Casaleggio e 5s. Il divorzio non è affare privato

L’unico elemento che rende il contenzioso degno di attenzione riguarda il data base. Infatti la CA, che possiede la proprietà totale della piattaforma, si guarda bene dallo spiegare che fine faranno i dati accumulati in quasi vent’anni di attività.
scritto da MICHELE MEZZA
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La scissione dei 5s da Rousseau, o viceversa, poi si vedrà, in realtà è una banale causa di condominio, in cui qualcuno rimprovera a qualcun altro di non aver pagato le quote. L’unico elemento che rende il contenzioso degno di attenzione riguarda il data base. Infatti la Casaleggio Associati, che possiede la proprietà totale della piattaforma, si guarda bene dallo spiegare che fine faranno i dati accumulati in quasi vent’anni di attività. Si tratta di dati pregiati, per altro sensibili e, anche a norma del GDPR, il regolamento europeo nato per contenere le malefatte dei monopoli della Silicon Valley,non dovrebbero né potrebbero essere conservati e tanto meno patrimonializzati da soggetti privati che operano a scopo di lucro.

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Stiamo parlando del tracciamento dell’attività di decine di migliaia di militanti che si sono succeduti nei meandri del movimento e che hanno voluto, o, soprattutto, dovuto, attraversare nella loro attività i circuiti della piattaforma depositando, oltre che denaro, le informazioni sulla loro attività.

Casaleggio Associati

Gli archivi sono sempre stati il buco nero dell’organizzazione di un partito. Quando funziona la macchina, come nel caso del Pci, ad esempio, la tutela di quel tesoro era parte integrante del controllo politico. Il noto episodio, ancora per altro mai chiarito completamente, del 1954, in cui il vice responsabile del partito, Giulio Seniga, sparì portandosi dietro documenti, dati e soldi in gran quantità, è l’emblema di come quel patrimonio fosse essenziale. In seguito a quanto accadde cambiò in maniera rilevante la stessa linea politica del partito, con la liquidazione dell’ala militarista. 

Quando invece, come nel caso di partiti più leggeri, come i socialisti, i laici, gli archivi diventano solo ostaggio di qualche leader del momento, che esercita il suo dominio proprio in virtù di quelle informazioni sui tesserati.

Ora però il quadro cambia completamente con la suggestione del partito a rete. Grillo e Casaleggio avevano giocato sull’identificazione dei due concetti – democrazia diretta e profilazione sulla piattaforma. In realtà si tratta di due strategie complementari ma diverse.

I 5S erano stati fino ad oggi ostaggio di una società privata che gestiva il bancomat del consenso mediante appunto l’uso della piattaforma per contabilizzare il sostegno ad ogni decisione. Davide Casaleggio, gestendo l’eredità del padre, che con Grillo aveva fondato il movimento proprio attorno alla suggestione della democrazia diretta – il famoso e forse troppo vituperato e banalizzato uno vale uno – dice una cosa vera quando dichiara che i 5s senza Rousseau diventano uno dei tanti partiti del momento.

Ma dimentica di precisare come sia stata esercitata quella democrazia diretta. Hannah Arendt spiegava bene che la sostanza della democrazia non stava nel sancire le decisioni quanto nel partecipare all’intera catena deliberativa. La rete è stata questo: uno spazio privato che diventava istituzione pubblica nel momento in cui avvicinava ogni singolo utente alle fonti dei saperi essenziali per decidere. 

Non è il click che rende ognuno un protagonista della decisione, ma è la condivisione dei documenti, dei materiali, dei report che danno spessore e fondamento a una deliberazione. Rousseau è stato solo l’inebriante democratura, avrebbe detto Parag Khanna, il teorico dell’efficientismo amministrativo, dell’ultimo miglio. I militanti dei 5s hanno votato molte volte ma deciso davvero poco.

La piattaforma era una clava usata da chi ne controllava le password. Cioè lo stesso Casaleggio, che oggi ne esibisce il trofeo: un data base con almeno 80mila profili , distribuiti su tutto il territorio nazionale, che hanno permesso alla società di consulenza intestata alla famiglia di svolgere ricerche e analisi di mercato estremamente sofisticate, e che oggi potrebbe sostenere lo sforzo di un’altra avventura politica, articolata sul territorio, legata a specifiche mobilitazioni, per singoli argomenti.. Tutto infatti è archiviato nel data base: gusti, predisposizioni, frequentazioni, letture e tonalità, di ogni simpatizzante del movimento.

Questo aspetto non può rimanere nell’ambito del negoziato patrimoniale fra i due contendenti – Casaleggio e i 5S. È tema che riguarda l’intero scacchiere politico e istituzionale. I gruppi parlamentari di una formazione di governo, che svolgono delicate funzioni, come appunto i grillini, sono oggi sicuramente esposti ad un controllo da parte di chi ne ha gestito le candidature e le successive nomine, con un corredo di informazioni molto dettagliate. Il garante della Privacy ma anche il parlamento deve dire cosa significa controllare i profili di un elettore e di un eletto, in un gioco che si trasferirà sempre più sulla rete.

Così come bisogna dare respiro e orizzonte al tema della democrazia, diretta, e più in generale di una forma partito che deve evolversi proprio lungo queste linee socio tecnologiche. Il fallimento della combinazione fra una società di consulenza e un gruppo dirigente politico non deve ratificare la morte di questo progetto che invece deve imparare da questa lezione: democrazia diretta e condivisione permanente in rete di tutte le fasi di documentazione, analisi, contraddittorio, e deliberazione.

La questione è capire se davvero questa trasparenza può costantemente riguardare un corpo specifico, come gli iscritti a un’organizzazione, che ogni volta viene coinvolto su tutti i temi, o piuttosto un partito non debba essere un hub, un centro servizi che tema per tema favorisce la partecipazione di chi per interessi saperi o passioni ne vuole condividere itinerari ed esiti. Da qui si ricostruisce una democrazia non subalterna alle piattaforme ma neppure schiacciata dagli apparati burocratici dei vecchi leader.

Casaleggio e 5s. Il divorzio non è affare privato ultima modifica: 2021-04-24T18:52:03+02:00 da MICHELE MEZZA

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