Rose bianche per Sophie

Cento anni fa, il 9 maggio 1921, nasceva Sophie Scholl che con il fratello Hans e gli altri ventenni della Rosa Bianca, il gruppo della resistenza al nazismo, uccisi dal regime nel 1943.
scritto da GIOVANNI INNAMORATI
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Il 9 maggio scorso, la prima domenica estiva a Roma, le famiglie che sono entrate nel grande parco di Villa Ada, all’ingresso di Ponte Salario, hanno notato alcuni mazzi di rose bianche ai piedi del palo che sostiene la targa con il nome del viale interno, dedicato a Hans e Sophie Scholl, i fratelli che insieme a tre amici diedero vita tra il 1942 e il 1943 al gruppo della resistenza tedesca della Rosa Bianca. Mazzi di rose bianche sono stati deposti anche a Monaco di Baviera, città dove operarono e dove furono arrestati e uccisi dal regime nazista: alcuni mazzi sulla lapide nel Cortile dell’Università, nel punto in cui furono arrestati, ed altri nel cimitero della Foresta di Perlach, alla periferia Sud della città, dove Sophie e Hans riposano accanto ad altri due componenti della Rosa Bianca, Christoph Probst e Alexander Schmorel, mentre il quinto ragazzo del gruppo, Willy Graf è sepolto al cimitero di Saarbrücken, la città di origine della famiglia. Perché dunque questa concomitanza di deposizione di fiori?

Il 9 maggio di quest’anno ricorre il centesimo anniversario della nascita di Sophie, l’unica ragazza del gruppo, anche se forse il più noto dei cinque per un film dedicato a lei e passato anche nelle sale cinematografiche italiane. Se dunque Sophie è nata nel 1921, il 22 febbraio 1943, giorno in cui fu giustiziata assieme ad Hans e Christoph Probst, non aveva ancora 22 anni: e ventenni erano tutti e cinque i martiri del nazismo (Schmorell e Graf furono uccisi nelle settimane successive assieme al professor Kurt Huber, il loro docente che oggi riposa nel cimitero di Waldfriehof, sempre nel capoluogo bavarese).

Le tombe di Hans Scholl, Sophie Scholl e Christoph Probst nel cimitero di Perlach

I lettori di ytali.com hanno avuto modo di conoscere la storia di questi ragazzi, in un articolo pubblicato in occasione del 75/mo anniversario della loro uccisione. Una storia semplicissima ma di straordinaria potenza: cinque studenti dell’università di Monaco che, spinti da forti motivazioni religiose, morali e civili, si ribellano alla tirannia nazista e avviano dei volantinaggi per delegittimare il regime. Il sesto volantino viene distribuito da Hans, Sophie e Christoph dentro l’Università, dove il 18 febbraio 1943 vengono arrestati e dopo quattro giorni giustiziati. 

Chi ascolta oggi questa storia resta meravigliato dalla reazione del regime, la pena di morte, rispetto ad una azione dagli effetti limitati. Il numero dei volantini non poteva che raggiungere un numero limitato di persone e altrettanto limitata era la loro capacità di provocare una rivolta contro il regime stesso. Eppure la reazione, nell’ottica del Tiranno, è pienamente giustificata. I volantini, infatti invitavano i lettori a anteporre i valori dei diritti della persona a quelli dell’obbedienza al governo. Questo non può essere considerato legittimo se viola i principi, della libertà, del rispetto della vita umana. Ma il regime nazista si basava proprio sulla pretesa dell’obbedienza da parte dei cittadini al governo, che in quanto tale è sempre legittimo. 

Oggi i principi enunciati dai ventenni della Rosa Bianca sembrano assodati, anche alla luce della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo, del 1948, ma in Germania le voci di Sophie e dei suoi amici all’epoca erano isolate. Un mal considerato senso di obbedienza alla Patria, ha fatto sì che la ribellione al regime nazista fosse intesa come un tradimento della Patria stessa, anziché come un suo salvataggio, come una salvezza del suo onore (quello che invece avevano compreso i combattenti della Resistenza italiana).

C’è voluto il coraggio del presidente federale Frank-Walter Steinmeier, nel discorso dell’8 maggio 2020 in occasione dei 75 anni della capitolazione della Germania agli Alleati, per affermare che la sconfitta della Germania nella Seconda Guerra Mondiale è stato un bene: “all’epoca siamo stati liberati”. E quest’anno il governo Federale ha condiviso sui social, in occasione del Befreiungstag, Giorno della liberazione, l’8 maggio scorso, una immagine della Porta di Brandenburgo con un gioco di luci che riportava la parola “Grazie” nelle lingue degli eserciti che sconfissero il nazismo, russo compreso.

I volantini della Rosa Bianca incastonati nel pavimento del cortile dell’Università di Monaco (LMU).

Certamente i valori che ispirarono i sei volantini di Sophie e dei suoi amici, sono oggi un valore europeo: il diritto alla libertà, il rispetto della vita, precedono la legittimazione degli Stati, e sono le fondamenta della costruzione dell’Ue. Per questo non sono possibili compromessi su questi principi con gli stati della Ue, come Polonia e Ungheria, che li violano. Ed è in qualche modo una straordinaria coincidenza che al Giorno anniversario della fine della tirannia nazista, l’8 maggio, segue la Giornata dell’Europa, il 9 maggio, che a sua volta coincide con il compleanno di Sophie Scholl.

Nel corso di una cerimonia, lo scorso febbraio, Francesco Rutelli ricorda i fratelli Scholl sotto la targa della via, a villa Ada, che, da sindaco, dedicò loro nel 1995 (da Il Messaggero)

Quando nel 1995 il sindaco Francesco Rutelli volle intitolare ai fratelli Scholl il viale di Villa Ada, trovai il gesto segno di particolare sensibilità, non solo per il ricordo di Sophie e Hans, ma proprio per il luogo scelto per tenerne viva la memoria. Questo Parco di Roma, uno dei tre grandi Parchi della Capitale, con il suo verde e la tranquillità mi fa pensare al Perlacher Forst Friedhof, il cimitero dove riposano i ragazzi della Rosa Bianca. Me li immagino tutti e cinque, parlare dei loro ideali mentre passeggiano sul viale di villa Ada che costeggia il laghetto e che li ricorda. E poi è un luogo in cui vanno decine di migliaia di romani ogni anno, famiglie, ragazzi, semplici runner, e qualcuno si sarà chiesto chi fossero questi due nomi proposti all’ingresso della Villa. E magari qualcuno avrà cercato su Internet qualche notizia su di loro, scoprendo la bellezza e l’attualità di queste figure. Sul sito ufficiale della città di Monaco di Baviera, c’è un link sul luogo della sepoltura dei ragazzi della Rosa Bianca, con precise indicazioni per trovare le loro tombe.

Sarebbe bello che anche il sito Internet della Città di Roma contenesse le indicazioni sui luoghi della memoria legati a chi ha lottato per i valori della libertà e del rispetto della vita e dei diritti dell’uomo.

Rose bianche per Sophie ultima modifica: 2021-05-11T18:47:52+02:00 da GIOVANNI INNAMORATI

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