”Pallottola”, settant’anni di passione

I migliori auguri a Ivano Bordon, grande portiere, campione iconico dell’Inter, protagonista di un decennio difficile per i colori nerazzurri.
ROBERTO BERTONI BERNARDI
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I migliori auguri a Ivano Bordon, neo-settantenne con brio, campione iconico dell’Inter, protagonista di un decennio difficile per i colori nerazzurri, caratterizzato tuttavia dallo scudetto del ’71, con in campo gli ultimi scampoli della Grande Inter di Herrera, e da quello dell’80, quello dell’Inter tutta italiana targata Eugenio Bersellini. Seppe anche ritagliarsi un piccolo spazio in Nazionale, pur avendo di fronte a sé un mito come Dino Zoff, in un’epoca nella quale essere il secondo significava vivere, di fatto, in panchina. Nel match di Coppa dei Campioni contro il Borussia Mönchengladbach nella stagione 1971-72, “Bordon diventa l’eroe di Berlino, grazie a un rigore parato e una quantità incredibile di interventi decisivi, che gli sono valsi il soprannome, affibbiatogli da Sandro Mazzola, di Pallottola”, come ricorda InterNews.

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Bordon si è tolto alcune importanti soddisfazioni come giocatore, tra cui la vittoria del Mundial spagnolo dell’82 pur non giocando nemmeno un minuto, e molte di più come preparatore dei portieri, dapprima nella formidabile Juve lippiana a cavallo tra i Novanta e i Duemila e poi nel 2006, quando partecipò, sempre con Lippi, alla spedizione vittoriosa in terra di Germania.

È sempre stato un uomo mite, un portiere gentile e tecnicamente impeccabile, un punto di riferimento per compagni e avversari e un protagonista di livello in un movimento che talvolta ha sbandato. Per comprenderlo a pieno, bisogna ricordare anche che è sempre stato refrattario al divismo, non ha mai apprezzato alcun eccesso, non si è mai lasciato travolgere dalla fama e dal benessere ed è arrivato a questo importante traguardo dopo aver molto vissuto, parecchio vinto e, cosa più importante in assoluto, dopo essersi goduto ogni singolo giorno.

Non gli è mai mancata la passione, non è mai venuto meno l’entusiasmo, non si è lasciato scalfire dallo scorrere del tempo e dal venir meno dell’antico vigore atletico, mantenendosi anzi in buona forma e continuando a darsi obiettivi e a indicare orizzonti per non arrendersi alla noia che talvolta colpisce chi ha trascorso tanti anni sotto i riflettori. Bordon è sempre stato abbastanza solido per guardare avanti e continua a farlo anche oggi. Le leggende, del resto, non possono sfiorire. 

”Pallottola”, settant’anni di passione ultima modifica: 2021-04-18T17:12:22+02:00 da ROBERTO BERTONI BERNARDI
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