#lasciaviverevenezia. #Letvenicelive. Il manifesto di e per chi ama Venezia

Con due hashtag riconoscibili, un movimento di visitatori consapevoli si organizza e si mobilita perché si affermi un turismo sostenibile.
scritto da NEAL E. ROBBINS
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AVVERTENZA AI LETTORI
Black Lives Matter (BLM) è tema più che mai centrale e cruciale nell’attualità americana. L’hashtag #BlackLivesMatter nasce, e diventa presto “virale”,  sull’onda di un lutto. E dell’indignazione e della rabbia che ne seguono, nella comunità nera e, in solidarietà con essa, in tutta l’America democratica. La nascita di BLM è legata infatti all’assassinio di Trayvon Martin, il giovane African American ucciso il 26 febbraio 2012 a Stanford, Florida. Da allora altre uccisioni di neri, per mano di suprematisti bianchi e di poliziotti, e altri efferrati episodi di violenza, hanno segnato la storia di questi anni, con particolare intensità negli anni della presidenza Trump. E ogni episodio di violenza e sopruso è stato seguito da manifestazioni di lutto e di protesta sotto l’insegna di #BlackLivesMatter. BLM cresce, fa sentire con sempre maggiore forza la sua presenza nel dibattito americano. E in questi giorni il processo per l’uccisione di George Floyd riapre ed espone ferite profonde nella società americana, riaccende gli animi.
ytali ha dedicato numerosi articoli alle vicende di BLM e, più in generale, alla condizione delle minoranze negli Usa, quella African American in particolare. Siamo molto consapevoli – e lo sanno bene i nostri lettori più assidui – della delicatezza del tema, delle sue implicazioni. E anche delle sue connessioni con altre questioni del momento che animano il dibattito americano, riguardanti i diritti, le minoranze, il rispetto della persona, delle culture, delle identità.
ytali è una rivista aperta, che ha il “pluralismo” delle idee nel suo dna. In questo spirito pubblichiamo l’articolo di Neal Robbins, che segue, considerandolo un contributo al dibattito su Venezia che costantemente ytali. alimenta e incoraggia.
Nel merito ci potranno essere diverse “letture” e valutazioni. Ma un punto, nelle riflessioni di Neal Robbins, va messo bene in luce e condiviso con i lettori: l’analogia, che l’autore suggerisce, tra #BlackLivesMatter  e la proposta di un hashtag per Venezia #Letvenicelive, #lasciaviverevenezia. Essa rientra ovviamente nella libertà di opinione che garantiamo ai nostri autori. Ma urta e ferisce la sensibilità di diverse lettrici e lettori americani, e non solo oltreoceano. Abbiamo ricevuto – dopo la pubblicazione dell’articolo, in italiano e in inglese – numerosi messaggi in tal senso. Considerano l’associazione proposta – tra una realtà di cinquecento anni di violenze contro le persone di colore e una vicenda di malagestione della città – “profondamente offensiva”, “irrispettosa”, un articolo degno di “una piattaforma del privilegio bianco”.
Chi intende promuovere, su questa base, una campagna per Venezia, di carattere internazionale, dovrebbe tenerne conto.
Per parte nostra, non consideriamo auspicabile che questo articolo, pur apparendo sulla nostra rivista, possa contribuire a una simile campagna.

[Guido Moltedo]

versione inglese

Prepararsi per il giorno in cui la bolla Venezia scoppia è adesso di fondamentale importanza.

Come ha scritto Mario Santi su ytali, il dibattito riguardo alla ricerca di una via da seguire per Venezia si sta surriscaldando. Siamo contenti che il manifesto di Lascia vivere Venezia sia stato discusso come un contributo utile.

Sono un giornalista inglese e ho scritto il manifesto dopo la pubblicazione del mio libro su Venezia (che uscirà in italiano in aprile con il titolo Venezia, unodissea) perché alla fine del libro viene lanciata l’idea che il potere politico dei turisti può essere fondamentale per Venezia. Una lettrice, la blogger tedesca Brigitte Eckert (che adesso lavora con me su Let Venice Live) e altri mi hanno subito chiesto: “Come?”

Prima della pubblicazione delle sette azioni che ogni buon turista dovrebbe intraprendere abbiamo diffuso il manifesto fra varie organizzazioni veneziane, chiedendone il feedback. Tante hanno risposto e i loro suggerimenti sono stati integrati. Poi abbiamo messo tutto online e lo stesso è stato fatto da P.E.R. Venezia Consapevole e Campaign for a Living Venice.

