La chiesa anglicana accoglie le istanze di #BlackLivesMatter

La Church of England ha fatto sapere che sottoporrà a esame migliaia di monumenti che si trovano nelle sue chiese e cattedrali e che contengono riferimenti storici alla schiavitù e/o al colonialismo. Si procederà alla rimozione o allo spostamento degli oggetti ritenuti razzisti o che glorificano lo schiavismo.
YTALI
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La Chiesa d’Inghilterra (Church of England, C of E) ha fatto sapere che sottoporrà a esame migliaia di monumenti che si trovano nelle sue chiese e cattedrali e che contengono riferimenti storici alla schiavitù e/o al colonialismo. La revisione interessa 12.500 parrocchie e 42 cattedrali della C of E. In collaborazione con le comunità locali, si dovrà procedere all’esame di ogni singola situazione per poi assumere le relative misure. Che possono andare dalla rimozione di un determinato monumento al suo spostamento altrove, alla rimodulazione di una targa o all’aggiunta di nuove informazioni di contestualizzazione. In altri casi, nessuna di queste misure sarà presa, e dunque non ci sarà alcun cambiamento.

Le decisioni saranno prese a livello locale, ma in ottemperanza alle linee guida stabilite, che non prevedono l’opzione di non far nulla.

E stato lo stesso arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, a rendere nota la decisione. Essa segue la protesta di Black Lives Matter, il movimento nato e sviluppatosi negli Usa ma che ha preso forza anche nel Regno Unito. La scorsa estate fu rovesciata a Bristol la statua del commerciante di schiavi  Edward Colston. In quell’occasione Welby disse che “alcune statue devono essere tirate giù”.

Commentando la decisione del processo di revisione, il numero uno della chiesa anglicana ha detto che ”non è nostra intenzione celebrare incondizionatamente o onorare persone che hanno contribuito alla tragedia del commercio di schiavi o che ne hanno tratto beneficio”.

L’Observer racconta che sono già in corso iniziative in linea con la raccomandazione della C of E. Nella cattedrale di Bristol è stata rimossa una vetrina con dedica a Colston, nella chiesa di St Margaret, a Rottingdean, nel Sussex, sono state tolte due lapidi contenenti insulti razzisti; nella chiesa di St Peter, a Dorchester, è stata coperta un placca che commemora il proprietario di una piantagione, protagonista della repressione di una rivolta di schiavi.

Parlando con l’Observer, Becky Clark, il direttore della chiese e delle cattedrali, Becky Clark, autore delle linee-guida, ha dichiarato che

i nostri edifici religiosi sono la parte più visibile della C of E, una presenza cristiana in ogni comunità. La responsabilità di far sì che essi siano inclusivi, accoglienti e offrano uno spazio sicuro a tutti è parte di vitale importanza nell’affrontare il modo in cui il razzismo storico e la schiavitù abbaiano ancora impatto oggi sulla gente.

Rispondendo a chi solleva obiezioni sulle misure annunciate, Clark spiega che esse non intendono por fine al dibattito ma, al contrario, dargli sostegno concreto e informato, coinvolgendo appunto le comunità a cui toccherà decidere. Non è quindi una presa di posizione politica da parte della Chiesa anglicana, né una prescrizione, ma richiama l’attenzione sul fatto che

la storia del razzismo e della schiavitù  è innegabile e che il razzismo e  l’eredità dello schiavismo sono ancor oggi parte delle vite di tante persone. Rispondere a questo nel modo giusto è dovere cristiano. Far niente non è un’opzione. Bisogna ci sia un impegno su questo terreno.

La chiesa anglicana accoglie le istanze di #BlackLivesMatter ultima modifica: 2021-05-10T16:36:49+02:00 da YTALI

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