Ma allora quando fu fondata Venezia?

FRANCO MIRACCO
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Strepitoso quel Pesce d’Aprile (Venezia fu veramente fondata il 25 marzo 421) rifilato, con beffardo e sapiente scherzo, dai dotti dell’Ateneo di Stato di Venezia a tutti coloro che scambiano la storia della Repubblica veneziana per messaggini da gettare nella bolgia furbesca degli influencer a milioni di euro. Infatti, di influencer vivono, per esempio, alcuni politici di scarso valore che si affidano a costoro per illudersi di essere sindaci o presidenti di Regione a tanto al chilo. Per la verità, la burla dell’aver scovato antiche carte attestanti come vera la fondazione di Venezia il 25 marzo del 421 a mezzodì, più che una burla a me è sembrata una sonora sberla, elegantemente rivolta ad Accademici e Storici riconosciuti, ma forse venuti meno, con il loro sussiegoso silenzio, al compito di insegnare sempre nella loro complessità i percorsi autentici della Storia. Soprattutto, quando ci sono istituzioni politiche che diffondono vergognose sciocchezze del genere 1600 anni eccetera. 

Ma allora quando fu “fondata” Venezia? Se stiamo alle favole la cosa avvenne il 25 marzo del 421, alle ore 12. Ma se ci rivolgiamo alle ricerche, agli studi condotti da Wladimiro Dorigo e alle sue fondamentali pubblicazioni (scritte da uno studioso dotato di “articolata sottigliezza” come ebbe a dire Sergio Bettini, tra i maggiori storici dell’arte del secolo scorso), non possiamo che rientrare nel tempo della storia. Ad altri le favole, le leggende, le bagatelle scese fino a noi da strumentali mitizzazioni medievali. Appunto, mitizzazioni da intendere per instrumentum regni della Serenissima Repubblica, che come tali vennero tramandate. Intelligenza sottile, pungente ironia, risorse di una personalità, quella di Dorigo, che traeva la sua stupefacente consistenza da un universo di saperi vastissimo. E sennò perché avrebbe, con un’ombra impercettibile di sarcastico distacco, detto quel che disse esattamente trent’anni fa?

Non è in discussione se la città di Venezia sia stata fondata nel 453 per causa di Attila, oppure nel 421, il 25 marzo, alle 12, da parte di tre illustri padovani, secondo vulgate storiche del tardo Medioevo, ma se l’aggregato urbano di Rivo Alto sia sorto in una laguna simile all’attuale, o invece se ben prima delle ondate di profughi l’ambiente fosse per gran parte asciutto e colonizzato da popolazioni dei municipi di Padova, Altino, Oderzo, eccetera.

Ancora più esplicitamente l’irreversibile conoscitore delle origini di Venezia aggiunge:

Gli spazi oggi lagunari non erano tali nel primo secolo dopo Cristo, lo divennero nel IX-X o meglio nell’XI-XII secolo, dopo fasi alterne di penetrazione del salso.

Reperti della villa romana che Ernesto Canal (1924-2018) per primo individuò nelle acque di Lio Piccolo. Per Wladimiro Dorigo Canal era un leggendario ricercatore e scopritore archeologico del territorio lagunare.

Dunque, altro che Venezia, perché prima di Venezia e di quella che successivamente fu chiamata laguna, c’erano terre asciutte colonizzate dai romani e di laguna s’inizia a scriverne in documenti veneziani solo dal XII secolo in poi, “al tempo dell’ultima e più alta trasgressione marina”. Trasgressione marina? È una sorta di evento apocalittico, un’alluvione spaventosa che, nel nostro caso, lasciò dietro di sé acque e terre su cui andrà a formarsi l’Arcipelago Venezia. E di trasgressioni ce n’erano state molte altre in secoli precedenti.

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Quali allora le possibili fondazioni originarie? Qui conviene citare alla lettera un passo della monumentale opera Venezia Origini, che Dorigo pubblicò nel 1983, lì dove si tratta di quanto diverrà l’area marciana, a partire da ciò che fu inteso come palatium, palatia, castellum. In breve, dell’intero complesso marciano compresi gli edifici ecclesiastici.

