Rifondare Roma. Video-conversazione con Matteo Amati

Elezioni comunali alle porte per la Capitale: occasione per presentare il futuro prossimo della città attraverso le nove proposte contenute nel volume collettaneo “Roma: un progetto per la capitale”. Ne parliamo con uno degli autori.
scritto da BARBARA MARENGO
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Elezioni comunali alle porte per la Capitale: occasione per presentare il futuro prossimo di Roma attraverso le nove proposte contenute nel volume Roma: un progetto per la capitale (Castelvecchi) a cura di Piero Bevilacqua ed Enzo Scandurra. Si tratta di analisi fatte non necessariamente da specialisti ma da chi vuole offrire ai candidati al governo della Capitale ”alcune suggestioni e proposte utili per invertire la rotta del suo pluridecennale declino”, una città unica e ricchissima di storia stratificata nei millenni “gravata da tare pesanti per le quali occorrono investimenti, coraggio politico, tempo e creatività”, affermano i curatori.

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I problemi della Città Eterna sono a loro volta eterni, e vanno da mobilità a case, rifiuti e periferie, aree agricole abbandonate e scuole inadeguate, strade dissestate e parchi poco mantenuti. Insomma, una serie di emergenze che si sono accumulate in anni e anni di amministrazioni di tutti i colori, che tutti i cittadini romani conoscono bene e vivono ogni giorno sulla loro pelle.

Il volume ospita articoli di Scandurra (progetto urbano), Vezio del Lucia (progetto Fori), Piero Bevilacqua (proposte per una Casa delle Scienze umane), Filippo La Porta (parco letterario ), Matteo Amati (progetto agricoltura), Maria Rosa Vittadini e Alessandra Valentinelli (trasporti a Roma), Gaetano Lamanna (politiche della casa e anziani), Roberto de Angelis (accoglienza, asilo e migrazioni), Paolo Gelsomini (oltre il Piano regolatore).

Abbiamo raccolto le idee di Matteo Amati per quel che riguarda il progetto agricoltura, che applicata alla Capitale sembra idea balzana, se non si sa che Roma racchiude ben 77mila ettari di territorio agricolo, pari al sessanta per cento della superficie urbana, e 35mila ettari di questa enorme estensione frammentata sono aree protette. Immaginiamo che il Comune di Roma comprenda la somma delle estensioni di Milano, Bologna, Torino, Genova, Napoli, Palermo, Catania, Firenze e Bari, e capiamo subito la complessità ma non l’impossibilità della gestione di un simile territorio.

Sono numeri enormi soprattutto se si pensa alla qualità della vita del romano medio, circondato dalla confusione del traffico e dall’inquinamento, inconsapevole del verde pubblico che lo circonda e che necessita di manutenzione e attenzione.

Matteo Amati, militante dagli anni Settanta nelle cooperative e nel recupero dei terreni abbandonati, combattente da sempre a favore di una nuova qualità del vivere, abitare, lavorare, produrre e consumare in modo sostenibile, inserisce le sue idee nella recente Giornata dedicata alla Terra e nel neonato Recovery Plan, in un contesto che lega politica a etica, cultura e lavoro, salvaguardia e futuro delle nuove generazioni.

Gli ultimi non saranno i primi: Matteo Amati, l’anti-Buzzi

Rifondare Roma. Video-conversazione con Matteo Amati ultima modifica: 2021-04-23T19:45:53+02:00 da BARBARA MARENGO

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