Mancio, buona la prima

Primo successo della Nazionale nella partita d’inaugurazione contro la Turchia, gli Azzurri sembrano avere una caratteristica che sembra mancare ad altri gruppi: la coesione di spogliatoio.
scritto da ROBERTO BERTONI
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Calma e gesso. Abbiamo battuto nettamente la Turchia di Güneş e va dato atto a Mancini e ai suoi ragazzi non solo di aver giocato bene ma di non essersi disuniti o fatti prendere dal nervosismo in seguito ai plateali errori dell’arbitro olandese Makkelie, un fischietto oggettivamente inadeguato a una competizione così importante. Adesso, però, bando agli eccessi di ottimismo. L’autorete di Demiral ha segnato in positivo il nostro cammino, le reti di Immonile e Insigne hanno completato l’opera, Barella e Jorginho hanno offerto un saggio della loro classe infinita, Bonucci e Chiellini si sono dimostrati, ancora una volta, un muro invalicabile, Donnarumma è stato praticamente inoperoso e i due esterni, Florenzi e Spinazzola, hanno fornito una prestazione di altissimo livello, dunque tutto bene; ricordiamoci, però, come ha saggiamente rimarcato anche Mancini, uomo di mondo, assai navigato nell’ambiente, che siamo appena all’inizio e che le difficoltà arriveranno presto.

Certo, adesso bisognerà vedere cosa faranno gli altri. L’Italia, piano piano, sta tornando al rango che le compete e bisognerebbe rovesciare il discorso: dobbiamo temere la Francia e il Belgio, d’accordo, ma non è che loro con noi possano pensare di divertirsi. Oltretutto, abbiamo una caratteristica che sembra mancare ad altri gruppi: una coesione di spogliatoio che non si vedeva dai tempi del primo Lippi, quando gli Azzurri erano un sol uomo e in campo riuscivano a dominare chiunque e a resistere a ogni attacco, per il semplice motivo che nessun giocatore si sentiva mai isolato. La Francia, per dire, è fenomenale ma meno coesa di noi. Sul piano del talento individuale ci batte, ma nel calcio si vince in undici e non è detto che contro un collettivo ben organizzato non possa andare in sofferenza.

Questo 3 a 0 all’esordio ci ripaga, dunque, di anni di sofferenze e di amarezze, rende il ricordo dell’eliminazione contro la Svezia uno spiacevole episodio ormai remoto e allontana da noi, per qualche ora, anche il pensiero fisso del Covid che ancora non dà tregua, benché si vedano i primi risultati positivi dei vaccini. L’auspicio è che gli infortuni, i risentimenti muscolari e gli affanni dei nostri ragazzi in generale non costringano il Mancio a rivedere in maniera drastica una formazione che ha girato come un orologio svizzero.

Buona la prima, ma la strada per Wembley è ancora lunga: un sentiero tortuoso e disseminato di insidie. 

Mancio, buona la prima ultima modifica: 2021-06-12T09:52:52+02:00 da ROBERTO BERTONI

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2 commenti

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Giuseppe 16 Giugno 2021 a 16:55

I turchi, stranamente, erano dei “morti”. I nostri hanno giocato benino , ma stasera con la Svizzera sarà diverso come pure il tono meno entusiasta di molti commentatori. Sarò contento se sarò smentito.

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Giuseppe 16 Giugno 2021 a 17:00

Contro la Turchia una partita non giocata a ritmi alti nè dove la fisicità è stata determinante. Vedremo con squadre piu’ toste

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