Arts’Connection. “Noi vogliamo bene al nostro vetro”

L’iniziativa, alla sua nona edizione, presenta nel giardino del Museo opere di tre artiste, Paola Bertoldo, Paola Vianello e Marta Buso, che con le loro creazioni indicano le “connessioni” possibili tra le varie arti: artigiane “impiraresse” le prime due, fotografa la terza.
BARBARA MARENGO
Condividi
PDF

“Murano aprirà con il Museo del Vetro”: mille speranze nelle parole di Lisette Caputo, direttrice e organizzatrice del Festival Arts’ Connection 2021 che si propone di promuovere la rinascita del Vetro artistico di Murano attraverso la Cultura. Con la mostra “Noi siamo vetro – We are glass”, il museo più ricco e prestigioso del mondo per i suoi tesori legati all’antichissima arte vetraia aprirà le sue porte dopo i mesi di chiusura forzata dovuta alla pandemia Covid. Arts’ Connection giunge quest’anno alla sua nona edizione e – con il patrocinio del Comune di Venezia, della Regione Veneto e della Mostra del Cinema – presenta nel giardino del museo opere di tre artiste, Paola Bertoldo, Paola Vianello e Marta Buso, che con le loro creazioni indicano appunto le “connessioni” possibili tra le varie arti. Artigiane impiraresse le prime due, fotografa la terza, le artiste artigiane dimostrano quello che è il fine della organizzatrice, a sua volta artigiana “perlera” (l’antica arte delle perle di Murano), che presenta un programma culturale che ruota attorno all’antica arte delle “impiraresse”, le donne che infilavano le famose perle di Murano nel filo per comporre collane e bracciali, orecchini e ornamenti. Oggetti che portarono la fama di Murano e di Venezia in tutto il mondo per molti secoli, legati a un’arte che parla della filiera dei maestri vetrai, delle fornaci, dei segreti della soffiatura del vetro e delle sfumature del colore, della purezza e originalità del disegno, dell’impiego di materiali particolari e “venezianissimi”. 

Il Festival che vuole rilanciare questa magica arte si compone di numerosi eventi diffusi, da fine aprile fino al prossimo dicembre, in vari luoghi di Venezia; “Noi siamo vetro – We are glass” sarà presentata anche al Padiglione del Vetro della Regione Veneto durante la Mostra Internazionale d’arte Cinematografica al Lido (1-11 settembre). Le impiraresse e le loro creazioni saranno protagoniste di una sfilata presso lo spazio La Mezariola a Sant’Agostin, come durante il Salone Nautico all’Arsenale dal 26 maggio al 6 giugno; presso la Bottega del Caffè Girani (campo della Bragora, la più antica torrefazione di Venezia) si terranno incontri letterari organizzati con l’Associazione Culturale Fontego come al bar Ai Artisti, al Muro a san Stae e all’Osteria Ai pugni. Il programma di Arts’ Connection si trova su internet.

Il Festival, che si inserisce nei vasti programmi per la celebrazione dei 1600 anni dalla fondazione di Venezia, è definito da Chiara Squarcina “una felice congiuntura temporale che propone al pubblico tre opere inedite, proposte interessanti con le quali apriamo al pubblico”. Squarcina, responsabile per la Fondazione Musei Civici di Venezia del Museo di Palazzo Mocenigo, del Museo del Merletto di Burano e del Museo del Vetro di Murano, afferma che “Fondazione MUVE è felice e orgogliosa di aprire i Musei e in particolare il Museo del Vetro aspettando il pubblico”, che si spera rivitalizzi l’intera città, dopo oltre un anno. 

Tre opere per tre artiste: una prezioso “top” di perle veneziane, un filo che racchiude farfalle e coccinelle colorate che Paola Bertoldo (titolare del marchio La perla Nera) ha creato in tre mesi di lavoro minuzioso con la tecnica delle perle a lume, antichissima lavorazione con la fiamma e il vetro (oggi con cannello metallico, un tempo con la fiamma della lampada). Paola Vianello (e il suo marchio Ladra di perle) ha lavorato con la tecnica del “soutache“, cordoncino di seta e perle, con il quale ha creato pochette e scarpe da sera preziose. Marta Buso, filosofa-fotografa, attraverso AREF ”aria terra acqua fuoco”, presenta le sue opere legate alle perle, piene di energia e speranza per il futuro, un futuro che l’intera umanità oggi spera sia migliore di questo pesante presente.

Lisette Caputo alla testa di questo drappello di donne parla del suo impegno oramai quasi decennale, del suo Festival “low cost” e del desiderio che la sua creazione, questo Festival di artigiane diffuso in città, possa in futuro essere assorbito dalla organizzazione MUVE che riconosca impegno e innovazione, internazionalizzazione e implemento che il suo contributo dà al Museo del Vetro. Un risultato che la curatrice vorrebbe fosse simile a quello ottenuto dal museo di arte contemporanea MADRE di Napoli, ospitato nel palazzo Donnaregina, inserito nella realtà e diffuso nella città. Attraverso la cultura e la possibilità di “fare rete” e sviluppare anche all’estero proposte e idee del Festival Arts’ Connection, Caputo spera nella rinascita della millenaria, unica e preziosa arte vetraia veneziana, che in questo momento particolare vede a Murano la maggior parte delle fornaci chiuse e una concorrenza soprattutto orientale che non dà tregua al prodotto artigianale muranese doc. “Vogliamo bene al nostro vetro”, dice Lisette: affermazione o ammonimento? 

Arts’Connection. “Noi vogliamo bene al nostro vetro” ultima modifica: 2021-04-29T14:33:14+02:00 da BARBARA MARENGO

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento