Due Länder chiave al voto: comincia il poker per il dopo-Merkel

L’esito delle elezioni in Baden-Württemberg e Renania Palatinato influenzerà i rapporti di forza a livello nazionale. Se la Cdu perde, paradossalmente, potrebbe trovarsi con un candidato cancelliere più forte.
MATTEO ANGELI
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Superwahljahr, super anno elettorale. Così i media tedeschi definiscono i prossimi sei mesi, durante i quali si terranno una serie di elezioni regionali, comunali e, gran finale, il voto per il rinnovo del parlamento federale tedesco, il 26 settembre. Si parte domani, con le consultazioni in Baden-Württemberg, il Land che ospita gli stabilimenti di Mercedes, Audi e Porsche, e in Renania Palatinato, lo stato che diede i natali all’ex cancelliere democristiano Helmut Kohl. Nei mesi a seguire, si voterà in altri quatto Länder: a Berlino, nel Mecklenburg-Vorpommern, nella Sassonia Anhalt e in Turingia. Inoltre, si terranno anche le comunali in Assia e Bassa Sassonia.

Di “eccezionale” non c’è solo la lunga lista di consultazioni. È la fine di un’era, Angela Merkel lascia il potere dopo sedici anni. Il nome del successore è tutt’altro che scontato. A sei mesi dal voto, nei sondaggi, in continuo aggiornamento – i media tedeschi amano prendere il polso della popolazione con estrema regolarità – l’“Unione” di Merkel, che mette insieme cristiano democratici (Cdu) e i cristiano sociali della Baviera (Csu) è saldamente in testa, con il 33 per cento delle preferenze, seguita da Verdi al 18 per cento e socialdemocratici – la Spd – al 16 per cento. Con questi numeri, ad oggi lo scenario più atteso è che la Cdu/Csu arrivi prima e cerchi di formare un governo con gli ecologisti. Una coalizione “kiwi”, dai colori dei due partiti: il nero dei cristiano democratici e, ovviamente, il verde degli ecologisti. Sarebbe una prima volta a livello nazionale.

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Ma tutto può ancora cambiare. La Cdu/Csu non ha ancora annunciato il suo candidato cancelliere. Secondo molti osservatori, quando questa decisione sarà presa, spariglierà le carte in tavola. 

Inoltre, l’Unione è stata travolta proprio in questi giorni da uno scandalo che ha colpito due suoi parlamentari al Bundestag e che potrebbe recare danno in termini elettorali, già a partire dalle consultazioni di domani. Nikolas Löbel, della Cdu, e Georg Nüßlein, della Csu, hanno entrambi mediato l’acquisto di maschere di protezione per il coronavirus, intascando importanti provvigioni. L’azienda di Löbel ha ottenuto duecentocinquantamila euro esentasse per aver mediato contratti di acquisto di mascherine anti-Covid  tra un fornitore del Baden-Württemberg e due società a Heidelberg e Mannheim. In maniera analoga, Nüßlein ha mediato l’acquisto di maschere di protezione tra un produttore privato e il governo federale, ricevendo seicentosessantamila euro. 

Il fatto che i due deputati abbiano sfruttato il business legato alla pandemia per arricchirsi personalmente fa tremare la Cdu/Csu. Potrebbe essere l’inizio di uno scandalo di corruzione simile a quello che segnò la fine dell’era Kohl. I vertici del partito hanno parlato di “un’imperdonabile violazione degli standard etici” e hanno chiesto a tutti i parlamentari di firmare una dichiarazione sull’onore, in cui attestano di non essersi arricchiti come Löbel e Nüßlein. Una dichiarazione che, secondo il capogruppo della Cdu Ralph Brinkhaus, avrebbero tutti firmato. Intanto, Löbel e Nüßlein hanno abbandonato il partito. 

Quale impatto avrà questo scandalo sui consensi della Cdu? Cominceremo a vederlo domani, quando arriveranno i risultati del voto di Baden-Württemberg e Renania Palatinato. Il voto in questi due Länder può giocare un ruolo decisivo nell’influenzare la dinamica dei prossimi mesi di campagna elettorale, come successe in maniera analoga nel 2017 nella Saarland. Allora il risultato del voto in questo piccolo stato occidentale fu decisivo nell’interrompere la “Schulz-Hype”, l’entusiasmo verso l’allora candidato socialdemocratico Martin Schulz. Il 26 marzo di quattro anni fa, infatti, la governatrice in carica della Saarland, la cristiano democratica Annegret Kramp-Karrenbauer, travolse gli avversari ottenendo il 40,7 per cento dei voti. Un risultato che, insieme alla disfatta della Spd, contribuì a segnare in maniera decisiva le sorti della campagna elettorale a livello nazionale. In questo senso, dal voto di domani potrebbero emergere una serie di dinamiche analoghe.

