Biancaneve e il cospirazionismo della stampa italiana

Per l'ennesima volta in pochi mesi, i media nostrani fanno da megafono a un “non-caso” di censura creato ad arte dai conservatori americani.
scritto da MATTEO ANGELI
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Il parco di Disneyland di Anaheim, in California, cambia il finale di una giostra che faceva gridare i bambini e la stampa italiana grida alla “cancel culture”, alla cultura della cancellazione. “Snow White’s Scary Adventures”, “le spaventose avventure di Biancaneve” è un’attrazione che esiste dal 1955 e che, in occasione della riapertura del parco dopo più di un anno di stop obbligato dalla pandemia, è stata aggiornata. Nella versione precedente, la corsa terminava con la morte della strega cattiva, che urlava cadendo da un dirupo. Un finale tagliato, che terrorizzava i più piccoli e non entusiasmava gli accompagnatori adulti. Ecco che allora, in occasione della riapertura, il parco aggiunge una nuova, ultima scena: il principe che bacia Biancaneve addormentata.

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E vissero tutti felici e contenti? Purtroppo no.

Succede che per la riapertura del parco, SFGate, prestigiosa testata locale online, pubblichi una recensione sulla nuova attrazione. Il pezzo racconta come la nuova giostra mantenga il fascino antico, ma mette anche in discussione la scelta di concludere con il finale tradizionale, con “il bacio del vero amore”.
Perché? 

Manca il consenso, sostengono Julie Tremaine e Katie Dowd, autrici del pezzo.

Non avevamo già detto che c’è un problema col consenso nei vecchi film Disney? Che non va bene insegnare ai bambini a dare un bacio senza che le persone coinvolte abbiamo dato il loro accordo? È difficile comprendere perché, nel 2021, Disneyland abbia scelto di aggiungere una scena con una visione così antica di ciò che un uomo può fare a una donna, soprattutto vista l’attenzione attuale della compagnia a rimuovere le scene problematiche (considerate come razziste, ndr) da attrazioni come Jungle Cruise e Splash Mountain. Perché non immaginare un nuovo finale, sempre coerente con il canone Disney, ma capace di aggirare il problema?

Una critica lecita, soprattutto se si tiene conto che il parco ha appena modificato altre due attrazioni, Jungle Cruise e Splash Mountain, in passato accusate di razzismo.

Razzismo e misoginia, due pesi due misure? La questione resta aperta. 

I due paragrafi dell’articolo di SFGate sono bastati a Fox News, tv megafono della destra americana, per montare ad arte un caso mediatico internazionale. Nel pomeriggio di lunedì, il network televisivo non ha smesso di martellare col messaggio: “Stanno cercando di cancellare Biancaneve”. Hanno persino intervistato un senatore americano a riguardo.

Con un effetto valanga, la stampa italiana s’è avventata sulla notizia, che è stata ripresa puntando il dito contro le derive di quello che chiamano il politicamente corretto. “Politicamente corretto” e “cancel culture” sono in fondo la stessa cosa: due spauracchi creati dalle forze politiche (e mediatiche) reazionarie, terrorizzate alla sola idea di non avere più l’egemonia nel dibattito pubblico. Nella maggior parte dei casi, nessuno vuole cancellare qualcosa: si travisano e deformano opinioni personali, appiccicandole all’avversario, per semplificarne le istanze fino al ridicolo. 

È una strategia politica collaudata e per questo non stupisce che Matteo Salvini abbia ripreso la non-notizia. Stupisce e inquieta invece che lo abbiano fatto il Corriere della sera, Repubblica, l’Huffington Post e tanti altri. E porta a interrogarsi sul perché lo fanno. Perché riprendere ed esportare in Italia la crociata politica dei conservatori americani? Come funziona la rete dei media che diffondono la notizia in tutto il mondo? 

Non è la prima volta negli ultimi mesi che la stampa italiana fa da megafono a casi di censura creati ad arte dai conservatori: come la storia di Omero tolto dalle università americane perché razzista o quella dell’Università di Oxford che vorrebbe eliminare Mozart e Beethoven perché “suprematisti”. 

Ma la censura è sempre e solo nelle loro teste. E in quelle di chi li riprende, loro sì un po’ addormentati, come Biancaneve.

Possono continuare a dormire sonni tranquilli. E, soprattutto, leggere l’articolo del SFGate fino in fondo:

Nonostante tutto, con le luci scintillanti e dei gradevoli effetti speciali, la scena finale [quella del famigerato bacio, ndr] è bella da vedere – finché la si guarda come una favola e non come una lezione di vita. 

Biancaneve e il cospirazionismo della stampa italiana ultima modifica: 2021-05-06T08:36:53+02:00 da MATTEO ANGELI

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