L’Italia adotti subito il piano UE di lotta al cancro

In epoca di Covid la Commissione europea elabora un “beating cancer plan”. Un gruppo di parlamentari Cinque Stelle ha presentato una mozione che tende a impegnare il governo all’adozione di misure che raccolgono le indicazioni del piano europeo.
GIORGIO FRASCA POLARA
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Allarme cancro, in Italia e in Europa. Casi in aumento anche se si riduce il tasso di mortalità. La situazione è aggravata dalla pandemia: sulle cure, sulla prevenzione, sui trattamenti, con la sospensione della continuità diagnostica e terapeutica. La Commissione europea ha appena elaborato (3 febbraio scorso) un Piano europeo di lotta contro il cancro con la proposta di dieci iniziative “faro”. Immediata eco alla Camera dove un gruppo di deputate e deputati Cinque Stelle ha presentato una mozione che tende a impegnare il governo all’adozione di misure che raccolgono le indicazioni del piano europeo.

“Questo piano mira a ridurre il numero di persone colpite dal cancro attraverso dieci iniziative-faro

I dati dell’Italia

L’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) ha presentato nell’ottobre scorso all’Istituto superiore di sanità un rapporto che per il 2020 stima 377mila nuove diagnosi di cancro, di cui 195mila negli uomini e 182mila nelle donne, con un aumento rispetto all’anno precedente di 7mila casi ma solo tra le donne. Il tumore più frequentemente diagnosticato (dato 2020) è il carcinoma alla mammella – 54.976 casi, pari al 14,6 per cento di tutte le nuove diagnosi – seguito da colon-retto (43.702), polmone (40.882), prostata (36.074) e vescica (25.492). L’efficacia delle campagne di prevenzione adottate negli ultimi anni anche in Italia e delle terapie innovative messe a disposizione dalla ricerca ha fatto sì che sia aumentato il numero dei pazienti che, dopo cure e/o interventi, sopravvivono e conducono una vita sostanzialmente normale. Si tratta di quasi quattro milioni di persone con un incremento del 37 per cento rispetto a dieci anni fa. Inoltre almeno un paziente su quattro (quasi un milione di persone) è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito. Altro dato significativo: negli ultimi cinque anni il tasso di moralità per cancro è diminuito del 6 per cento negli uomini e del 4,2 nelle donne. Ma nelle donne il tasso di sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 63 per cento contro il 54 per cento degli uomini. Spiegazione: il tumore più frequente nelle donne è quello della mammella, caratterizzata da una prognosi migliore rispetto ad altre neoplasie.

…e quelli europei.

L’Ue, pur rappresentando un decimo della popolazione mondiale, conta un quarto dei casi totali di cancro nel mondo. Il numero di vite perse a causa delle malattie oncologiche, a livello europeo, è destinato ad aumentare di oltre il 24 per cento entro il 2035, previsioni del WHO, l’Agenzia internazionale per le ricerche sul cancro. In pratica assai presto questo male sarà la prima causa di morte nell’Ue, superando le malattie cardiocircolatorie. E oltre all’impatto sanitario c’è da calcolare il costo economico: tra prevenzione e cure se ne vanno qualcosa come 100 miliardi l’anno.

Effetti del Covid

La pandemia ha avuto, e ancor più avrà nel corso di quest’anno, effetti gravi non solo sulla cura del cancro ma soprattutto sulla prevenzione e sul trattamento anche chirurgico. La “distrazione” degli ospedali impegnati nel fronteggiare il virus è andata, e va, a discapito delle diagnosi tumorali che, riscontrate purtroppo a stadio avanzato della malattia, ridurranno le possibilità di trattamento e di sopravvivenza dei pazienti, e comunque moltiplicheranno i costi economici dell’assistenza a carico dei sistemi sanitari nazionali. In molte regioni si sono registrati casi, oltre che di ritardata diagnosi, di vera e propria sospensione della continuità diagnostica e terapeutica, o addirittura di mancata somministrazione delle terapie. L’emergenza da Covid ha in definitiva enfatizzato la forte sofferenza delle reti di cura territoriale e lo scarso sviluppo della sanità digitale.

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L’iniziativa UE

La Commissione europea ha deciso, poco più di un mese fa, di sfruttare questo momento di rivoluzione dei sistemi sanitari regionali e nazionali per farsi promotrice di un rinnovato impegno a favore della prevenzione del cancro. Da qui il Piano europeo di lotta contro il cancro che è stato trasmesso al Parlamento di Bruxelles e al Consiglio europeo, e che si articola in dieci iniziative definite “fari”. Si va dall’inaugurazione di un nuovo centro di conoscenze per agevolare il coordinamento delle ricerche all’avvio di una iniziativa sulla imaging per compilare nel 2022 un “atlante Ue” a disposizione di ospedali, centri di ricerca, singoli ricercatori. E ancora: dal sostegno per la vaccinazione sistemica contro il papilloma virus di ragazzi e ragazze per puntare a debellare il carcinoma della cervice uterina, a un programma di screening per aiutare gli stati membri a garantire che il novanta per cento della popolazione dell’Ue possa sottoporvisi entro il 2025. Inoltre, la costituzione di un rete per collegare i centri oncologici nazionali per la diffusione di diagnosi e trattamenti; l’uso dei fondi di un programma EU-Salute per migliorare la vita dei malati di tumori; la istituzione entro quest’anno di un registro delle disuguaglianze tra stati membri e regioni nelle cure, le criticità, ecc. 

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La mozione del governo

Prendendo spunto dal documento Ue, una quindicina di deputati Cinque Stelle ed espulsi dal movimento hanno sottoscritto una mozione che impegna il governo ad adottare tutta una serie di misure da un lato preparatorie del piano europeo e dall’altro a omogeneizzare ai migliori modelli già in atto in alcune regioni, a superare i ritardi nelle cure anti-cancro provocati dalla lotta contro il Covid, a sostenere la lotta al cancro infantile “facendone assoluta priorità e valutando l’istituzione di un fondo permanente per il sostegno ai piccoli pazienti oncologici e alle loro famiglie”.

L’Italia adotti subito il piano UE di lotta al cancro ultima modifica: 2021-03-08T12:53:14+01:00 da GIORGIO FRASCA POLARA

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