Legami pericolosi tra l’Attica e Atene

Tra smentite e contro-smentite la possente scorta di polizia di un personaggio televisivo mette nei guai il governo di centrodestra di Kyriakos Mitsotakis. E solleva il problema della stampa poco critica nei confronti del governo conservatore.
DIMITRI DELIOLANES
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[ATENE]

C’è un personaggio da codice penale, la cui assiduità con la destra di governo sta provocando grandi mal di testa al premier greco Kyriakos Mitsotakis. Si chiama Menandros Georgios Fourthiotis ma è più noto come Menios. I guai di Menios, ma anche del premier, sono cominciati a fine marzo, quando un assessore di un comune dell’Attica ha riportato che era inspiegabilmente protetto da una possente scorta di polizia: tredici agenti che si davano il cambio tre volte al giorno in casa e in ufficio.

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Ufficialmente Fourthiotis non è altro che un presentatore televisivo in un’emittente locale dell’Attica, di qualità prossima allo zero e audience limitata. Poche settimane fa ha incominciato anche a pubblicare un foglio domenicale, la cui testata richiama la sua trasmissione tv. Si chiama Rivelazioni ma finora la rivelazione più importante riguardava le previsioni astrologiche su cosa riservava il 2021 per Mitsotakis e l’elegantissima consorte. Di fronte a questo, tutti si sono chiesti il perché di tanta protezione. 

In un primo momento giornalisti vicini al governo avevano diffuso la voce che Fourthiotis “aveva ricevuto minacce da parte del gruppo terroristico 17 novembre”. Qualcuno però ha notato che tale gruppo era stato sgominato una ventina d’anni fa. Quindi la polizia si è dovuta affrettare a mandare ai mezzi d’informazione una severa smentita che negava categoricamente l’esistenza di qualsiasi scorta. Ma anche questa è durata poco. Subito ci furono testimonianze che Fourthiotis non solo aveva una scorta ben consistente ma che aveva scelto personalmente la BMW blindata in cui viaggiava, dopo un’estenuante cernita nell’apposito garage della polizia di Atene. 

Il colmo dell’imbarazzo però doveva ancora venire con la clamorosa smentita della smentita. Quando cioè il ministro dell’ordine pubblico ha annunciato che, su suo ordine, l’“inesistente” scorta veniva rimossa. Al che Fourthiotis presenta ricorso al Consiglio di stato per essere rimasto non senza protezione ma con una protezione “inadeguata”. Quindi anche il ministro mentiva: non ha abolito la scorta, l’ha solo ridotta di numero. 

La storia però ha portato le luci sulla persona di Fourthiotis. Che nel passato si era reso noto perché promuoveva una giovane artista, facendola apparire in tv e partecipare in manifestazioni, feste e cene eleganti. Dopo un po’ sono stati messi in vendita video pornografici che avevano come protagonista la giovane soubrette. Finché i rapporti tra i due si ruppero perché la giovane lo ha accusato di averle sottratto 350mila euro, sostenendo di essere rimasto vittima di una rapina. Al processo che ne è seguito, Fourthiotis era difeso da un avvocato che è anche esponente di Nuova Democrazia, il partito di governo. 

Insomma, il nostro personaggio non è un coraggioso giornalista minacciato da chissà quali ambienti pericolosi. Al contrario, è lui un assiduo frequentatore di ambienti pericolosi. Con qualche inciampo con la giustizia: l’anno scorso la sua pagina web, ufficialmente appartenente a una serie di società ombra, vendeva cellulari a prezzi irrisori. Visto che il reato più frequente in Grecia è la truffa, solo pochi hanno abboccato, mandando i soldi senza mai ricevere il cellulare desiderato. Di fronte alle denunce, la polizia di Atene ha alzato le mani e ha dichiarato che “non era possibile” individuare il truffatore. Strano. La polizia di una città di provincia lo aveva individuato subito con una semplice ricerca su Google. Ma l’inchiesta doveva passare da Atene e quindi rimase bloccata.

Menios Fourthiotis

Con l’avvento della pandemia quelle stesse pagine web sono state al centro di un altro piccolo scandalo. Fourthiotis ha cercato di incassare parte dei complessivi sessanta milioni che, durante la prima ondata, il governo aveva generosamente distribuito, in tre tranche, ai mezzi d’informazione amici. Ma era evidente che i suoi presunti siti sedicenti “informativi” non riportavano alcuna notizia. Invano il nostro protagonista ha passato nottate intere cercando di arricchire all’ultimo momento siti vuoti e desolati. Lo scandalo aveva preso dimensioni pericolose per il governo, quindi niente milioni per Menios.

Il nostro però ha subito trovato il modo per incassare. Con lo scoppio della pandemia lo stato aiutava le imprese rimaste inoperanti, coprendo il 60 per cento delle retribuzioni dei dirigenti. Fourthiotis, presunto “dirigente” delle sue imprese fantasma, in pochi minuti ha innalzato le sue retribuzioni alle stelle, arrivando alla cifra di ottantamila euro al mese. Il trucco è stato individuato dopo qualche mese dai funzionari dell’ufficio delle imposte, che hanno convinto il ministro del lavoro a cambiare la legge. 

La reazione del nostro è stata violentissima. Accompagnato da alcuni brutti ceffi ha fatto irruzione nell’ufficio del ministro. Fuori di sé, con grida, minacce e calci sulle porte, Fourthiotis esigeva “i suoi soldi”. Finché non se n’è andato gridando istericamente ma senza provocare alcun allarme ai poliziotti di guardia. Questa amena scenetta era fino a pochi giorni fa del tutto sconosciuta. L’ha rivelata lo stesso ministro Yannis Vroutsis in un’intervista a Documento, un giornale domenicale, tra i pochissimi che criticano il governo. Tanto che, secondo l’editore di Documento, lo stesso premier si è prodigato a suo tempo in telefonate ai responsabili delle imprese per convincerli, con minacce e promesse, a togliere pubblicità dalla testata scomoda. 

Nella sua intervista, in seguito ripetuta anche ad altri mezzi d’informazione, Vroutsis ha fatto una rivelazione ancora più interessante: l’irritato showman lo avrebbe espressamente minacciato che “molto presto” sarebbe stato destituito dal suo dicastero. Cosa effettivamente avvenuta pochi giorni dopo, quando l’esponente di Nuova Democrazia è stato cacciato dal ministero e spostato in un posto di rilievo nel gruppo parlamentare. 

Il giorno dopo l’intervista, una giornalista che si qualifica come “editore del giornale” Rivelazioni ha reso pubblica una sua irata lettera rivolta al capo ufficio stampa della polizia. Dopo avergli elencato tutte le volte che lei personalmente ha seguito fedelmente le sue indicazioni, censurando scene di violenza poliziesca e dando la versione della polizia come notizia verificata, la lettera alza i toni e protesta per la defezione del portavoce dalle trasmissioni dell’emittente di Menios e minaccia: “tutte le nostre comunicazioni sono state registrate e sono sottoposte al vaglio del nostro ufficio legale”.

Yannis Vroutsis, attuale ministro del lavoro e membro di Nuova Democrazia
Legami pericolosi tra l’Attica e Atene ultima modifica: 2021-04-08T13:18:16+02:00 da DIMITRI DELIOLANES

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