Barca elettrica, la rivoluzione che abbatte le barriere

Tra i nuovi natanti, presenti al Salone Nautico, un progetto rivolto particolarmente a persone con disabilità
scritto da MANUELA CATTANEO DELLA VOLTA
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Durante il Salone Nautico, ospitato nell’Arsenale di Venezia, si è tenuta la “E-Regatta”, la prima regata riservata a imbarcazioni elettriche: 21 partecipanti, tre giorni di gara, tre categorie, un vincitore per categoria. Per promuovere la manifestazione tutte le barche elettriche presenti hanno sfilato lungo il Canal grande: occasione perfetta per presentare Bepi (Barca elettrica per tutti italiana). 

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Spiega il designer della barca Francesco Calzolaio:

Abbiamo bisogno di cambiare la mente delle persone che vede il mondo della disabilità come un intralcio o un oggetto di carità. Di solito nelle barche la carrozzina deve essere una che viene relegata in un angolo e ce ne si occupa perché si deve. Bepi invece è un’esperienza nuova, una barca pensata per un piccolo gruppo di persone, disabili e non, che vogliono fare una gita con la guida di una persona esperta nella navigazione e capace di comunicare la bellezza culturale della laguna di Venezia. 

Bepi, lunga neppure otto metri e larga poco più di due ha un design elegante quanto pratico: è pensata per accogliere cinque carrozzine con cinque accompagnatori che possono godere della vista a prua, nel punto più piacevole, tutti insieme (grazie a sedute abbattibili), una mini cucina per rendere possibili e più gustose lunghe percorrenze, una copertura fissa con pannelli solari e una parte scorrevole per riparare sia dalla pioggia sia dagli spruzzi dell’acqua in caso di maltempo.

Spiega Calzolaio:

Sul piano del design la sfida è stata tra il catamarano e il monoscafo: asimmetrica, pesca 35 centimetri, è leggerissima sull’acqua con la base da catamarano e lo scafo studiato per ricevere una compressione dall’acqua che la rende propulsiva al movimento; quindi riduzione del moto ondoso, abbattimenti dei costi di utilizzo e maggior durata della batteria.

Il progetto è pronto per essere messo in cantiere con varo previsto il prossimo marzo; un intervento sociale, etico e culturale insieme a un costo ancora in via di definizione. Intanto, il comitato di E-Regatta devolve le iscrizioni della gara come primo passo per costruirla e si cercano sponsor ma anche persone che vogliano investire nella mobilità d’acqua ecologica e per tutti:

Puntiamo al fund raising e proprio come si è sempre fatto nei cantieri navali proponiamo le gite nel ’22, in modo da mettere in produzione Bepi fin da subito.

La barca Bepi si differenzierà dalle altre barche per essere fruibile appieno per chiunque abbia difficoltà motorie, per tutto il resto sarà come qualunque altra barca elettrica. Dunque non percorsi differenziati a causa della disabilità,

sottolinea ancora Calzolaio.

Commenta Roberto Vitali, di Village for All:

L’utenza potrà essere composta anche dai cittadini veneziani con difficoltà motorie e che non riescono più a salire su un barchino e che sentono la mancanza della laguna avendolo fatto per tutta una vita, un’ottima opportunità per il turismo accessibile. Per Venezia è perfetta ma è una soluzione nautica adatta a qualsiasi mare. Non stiamo parlando di una barca accessibile, ma di una barca per tutti come il progetto propone. 

Secondo Adriano Favaretto, presidente AISM (Associazione italiana sclerosi multipla) della Provincia di Venezia, si tratta di

una grande opportunità per Venezia, ma soprattutto è un’opportunità per il turismo. In Europa 600.000 persone (130.000 in Italia) hanno difficoltà di movimento, tra cui alcune decine di milioni in Italia. E non viaggiano mai da soli…

E infatti l’azienda Alilaguna (che attua servizio di trasporto pubblico a Venezia) ha avviato una strategia di rivisitazione delle sue imbarcazioni e a oggi conta sei vaporetti elettrici. È un inizio.

In Arsenale si gioca sul serio 

L’Arsenale, posto ideale per la manifestazione del Salone Nautico, continua a far parlare di sé anche in ambiti meno tradizionali. Per aprirsi alla città si è prestato a essere il luogo della sperimentazione di una caccia al tesoro organizzata dall’associazione Venti di Cultura, nell’ambito di un progetto europeo denominato “I-Improve”, con l’obiettivo di rendere una parte della città di Venezia più fruibile al pubblico senza le restrizioni legate alle diverse aree di competenza di Comune, Marina Militare e Biennale. 

Gli Stake Holders si sono letteralmente messi in gioco negli spazi dell’Arsenale dando la possibilità a un gruppo di “cacciatori” (quattro squadre composte da quattro persone ciascuna) di cercare indizi per scoprire dettagli, curiosità, aneddoti e momenti storici dell’Arsenale di Venezia seguendone le tracce del passato dando risposte a domande appropriate, scovando perline di vetro colorate per sottolineare tappe e vittorie e vivere la storia dell’arsenale dal di dentro. Il gioco urbano “Arsenalia” è un’esperienza divertente, da ripetere, da rendere fruibile a tutte le età: un altro progetto “in cantiere” perché l’Arsenale resti apertamente pubblico.

C’è inoltre il gioco da tavolo “Arsenalia”, con tanto di fantasma che suggerisce dove trovare il tesoro: è alla fase finale della sperimentazione – con gruppi di giocatori professionisti che si scambiano suggerimenti e carte tirando i dadi – per essere poi prodotto e venduto a chiunque voglia portarsi a casa un ricordo dell’Arsenale, dopo magari essersi perso negli spazi che hanno reso unica la marina veneziana.

E non finisce qui: questo approccio ludicamente intelligente che ha incontrato il favore degli Stake holders si sta ancora evolvendo in un altro virtuale. Troppo presto per svelare di più, ma si può annunciare che l’Arsenale sta cavalcando l’onda.

Barca elettrica, la rivoluzione che abbatte le barriere ultima modifica: 2021-06-07T21:19:44+02:00 da MANUELA CATTANEO DELLA VOLTA

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