La guerra per il dopo Merkel spacca i conservatori

Il ribelle Söder ha scelto di mettere se stesso davanti al partito: se vincerà, si prenderà certo l’Union, ma lo farà delegittimando totalmente l’ufficio politico dei cristiano democratici. Se perderà, invece, lascerà dietro di sé un amaro punto di domanda sulle dinamiche all’interno della Cdu-Csu.
scritto da MATTEO ANGELI
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Il successore di Angela Merkel sarà un uomo di mezza età. Almeno per quanto riguarda il Kanzlerkandidat – il candidato alla cancelleria – dell’Union, che raccoglie i cristiano democratici della Cdu e la loro ala bavarese, i cristiano sociali della Csu. Per la leadership del paese, invece, i giochi sono sempre più aperti, anche a causa della telenovela messa in scena in questi giorni dai due pretendenti al trono di Merkel. Ad approfittarne potrebbero essere i Verdi, che s’apprestano anche loro a scegliere il leader che li guiderà alle elezioni di settembre. Con molto più stile.

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Da quando domenica scorsa Armin Laschet e Markus Söder hanno entrambi sciolto le riserve, dichiarando la loro “disponibilità” a condurre l’Union, i due non hanno certo brillato per fair play. La colpa è principalmente di Söder, governatore della Baviera, il quale, annunciando la discesa in campo, aveva promesso che si sarebbe fatto da parte se la Cdu – l’azionista di maggioranza dell’Union – non avesse appoggiato la sua candidatura. Per farsi un’idea dei rapporti di forza: nel parlamento tedesco siedono 200 membri della Cdu e 45 della Csu.

I sondaggi però favoriscono nettamente Söder, il quale per questo sostiene che l’Union “deve scegliere colui che ha più chance di essere eletto”. Ma le variabili in campo sono tante e Armin Laschet, governatore del Land più popoloso – il Nordrhein-Westfalen – eletto sono in gennaio alla presidenza della Cdu, non rinuncerà facilmente al titolo di Delfino.

Armin Laschet è governatore del Nordrhein-Westfalen dal 2017, dopo aver strappato il Land alla socialdemocratica Hannelore Kraft. Si tratta di un Land decisivo in vista del voto per il rinnovo del Bundestag. Si dice che chi vince qui, vince anche a livello nazionale.

Lunedì i vertici della Cdu si sono espressi chiaramente a suo favore. Volker Bouffier, vicepresidente dei cristiano-democratici e governatore dell’Assia, ha raccontato che l’ufficio politico del partito s’è stretto intorno al suo presidente, senza prendere però una decisione ufficiale.

Söder ha reagito smentendo la parola data solo il giorno prima. Ha deciso di restare in corsa, trattando l’ufficio politico alla stregua di un ristretto gruppo di burocrati e cercando una discussione più ampia all’interno del gruppo politico al Budestag. È così che martedì s’è tenuta una discussione tra i 245 parlamentari membri dell’Union. In sessantasei hanno preso la parola: quarantaquattro a favore di Söder e ventidue a favore di Laschet, racconta Bild. La decisione, però, è stata ancora rinviata. Arriverà entro fine settimana, assicurano i due diretti interessati. L’Union non ha un processo formale per questo tipo di scelte, tutto si gioca dietro le quinte.

La Cdu ha decisamente molto più da perdere rispetto alla piccola Csu. La stabilità del partito e dell’Union sono messe alla prova.

Tra i cristiano democratici c’è chi non ha proprio digerito il comportamento di Söder. Herbert Reul, già europarlamentare e ora ministro degli Interni del Nordrhein-Westfalen ha criticato duramente il governatore bavarese, dicendo:

Mi sciocca il fatto che domenica abbia detto una cosa e lunedì si sia comportato in maniera opposta

Friedrich Merz, paladino dell’ala destra della Cdu, già sfidante di Laschet nella corsa alla presidenza del partito, ha mostrato tutta la sua lealtà a sostegno dell’ex avversario, portando il suo peso a favore del governatore del Nordrhein-Westfalen. Lo stesso ha fatto il segretario generale del partito, Paul Ziemiak. E anche il governatore dello Schleswig Holstein, il cristiano democratico Daniel Günther, ha invitato Söder ad accettare il verdetto di lunedì dell’ufficio politico e a ritirarsi dalla corsa.

