Luna rossa. Il sogno non finisce

Un plauso ai nostri e i più sinceri complimenti ai fenomeni, per ora inarrivabili, dai quali siamo stati sconfitti ma non vinti. Sarà bello ritrovarsi per gareggiare ancora.
scritto da ROBERTO BERTONI
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Mai come questa volta ci avevamo sperato e, a un certo punto, anche creduto. Mai come questa volta la sconfitta di Luna Rossa nell’America’s Cup, contro i campioni assoluti di New Zealand, peraltro padroni di casa, dato che si gareggiava in quel di Auckland, ci lascia con l’amaro in bocca. 7 a 3 per i neozelandesi e la preziosa brocca che, ancora una volta, rimane a quelle latitudini. Applausi ai nostri e il desiderio di riprovarci.

Bene così, nonostante la rabbia per la sconfitta e la delusione per un risultato che, a un certo punto, credevamo davvero potesse essere diverso. Ci credevamo perché siamo cresciuti, perché il nostro scafo è avveniristico e bellissimo, perché abbiamo gareggiato al meglio delle nostre possibilità, perché ci abbiamo messo l’anima, perché non abbiamo mollato fino alla fine e perché gli avversari, peraltro strafavoriti alla vigilia, hanno dovuto faticare assai più del previsto per avere la meglio su un’Italia orgogliosa, combattiva, sincera, in grado di giocarsela fino alla fine, senza paura e senza lasciare nulla di intentato.

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Luna Rossa ha volato sull’acqua, vinto tre gare, è andata sul 3 a 3 e, infine, ha ceduto, quando ormai non ne aveva più, quando la classe e il talento smisurato dei fenomeni neozelandesi sono emersi e non le hanno lasciato scampo, quando forse ha prevalso la stanchezza, al termine di una battaglia che, come detto, ci lascia dentro la gioia di averci provato e il desiderio di riprovarci. Un plauso, dunque, alla nostra Luna Rossa e i più sinceri complimenti ai fenomeni, per ora inarrivabili, dai quali siamo stati sconfitti ma non vinti. Sarà bello ritrovarsi per gareggiare ancora.

Luna rossa. Il sogno non finisce ultima modifica: 2021-03-18T11:03:40+01:00 da ROBERTO BERTONI

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