Il primo atto probabile, decisivo per l’insediamento venetico, è quello di un magister militum che, a nome e per conto dell’amministrazione bizantina di Ravenna, definisce su un terreno agricolo forse ancora coltivato… fino all’avanzato XII secolo… i solchi della prima fondazione: un castrum o, più propriamente, un castellum.

Resti della via romana che attraversava Altino

Durante un’intervista rilasciata di recente da Elisabeth Crouzet-Pavan, valentissima medievalista e autrice di affascinanti testi sulla civiltà veneziana, dopo aver ribadito che quei 1600 anni nascono da una fake news medievale, taglia corto sulla ragione alla base delle celebrazioni volute dal sindaco Brugnaro:

Venezia da decenni ha sempre cercato di posizionarsi in modo da conquistare porzioni supplementari del mercato turistico globalizzato.

Più chiaro di così. Il che rientra, coerentemente, nelle linee guida “culturali” di chi è al vertice – chissà perché – della Fondazione Musei Civici di Venezia.

Torniamo a Wladimiro Dorigo e al suo formidabile “stravedamento” nel metterci di fronte alla vera storia della Venezia nascente e dei suoi fondatori:

Popolazioni insediate con chiarissima tipologia agraria su un territorio in fase di ricorrente impensabile trasformazione, che non presumevano né costituivano certo inizialmente una capitale (ma semmai l’ultimo luogo di residenza di un governo pellegrino, secc. VIII-IX) si trovarono inconsapevolmente, per forza di eventi ambientali e di crescita economica associata a sopraggiunta egemonia politica, a costruire una città, senza che leggi e norme li guidassero (secc.X-XII).

Ed ecco che ci si presenta in tutto il suo enorme fascino quella che sarebbe potuta essere un’incredibile occasione per rinnovate ricerche, ulteriori studi, fertili convegni e seminari internazionali dal più ampio respiro multidisciplinare, con il fine di rinnovare, estendendole, le conoscenze dell’autentica e accertata, mitica nascita di Venezia. Un’imperdonabile occasione mancata e che ci addolora non poco rileggendo Dorigo, grandissimo storico e narratore della Venezia nascente:

E quella città si formò, come rivelano inconfutabilmente le carte, sulla base del diritto privato, e di usi e consuetudini agrarie, con l’impiego di misure e di tecniche romane, su assi rurali sempre più dimenticati e fraintesi, in attesa che intervenissero leggi e magistrature pubbliche e che, riconoscendo infine pubbliche le nuove acque, si prendesse coscienza che fra esse, in mezzo ai campi, di fattoria in fattoria, era nata quella città.

Intanto, nel pieno di ciò che appare essere il silenzio degli accademici e delle Università veneziane, ci sia permesso ricordare il Simposio sulle “Origini di Venezia, problemi, esperienze e proposte” che si tenne 41 anni fa con partecipazioni e contributi scientifici di studiosi e istituzioni veneziane (tra le prime Ca’ Foscari) ed europee prestigiosissime. Un incontro voluto per sottolineare l’estrema importanza degli scavi e delle scoperte realizzate nel 1961 da archeologi polacchi, uno snodo particolare verso cui si rivolsero competenze scientifiche diverse. Storia, archeologia, geologia, geografia, sedimentologia, paleoclimatologia, glaciologia, oceanografia, palinologia, paleobotanica, paleontologia, eccetera.

Solo per far capire il peso dell’occasione mancata col non aver coinvolto il mondo della cultura e della scienza sulle origini di Venezia, tenendosi lontani dalle bagatelle turistiche dei 1600 anni. 

Sant’Erasmo (foto di Alessandro Porpora Miracco)
Ma allora quando fu fondata Venezia? ultima modifica: 2021-04-24T17:51:17+02:00 da FRANCO MIRACCO

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