L’ecologista Winfried Kretschmann è dato per grande favorito in Baden-Württemberg. Ha detto che in caso di vittoria non servirà per l’intero mandato, perché la moglie è malata e vuole occuparsi di lei

Nel primo Land in cui si vota, il Baden-Württemberg, il governatore uscente, l’ecologista Winfried Kretschmann si presenta per un nuovo mandato. Kretschmann ha settantadue anni ed è una figura chiave tra gli ecologisti. Nel 2011, sull’onda dell’apprensione conseguente al disastro nucleare di Fukushima, fu il primo verde a diventare governatore di uno stato tedesco, interrompendo decenni di dominio della Cdu. Al momento guida una coalizione in cui il junior partner sono proprio i cristiano democratici. Kretschmann rappresenta l’ala destra del partito, più pragmatica e pronta a fare compromessi. Un pragmatismo necessario, quasi inevitabile, per governare uno dei Land più ricchi, che ospita numerose case automobilistiche tedesche. 

I sondaggi lo danno netto favorito, davanti di otto punti rispetto alla Cdu, guidata da Susanne Eisenmann, ministro dell’educazione del governo Kretschmann dal 2016. Una candidata che non è mai riuscita davvero a impensierire il governatore uscente e che ora, anzi, potrebbe patire le conseguenze del Maskenäffare, lo scandalo sulle mascherine. Al di là della vittoria di Kretschmann, data come più che probabile, particolarmente interessante sarà quindi il risultato della Cdu. Se i cristiano-democratici vanno bene, la coalizione “kiwi” in Baden Württemberg dovrebbe essere confermata e darebbe forza agli argomenti di coloro che sostengono questo tipo di soluzione anche a livello nazionale, dopo il voto del 26 settembre. Se invece la Cu va male, Kretschmann potrebbe essere portato a formare un’altro tipo alleanza: una coalizione “semaforo”, che unisca verdi, liberali (giallo è il colore del partito) e socialdemocratici (rosso è il colore della Spd).

I due candidati di punta in Renania Palatinato, Malu Dreyer (Spd) e Christian Baldauf (Cdu), prima di un dibattito televisivo

Una dinamica che potrebbe cominciare a diventare credibile anche a livello nazionale. Anche perché un’altra coalizione “semaforo” potrebbe uscire dalle urne domani: in Renania Palatinato, la socialdemocratica Malu Dreyer, sessant’anni, una delle ultime stelle di un partito che negli ultimi anni ha smesso di brillare, governa già ora con liberali e verdi e punta a essere confermata, battendo il cristiano democratico Christian Baldauf. I sondaggi della vigilia parlano di un testa a testa, con Dreyer davanti di un solo punto percentuale (31 per cento con il 30 di Baldauf). Baldauf teme soprattutto che lo scandalo delle mascherine blocchi la sua corsa, mentre Dreyer deve fare i conti con il basso gradimento del partito a livello nazionale, dove i socialdemocratici sono inchiodati al 16 per cento nei sondaggi, minimo storico.

I cristiano democratici potrebbero beneficiare del fatto che molte persone hanno già votato per posta, prima che il Maskenaffäre esplodesse. Secondo i media tedeschi, un elettore su tre avrebbe già votato in Baden-Württemberg, mentre in Renania Palatinato questa cifra sarebbe addirittura più alta, con il 37 per cento che avrebbe già espresso la sua preferenza per posta. 

In gioco c’è sicuramente la leadership della Cdu. Se i cristiano democratici domani vanno male, il nuovo presidente del partito, Armin Laschet, potrà con ogni probabilità dire addio alla possibilità di essere il candidato cancelliere del partito di Merkel. Nell’Unione dovrebbe allora imporsi il nome di Markus Söder, governatore della Baviera e rappresentante della Csu, la sorella minore della Cdu. 

Paradossalmente, da un certo punto di vista, una sconfitta della Cdu domani, ridurrebbe le chance degli altri partiti nella corsa a livello nazionale. Perché? Secondo gli ultimi sondaggi, una corsa alla cancelleria con Laschet candidato della Cdu/Csu sarebbe molto più aperta rispetto a una competizione con Söder alla guida dell’Unione. Nel primo scenario, Laschet è dato al 22 per cento, Olaf Scholz, il candidato dei socialdemocratici, al 20 per cento, e Robert Habeck, il verde al momento più quotato per guidare il suo partito a settembre, al 21 per cento. Con Söder in corsa, invece, questo è dato al 37 per cento, Habeck al 18 e Scholz al 15.

Fonte: Deutschland Wählt (@Wahlen_DE)

Detto ciò, i socialdemocratici domani devono a tutti i costi vincere in Renania Palatinato se vogliono avere ancora qualche chance di essere considerati come un partito di governo a livello nazionale. Per di più, la coalizione “semaforo” di Dreyer, è anche l’opzione favorita con cui il moderato Olaf Scholz, il candidato cancelliere della Spd, spera di scalare il Bundestag. Per lui la strada è terribilmente in salita, ma non ancora del tutto compromessa. Il Superwahljahr promette di essere “super” anche a livello di sorprese. 

Due Länder chiave al voto: comincia il poker per il dopo-Merkel ultima modifica: 2021-03-13T18:45:02+01:00 da MATTEO ANGELI

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