QAnon, sette cristiane e culto di Trump

In una lettera aperta più di cento pastori evangelici condannano il ruolo del nazionalismo cristiano nell’assalto al Campidoglio. E lanciano l’allarme sulla radicalizzazione religiosa di molti fedeli.
scritto da MARCO MICHIELI
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Erano numerosi i simboli religiosi presenti durante gli eventi del 6 gennaio, quando la folla ha preso d’assalto Capitol Hill con l’intento di rovesciare il risultato elettorale e la vittoria del democratico Joe Biden. Mischiati tra le bandiere, le magliette e gli striscioni del variegato mondo dell’estrema destra americana, alcuni portavano t-shirt “Jesus Saves” e “Jesus 2020”, altri sventolavano bandiere bianche con il simbolo del pesce cristiano. Prima di cominciare la marcia che li avrebbe portati al Campidoglio, alcuni si erano anche inginocchiati per pregare. Uno dei rivoltosi aveva poi pensato di condurre una preghiera collettiva dal banco della presidenza del Senato.

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Proprio gli eventi di quei giorni dei successivi hanno spinto più di cento pastori evangelici a scrivere e pubblicare una lettera per invitare i loro colleghi e i gli altri leader cristiani a prendere una posizione pubblica contro il razzismo, il nazionalismo cristiano, le teorie del complotto e l’estremismo politico. In particolare gli estensori hanno espresso tutta alla loro preoccupazione per la crescente radicalizzazione a cui assistono nelle loro comunità, in particolare tra i bianchi:

Riconosciamo che l’evangelicalismo, e in particolare quello bianco, è stato permeabile all’eresia del nazionalismo cristiano a causa di una lunga storia di leader religiosi che hanno dato spazio al suprematismo bianco. Scegliamo di parlare ora perché non vogliamo essere complici silenziosi di questo peccato in corso.

Gli evangelici sono da sempre una parte fondamentale dell’elettorato repubblicano. In particolare i bianchi evangelici sono stati tra i più energici sostenitori di Donald Trump, nel 2016 e nel 2020. Secondo l’American Enterprise Institute, inoltre, tre evangelici bianchi su cinque ritengono che Biden sia stato eletto in maniera illegittima. 

Ciò che preoccupa in particolare alcuni leader evangelici è l’efficacia della persuasione di QAnon, il movimento nato nel 2017 dopo che un anonimo – appunto Q – postò un serie di teorie della cospirazione su Trump sul sito 4chan. Il “movimento” sostiene che le élite globali abbiano cercato di rovesciare l’ex presidente repubblicano, considerato come la sola speranza per sconfiggere il “deep State”. Inquieti, molti pastori ricordano che la diffusione del Tea Party, il movimento politico conservatore e libertario tra i più feroci avversari di Obama (e dei repubblicani “tradizionali”), è avvenuta proprio grazie al supporto ottenuto da molte chiese evangeliche. E la svolta “religiosa” di QAnon, che non è nuova ma oggi conta su fondamenta più solide, sarebbe proprio l’effetto di questa permeabilità del movimento evangelico alle teorie complottiste.

Già dalle origini l’elemento religioso non è assente dalle teorie QAnon che vedono in Trump la sola persona in grado di combattere una cabala internazionale dell’élite del Partito democratico, adoratori di Satana, pedofili e cannibali. Ora però sembra che alcune chiese e alcune fazioni del movimento – acefalo e pertanto molto difficile da comprendere pienamente – stiano cercando di interpretare la Bibbia attraverso le teorie della cospirazione di QAnon.

I gruppi religiosi più esposti sembrerebbero essere le chiese associate al cosiddetto Neo-charismatic movement (o neopentecostalismo), un ramo del cristianesimo protestante evangelico, composto da migliaia di organizzazioni indipendenti. 

La preghiera dei rivoltosi nell’aula del Senato durante gli eventi del 6 gennaio

Si tratta di chiese molto diverse tra di loro ma accomunate, nella loro varietà, da pratiche simili. Per esempio la lotta contro i demoni occupa un posto importante negli insegnamenti e nelle preghiere di queste chiese (talvolta con esorcismi di massa o le cosiddette “Prayerwalking”, marce durante le quali i credenti pregano contro gli spiriti maligni in aree in cui si crede che il male abbia avuto luogo).

Molte di queste chiese insegnano anche che la prosperità finanziaria sia un premio dato alla persona che lo riceve per il suo comportamento. Questa tensione al sovrannaturale la si ritrova poi nella presenza di veri e propri profeti all’interno della struttura “ecclesiastica”.

Come per esempio Mark Taylor, che si è auto-proclamato “Trump Prophet” ed è consigliere spirituale dell’Omega Kingdom Ministry, una delle chiese che si è avvicinata al messaggio di QAnon. Taylor è infatti anche un noto complottista, con ampio seguito su Twitter e YouTube. Secondo The Conversation, che ha seguito alcune delle riunioni Zoom della congregazione, la chiesa fa riferimento alle Seven Mountains of Societal Influence

[…] una teologia che crede che i paesi, inclusi gli Stati Uniti, dovrebbero essere governati dalla legge biblica cristiana. L’obiettivo è raggiungere la trasformazione socio-politica ed economica attraverso il vangelo di Gesù in quelle che la teologia chiama le sette montagne o sfere della società: religione, famiglia, istruzione, governo, media, intrattenimento e affari.

Una visione apocalittica della società che coincide con quella diffusa dalle teorie QAnon. Ma anche una relazione tra alcune espressioni del movimento evangelico e le teorie del complottismo che non è casuale. Alcune ricerche comparative hanno dimostrato una correlazione tra accettazione delle teorie della cospirazione, in particolare QAnon, e il nazionalismo cristiano, la vera emergenza per molti osservatori della relazione tra politica e religione negli Stati Uniti.

Il nazionalismo cristiano fonde l’identità cristiana con l’identità nazionale. Essere americani significa innanzitutto e soprattutto essere cristiani. Lo stesso successo del paese dipende dalla sua adesione alle posizioni cristiane conservatrici. In quest’ottica, secondo il sociologo Andrew Whitehead, lo stesso voto per Trump di molti americani sarebbe un tentativo di difesa simbolica dell’eredità cristiana americana. Un’intesa con l’ex presidente che sembra essere stata ricambiata nel tempo.

Al di là delle sue convinzioni personali, l’ex presidente repubblicano ha infatti cercato di soddisfare le preoccupazioni di quest’elettorato, ripetendo a gran voce che gli Stati Uniti stavano abdicando alla loro eredità cristiana. Trump non ha mai smesso di ripetere che avrebbe ripreso il paese oggi nelle mani di estranei e di invasori che hanno preso il controllo – immigrati e laici, musulmani e messicani – per poi restituirlo ai legittimi proprietari (leggi i bianchi cristiani). La stessa contrapposizione tra sostenitori e avversari è fatta in termini di un confronto tra bene e male.

Se le idee del cristianesimo nazionalista non sono nuove, tuttavia nel contesto pluralista religioso americano hanno suscitato preoccupazioni. Proprio perché  queste idee sembrano trovare terreno fertile tra gli elettori e in alcuni leader politici di massimo livello come Donald Trump.

QAnon, sette cristiane e culto di Trump ultima modifica: 2021-03-20T14:51:07+01:00 da MARCO MICHIELI

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1 commento

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giunela 24 Marzo 2021 a 7:46

E poi denigrano i musulmani !

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