Ma c’è anche chi invece punta sul governatore bavarese, come la Cdu di Berlino o il deputato Cdu Alexander Throm, il quale sostiene che martedì i deputati dell’Union abbiano preso posizione “chiaramente” a favore di Söder.

Intanto si moltiplicano gli appelli di chi chiede una decisione rapida (tra cui quelli della ministra dell’agricoltura Julia Klöckner e del ministro degli Interni Horst Seehofer) o chiama il partito all’unità (come il ministro della salute Jens Spahn).

Markus Söder è governatore della Baviera dal 2018 e leader della Csu dal 2019. Prima di lui, solo due altri esponenti della Csu sono stati candidati cancelliere dell’Union, Franz Josef Strauß nel 1980 e Edmund Stoiber nel 2002. Nessuno dei due è riuscito a diventare Kanzler.

Laschet aveva fatto sapere nei giorni scorsi che lui e Söder “faranno una proposta comune”. Nel caso in cui questa però non arrivi rapidamente, nel gruppo Cdu-Csu in parlamento sta circolando una lettera in cui si chiede una riunione straordinaria dei 245 parlamentari, che dovrebbe tenersi martedì prossimo e durante la quale verrebbe scelto il candidato cancelliere. Secondo i propositori del testo, questa dovrebbe favorire Söder, al quale basterebbe non fare concessioni durante il weekend, per poi farsi incoronare a inizio settimana.

Il ragionamento di fondo è che tra i 245 deputati, molti dei quali puntato a essere rieletti a settembre, prevarrà lo spirito si sopravvivenza. Chi ha più chance di far vincere l’Union? Secondo le rilevazioni più recenti, un candidato Söder doppierebbe gli avversari, forte del 39 per certo dei gradimenti, contro il candidato della Spd al 14 per cento e quello dei verdi al 21 o al 18 per cento, a seconda che questo sia Annalena Baerbock o Robert Habeck.

Laschet invece è dato addirittura terzo, al 16 per cento, dietro al candidato socialdemocratico, che otterrebbe il 18 per cento, e quello ecologista, al 22 per cento se si trattasse di Robert Habeck e al 23 per cento con Annalena Baerbock.

Uno scenario drammatico per un partito in testa nei sondaggi, ma anche decisamente in calo. Negli ultimi mesi, infatti, la Cdu ha perso sette punti, passando dal 35 al 27 per cento. I principali avversari, gli ecologisti, sono invece in crescita e s’attestano al 23 per cento.

Per ora, per molti nella Cdu questo non è abbastanza per mollare Laschet. Perché egli è un uomo del compromesso, un moderato che ha intenzione di continuare il corso di Merkel, con l’aggiunta di un marcato europeismo renano. Söder, invece, non brilla certo per attitudine al gioco di squadra. Ha un grande carisma, ma anche alcune imperdonabili macchie nel suo curriculum. S’è espresso per l’uscita della Grecia dall’Unione europea, contro la politica dell’accoglienza di Merkel e ha recentemente negoziato con la Russia delle dosi di vaccino Sputnik per la sua Baviera, infischiandosene del resto della Germania e dell’Unione europea.

“Nessuno dei due candidati mi esalta”, ha commentato il deputato Cdu Alois Karl. Un sentimento che si fa strada nell’Union, che rischia d’apparire debole e spaccata sul finire dell’era Merkel. Il ribelle Söder ha scelto di mettere se stesso davanti al partito: se vincerà, si prenderà certo l’Union, ma lo farà delegittimando totalmente l’ufficio di presidenza. Se perderà, invece, lascerà dietro di sé un amaro punto di domanda sulle dinamiche democratiche all’interno del partito.

Il tutto mentre i Verdi s’apprestano anch’essi a scegliere il loro candidato cancelliere. L’annuncio è atteso per questo lunedì. Il nome sarà quello di uno due leader del partito, Robert Habeck e Annalena Baerbock. Due volti freschi, carismatici, che non si fanno la guerra pubblicamente, ma che anzi hanno mostrato fin qui molta sintonia. E la meticolosa preparazione di chi a settembre non vuole arrivare secondo, ma vincere.

La guerra per il dopo Merkel spacca i conservatori ultima modifica: 2021-04-15T19:49:58+02:00 da MATTEO ANGELI

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