La Cdu riprende slancio, spostandosi a destra

Le elezioni regionali in Sassonia Anhalt sono state l’ultimo appuntamento elettorale prima del voto nazionale di settembre. La Cdu – che nel Land è particolarmente conservatrice – ha sbaragliato gli avversari. Una vittoria che aiuta anche Armin Laschet, il candidato della "continuità" con la cancelliera.
scritto da MATTEO ANGELI
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Con i suoi circa 2,2 milioni di abitanti, la Sassonia-Anhalt non è solitamente in grado di influenzare gli equilibri della politica tedesca. Situato tra Berlino e Hannover, il Land, principalmente agricolo, è quello con la popolazione più vecchia e uno dei redditi pro capite più bassi di tutto il paese. Domenica, però, a Berlino, la politica che conta è restata col fiato sospeso in attesa delle notizie provenienti da Magdeburgo, la capitale del Land dell’ex Germania Est. Per due ragioni. Primo: le elezioni regionali nel Land hanno rappresentato l’ultimo appuntamento elettorale prima di quello, tanto atteso, del 26 settembre, che determinerà il successore di Angela Merkel. Secondo: c’era una grande paura alla vigilia del voto. I sondaggi davano un testa a testa tra i cristiano democratici della Cdu e l’estrema destra dell’Alternative für Deutschland (Afd), con questi ultimi in alcuni casi dati addirittura in avanti. 

Una vittoria dei populisti d’estrema destra avrebbe segnato una storica svolta, a pochi mesi dal voto per il rinnovo del Bundestag. Per la seconda volta nella storia, infatti, l’Afd sarebbe arrivata davanti in un’elezione regionale (già nel 2017 si piazzò prima in Sassonia). Va ricordato in questo senso che cinque dei sei Länder della Germania dell’est (Brandeburgo, Meclemburgo Pomerania Anteriore, Sassonia, Sassonia-Anhalt, Turingia) offrono un terreno particolarmente fertile alle istanze d’estrema destra, con l’Afd seconda forza politica, di solito sopra il 20 per cento (a livello nazionale è ferma al 10-11 per cento).

Inoltre, forse ancora più importante in vista del voto di settembre, una sconfitta della Cdu avrebbe inferto un duro colpo a Armin Laschet, il candidato dei cristiano democratici alla cancelleria. Nonostante Laschet sia governatore della Renania Settentrionale Vestfalia (il Land più popoloso, con quasi 18 milioni di abitanti) e presidente del partito, nei sondaggi non è finora molto popolare. La sua nomina a candidato della Cdu/Csu ha coinciso con uno dei punti più bassi per il centrodestra tedesco, che a fine aprile si è ritrovato al 21-22 per cento, dietro i Verdi. Piano piano, i cristiano democratici hanno risalito la china e sono ora di nuovo primi, con il 27 per cento. 

E il risultato di domenica dovrebbe dare loro un nuovo slancio. I sondaggi della vigilia sono stati infatti completamente smentiti. In Sassonia Anhalt, la Cdu ha dato vita a un’impressionante prova di forza, vincendo con il 37,1 per cento dei voti, sedici punti in più del secondo arrivato, l’Afd, ferma al 20,8 per cento. Bene i liberali della Fdp, che per la prima volta dal 2006 supera la soglia del 5 per cento, e con il 6,4 per cento dei voti torna nel parlamento regionale. Male i socialdemocratici della Spd, fermi all’8,4 per cento, la sinistra della Linke, che perde cinque punti rispetto all’ultima tornata elettorale e si ritrova all’11 per cento, e soprattutto i Verdi, che si attestano al 5,9 per cento. È vero, i Verdi non vanno tradizionalmente forte in Germania dell’est. Tuttavia, un risultato talmente misero è uno schiaffo alle ambizioni degli ecologisti, che oggi si vorrebbero Volkspartei, partito di massa. 

