Carla Fracci. Nuvola tra le nuvole

L’emozione incommensurabile di chi ha lavorato con la grande artista da poco scomparsa.
scritto da GIANNI DE LUIGI
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Quando un‘artista passa all’altro mondo, come dice Majakovskij per la morte di Esenin, si scatena in chi ha lavorato, creato insieme, un’emozione incommensurabile. Vorrei ricordare Carla Fracci quando, con Carolyn Carlson, si è creata la rassegna Solo Donna per la prima Biennale Danza. Il suo a solo s’intitolava Il tempo dell’acqua, la coreografia di Carolyn Carlson, la regia e la scenografia erano mie, le musiche di John Adams da Lugubre Gondola di Franz Liszt

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L’idea di mettere insieme due diverse forse opposte dimensioni del danzare mi affascinava moltissimo, come la musica minimalista di John Adams con quella classica di Franz Liszt. Si cominciò a provare alla sbarra, che era il centro del lavoro della Fracci, mito vivente della danza classica, e Carolyn, un’incantatrice alla Isadora Duncan della coreografia contemporanea. Era l’inizio dell’era delle commistioni tra musica classica e rock, di tenori con platee da stadio, di pianisti jazz che suonano Bach. La ballerina classica, la danzatrice archetipo sulle punte affida tutta se stessa, la propria immagine, i propri sogni romantici a una tra le più spregiudicate iconoclaste della danza contemporanea.

Scriveva Leonetta Bentivoglio:

Vederle provare è un’esperienza fascinosa catturante nel gioco dei contrasti. Alta, bionda, spiritata, guizzante, androgina, modernissima, Carolyn è un corpo astratto come disegnato, lanciato nello spazio con i suoi spigoli, la geometria irreale delle sue linee la sua clamorosa verticalità.
Donna-gazzella. Donna-giraffa. Donna-cometa.
Bruna, impalpabile, antica, fremente, apparentemente tenera (ma quanto acciaio nasconde la sua leggerezza) nata nel ‘36 è sempre miracolosamente attiva Carla si sa, è un corpo sfuggente in dimensioni diverse è la linea sinuosa e musicale delle braccia è il candore opaco della pelle, è l’immagine di un’infanzia aldilà del tempo di una proiezione inquietante di purezze impossibili. Donna-cigno. Donna-angelo. Donna-fiaba.

Diceva Carla durante le prove:

È come se Carolyn in questa coreografia mi portasse a fare i conti con la mia parte più dura, forte e tenace.


Così diceva Carolyn:

Carla è un’artista aperta e disponibile, Fracci è drammatica e romantica, per niente univoca, molto teatrale. È musicale come poche.


Era lei che faceva da pacere nei miei numerosi scontri con Carolyn, portava la pace nell’animo. Dopo una discussione con Carolyn, per la scenografia formata solo da un remo di Gondola piantato sul palcoscenico, fu lei a paragonarlo alla sbarra da danza, improvvisando una danza magica e accettò di abbandonare il bianco per un vestito nero gondola di Ferré. Alla fine dello spettacolo che durava undici minuti, ci regalò due libri di poesie di Montale per le nostre due anime inquiete.

La immagino nuvola tra le nuvole.

Carla Fracci. Nuvola tra le nuvole ultima modifica: 2021-05-31T17:00:27+02:00 da GIANNI DE LUIGI

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