Luigi Querena (1824 – 1887) attribuito, Veduta della Riva San Marco, tempera/gouache su carta

I consigli sono per i turisti che hanno a cuore una Venezia vera e viva. Chiediamo anche ai turisti di iscriversi alla mailing list sul nostro sito web in modo da poterli avvertire di quando e di come mostrare il loro sostegno per il movimento dei turisti, un sostegno che può servire a dare forza al cambiamento di cui Venezia ha bisogno. “Quale movimento?,” mi chiedete. “Il movimento che sarà!”

ytali è una rivista indipendente. Vive del lavoro volontario e gratuito di giornalisti e collaboratori che quotidianamente s’impegnano per dare voce a un’informazione approfondita, plurale e libera da vincoli. Il sostegno dei lettori è il nostro unico strumento di autofinanziamento. Se anche tu vuoi contribuire con una donazione clicca QUI

Ma tale movimento dipende da Venezia e dalla capacità di trovare non filosofia ma progetti concreti con risultati tangibili, come delineato nel The European Project for Venice, il Progetto Europeo per Venezia proposto nel Recovery Plan che gli attivisti hanno già spedito al Presidente del Consiglio Mario Draghi. Non appena uscirà, intendiamo dare il nostro sostegno a questo progetto

In altre parole “Lascia vivere Venezia” – e Let Venice Live (e in altre lingue) – deve avere un significato specifico e non diventare un’affermazione generale, che potrebbe essere facilmente “dirottata”.

Quando questo succederà, le parole “Lascia vivere Venezia” possono diventare una palla di neve virale che alla fine coinvolgerà tutto il mondo nello stesso modo in cui è successo nel caso di Black Lives Matter. Tanti non si rendono conto che lo slogan BLM, così come il movimento, non è nato spontaneamente. Le parole stesse sono un hashtag e non sono state registrate come uno slogan da nessun gruppo, sebbene sia diventato il nome della fondazione Black Lives Matter. Il movimento e lo slogan hanno preso vita nel 2013 e ci sono voluti anni anni affinché diventasse globale. 

Luigi Querena (1824 – 1887), Campo Santi Giovanni e Paolo

Per molti, il movimento è emerso con grande forza sulla scena internazionale con l’uccisione di George Floyd nel 2020. Questa è la scintilla che ha acceso l’incendio che ne è seguito.

Sfortunatamente, Venezia non ha carenza di disastri prevedibili. Basta solamente un altro episodio, come una grande acqua alta, e Venezia sarà subito nuovamente al centro dell’attenzione globale. Deve essere pronta. “Lascia vivere Venezia” ha bisogno di essere come un sinonimo di cui Venezia ha bisogno – un progetto strategico e dedicato che può essere incluso nel Recovery Plan, concepito non come punto finale ma come l’inizio di un progetto/processo a breve, medio e lungo termine.

E quel progetto dovrebbe essere riconosciuto dai suoi hashtag: #Letvenicelive, #lasciaviverevenezia ecc.

La nostra speranza è che i veneziani e i suoi gruppi di attivisti usino questi hashtag e costruiscano uno stretto legame con gli obiettivi che loro stessi hanno definito.

Questo programma può funzionare se tutte le organizzazioni pro-Venezia lavorano assieme, come hanno fatto nella proposta di un progetto europeo per “Venezia” nel Recovery Plan. Forse, ma solo forse, queste poche parole nel mondo dominato dai social possono spostare l’equilibrio del potere, che è ciò che finora è mancato.

Copertina: Luigi Querena, Lo scoppio di una mina nell’isola di San Giuliano, 1849. Museo Correr, Venezia

#lasciaviverevenezia. #Letvenicelive. Il manifesto di e per chi ama Venezia ultima modifica: 2021-04-03T18:43:42+02:00 da NEAL E. ROBBINS

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3 commenti

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Pierandrea Gagliardi 4 Aprile 2021 a 20:21

Grazie Neal, un progetto nuovo, da sviluppare e sostenere!!

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JoAnn Locktov 5 Aprile 2021 a 16:24

Il movimento Black Lives Matter nasce per combattere cinquecento anni di razzismo, omicidi e discriminazione contro le persone di colore. Era e continua a essere un appello alla mobilitazione per mettere immediatamente fine alla supremazia bianca. I valori del movimento chiamano in causa la vita e la morte, la libertà e la giustizia. Non mi risulta di un veneziano assassinato per mano di un turista. Mettere sullo stesso piano quella che è una cattiva gestione del turismo a Venezia e la popolarità di un movimento che sta cambiando centinaia d’anni di atroci percezioni, leggi e ingiustizie è profondamente offensivo. Leggo il manifesto, non contiene neppure un pensiero originale, se non la promozione di navi da crociera “piccole”. E’ la prima volta che leggo di un tentativo di educare i turisti su come visitare responsabilmente Venezia, che contempli l’arrivo in città via nave da crociera. Il signor Robbins ha una storia di autore negligente, e questo suo scritto non fa eccezione.
Neal Robbins se ne infischia di citare autori eminenti nel suo libro non dando i crediti dovuti alle fonti originali del testo. Non è professionale ed è irriguardoso non solo nei confronti degli autori stessi ma anche degli editori, a cui si deve la pubblicazione del lavoro originale non citato. Rincresce che ytali ospiti le sue riflessioni. Perché mai i veneziani o chiunque altro dovrebbero rilanciare l’hashtag di uno che disdegna le norme dei diritti d’autore considerandole mere scocciature?

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