Il risultato della Cdu è del 7,3 per cento superiore rispetto alle regionali del 2016. Una performance che dà forza e coraggio ai cristiano democratici anche in vista del voto di settembre. Armin Laschet festeggia, ma il merito di questo successo può essere solo in minima parte attribuito al candidato cancelliere, che comunque si è speso nella campagna per la rielezione di Reiner Haseloff. È lui il grande protagonista della vittoria.

Si tratta di un uomo politico molto popolare, al punto che nella Cdu viene soprannominato “Mr Ostdeutschland”, “Mister Germania dell’est”. Sessantasettenne, da dieci anni governatore del Land, solo poco più di un mese fa Haseloff è stato il primo governatore della Cdu a sostenere apertamente la candidatura di Markus Söder, avversario (perdente) di Laschet nella lotta tutta interna a Cdu e Csu per la scelta del candidato cancelliere.

Questo la dice lunga sulla linea politica della Cdu in Sassonia-Anhalt, per molti versi distante dal merkelismo centrista interpretato da Laschet. Non a caso, in questo Land la classe dirigente e base del partito erano non solo a favore di Söder nella sfida d’aprile, ma anche dalla parte di Friedrich Merz, avversario sconfitto a gennaio da Laschet nella corsa per la presidenza del partito. Sia Söder sia Merz, in maniera diversa, sono i beniamini dell’ala destra del partito, quella più conservatrice.

Armin Laschet (a sinistra) si congratula con Reiner Haseloff dopo la vittoria di domenica

Stupisce quindi solo fino a un certo punto che, alla vigilia delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, si temesse una qualche forma di dialogo tra Cdu e Afd, nel caso in cui la prima si fosse trovata senza in numeri per scegliere i propri partner di governo. Una collaborazione che Haseloff e i vertici del partito hanno sempre negato con forza. “Il muro contro l’Afd tiene”, hanno ripetuto più volte gli esponenti della Cdu, prima e soprattutto dopo la vittoria di Haseloff. E ora molti lodano la determinazione con la quale il governatore ha sostenuto un cordone sanitario contro l’Afd e dicono che sarebbe proprio questa la ragione del suo exploit.

Tuttavia, i timori non erano del tutto infondati. Al terzo e al quarto posto della lista guidata da Haseloff si trovavano due deputati, rieletti, Lars-Jörn Zimmer und Ulrich Thomas, che nel 2019 avevano fatto appello a non escludere la possibilità di una coalizione con l’Afd. Proposta ripetuta da Zimmer anche a inizio 2020, quando in Turingia il liberale Thomas Kemmerich fu eletto governatore con i voti dell’Afd e anche della Cdu.

Zimmer e Thomas “sono soli” in questo ragionamento, ha ribadito con forza il capogruppo della Cdu nel parlamento del Land, Siegfried Borgwardt.

Sta di fatto che, dopo il voto in Sassonia-Anhalt, l’ala destra del partito è rinvigorita e potrebbe rivedere le sue ambizioni al rialzo. Anche perché, a sinistra, la performance degli avversari è stata talmente deludente, che ora Haseloff ha i numeri per cercare di formare una coalizione diversa da quella con cui ha governato durante l’ultimo mandato (si trattava di una coalizione cosiddetta “Kenya”, composta da Cdu, Spd e Verdi)e puntare su un’alleanza tra Cdu, Fdp e Spd (coalizione cosiddetta “Germania”, dai colori dei tre partiti).

Un discorso simile vale anche per lo scenario nazionale. Per il momento, Laschet ha tutto l’interesse a coinvolgere l’ala destra del suo partito, a far sentire il maggior numero di persone incluse nel suo progetto. Da che parte penderà davvero il baricentro della Cdu, si saprà solo dopo le elezioni di settembre. In caso di vittoria, questo dipenderà, essenzialmente, da chi saranno gli alleati di governo.

La Cdu riprende slancio, spostandosi a destra ultima modifica: 2021-06-09T21:12:35+02:00 da MATTEO ANGELI

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