intorno e non vedere unicamente il deserto. Bellugi e Gresini, ciascuno nel suo ambito, incarnavano un’Italia generosa, volenterosa, buona, positiva, con il coraggio di sfidare i propri limiti e guardare sempre e comunque avanti.

Se li è portati via il più infido dei mali, la più straziante delle malattie, lasciando in noi un gran desiderio di piangere, un senso di sgomento, l’idea di una palese ingiustizia dalla quale non è detto che saremo in grado di rialzarci. O forse sì, magari con una battuta, con un scherzo, con uno sberleffo, proprio come hanno sempre fatto loro, anche nei momenti più duri. Nell’assenza di risposte alla ridda di domande che ci stiamo ponendo in questi giorni tragici, è racchiusa la nostra sensazione di sconfitta.

Bellugi e Gresini. È vero, se ne vanno sempre i migliori ultima modifica: 2021-02-24T20:27:53+01:00 da ROBERTO BERTONI

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento