Euro 2021: l’Italia e le altre

Sarà un torneo bellissimo e ricco di sorprese, bel gioco e grandi campioni, e il fatto che in occasione del sessantesimo anniversario della manifestazione, divenuto il sessantunesimo per via del Covid, si sia scelta la formula itinerante lo rende ancora più godibile.
scritto da ROBERTO BERTONI
Condividi
PDF

Proviamo a fare le carte agli Europei che stanno per iniziare. Ribadiamo, innanzitutto, che sarà un torneo bellissimo e ricco di sorprese, bel gioco e grandi campioni, e il fatto che in occasione del sessantesimo anniversario della manifestazione, divenuto il sessantunesimo per via del Covid, si sia scelta la formula itinerante lo rende ancora più godibile. Certo, la scelta di un paese come l’Azerbaijan lascia alquanto a desiderare ma sappiamo bene, da almeno due decenni, che calcio, business, geo-politica e affari milionari, se non addirittura miliardari, vanno di pari passo. Ebbene, detto questo, andiamo ad analizzare i vari gironi e le possibili vincitrici.

ytali è una rivista indipendente. Vive del lavoro volontario e gratuito di giornalisti e collaboratori che quotidianamente s’impegnano per dare voce a un’informazione approfondita, plurale e libera da vincoli. Il sostegno dei lettori è il nostro unico strumento di autofinanziamento. Se anche tu vuoi contribuire con una donazione clicca QUI

Il Girone A, quello dell’Italia, vede gli Azzurri contrapposti a Turchia, Svizzera e Galles. Non è proprio un raggruppamento trascendentale, anche se la Turchia di Günes può contare su alcune note conoscenze italiane come Çalhanoğlu e Demiral. E occhio pure alla Svizzera di Petković, sempre piuttosto ostica e con un attacco di tutto rispetto, considerando il talento individuale di Shaqiri e Seferović. Per il Galles di Page basta un nome: Gareth Bale. Da solo non può fare la differenza, ma non è solo e bisogna stare attenti a non sottovalutare un gruppo che, unito, potrebbe arrecare non poche noie alla pur bella e dinamica Italia del Mancio.

Nel Girone B, dando per quasi sicuramente eliminata la Finlandia, bisogna vedere cosa farà la Russia di Golovin, ma la sfida per il primo posto sarà tutta fra la Danimarca di Eriksen e il Belgio, primo nel ranking FIFA e da anni immerso in una sorta di età dell’oro. È imbarazzante il talento a disposizione di Martinez: De Bruyne, Lukaku, Hazard, Mertens, Carrasco, il portiere Courtois e molti altri ancora. Ai Mondiali russi arrivò in semifinale, sconfitto solo dalla mitica Francia di Deschamps, poi laureatasi campione; stavolta ha tutte le carte in regola per puntare alla vittoria.

Il Girone C, con tutto il rispetto per chi ne fa parte, è forse il meno interessante. Sulla carta, la Cenerentola è la Macedonia del Nord di nonno Pandev ma anche l’Austria del neo-madridista Alaba non ci sembra irresistibile. L’Ucraina, invece, il fenomeno c’è l’ha in panchina: è il commissario tecnico Shevchenko, mentre in campo ha alcune notevoli individualità, a cominciare dall’atalantino Malinovs’kyj e dal centrocampista Zinchenko. L’Olanda di De Ligt, Depay, de Jong, Wijnaldum e altri ottimi elementi dovrebbe dominare senza problemi, anche se non bisogna perdere di vista che la palla è tonda e le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

In merito al Girone D, bisogna essere onesti: la Repubblica Ceca del dopo-Nedved non è neanche la lontana parente dello squadrone di fine anni Novanta. Quanto alla Scozia, sarà interessante seguirla nel derby contro l’Inghilterra, se non altro per l’antica e feroce rivalità fra le due nazioni. Anche la Croazia di Modrić, finalista in Russia, si è indebolita e ci sembra oggettivamente meno travolgente rispetto a tre anni fa. I Leoni, dal canto loro, hanno un attacco stellare, con Foden, Kane e Sterling a dare spettacolo, e un ottimo centrocampo, con campioni del calibro di Mount ed Henderson; a lasciare perplessi è, invece, la difesa e il portiere Pickford, tanto per cambiare, non è proprio una saracinesca. I migliori auguri, poi, a Marcus Rashford, altra punta spettacolare nella faretra degli inglesi, per tutto ciò che fa dentro e, soprattutto, fuori dal campo.

Senza capitan Busquets, vittima del Covid e costretto ad abbandonare il ritiro della Nazionale, e per la prima volta senza madridisti, la Spagna potrebbe anche cavarsela bene nel Girone E con Slovacchia, Polonia e Svezia ma è assai più debole rispetto al passato. E poi occhio, perché gli svedesi non sono clienti facili, Lewandovski sta vivendo un’altra stagione perfetta e la Polonia può contare anche su Szczęsny, Krychowiak e Zielinski, ossia su campioni affermati e molto esperti a livello internazionale. È un girone equilibrato e guai a sottovalutare una sola delle sue componenti. E poi c’è lo spettacolo nello spettacolo.

Tolta la decadente Ungheria, nel Girone F, il gruppo della morte, si affrontano la Francia senza difetti di monsieur Deschamps, l’ultima Germania di Löw e il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Posto che Germania e Portogallo sono in fase di ricostruzione, i Bleus sono qualcosa che va oltre lo sport, con talenti infiniti, esperienza da vendere, il titolo mondiale in bacheca e un attacco composto da Mbappé, Griezmann e il redento Benzema. Se a ciò aggiungiamo Kanté, Pogba e Rabiot a centrocampo e una coppia di centrali difensivi composta da Varane e Kimpembe, diciamo che non hanno già vinto solo perché tutto può succedere, ma con meno della semifinale per loro sarebbe un fallimento epocale. Possono, dunque, centrare la doppietta come la Francia di Zidane fra il ’98 e il 2000, e il capitano di quella squadra se lo ricorda bene: era proprio Didier Deschamps.

S’inizia all’Olimpico di Roma e si finisce l’11 luglio a Wembley. L’11 luglio, lo stesso giorno in cui ci laureammo campioni del mondo nell’‘82 a Madrid.

Euro 2021: l’Italia e le altre ultima modifica: 2021-06-09T16:03:15+02:00 da ROBERTO BERTONI

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento