Primarie bolognesi. Conversando con Gianni De Plato

Alla vigilia di combattutissime primarie nel centrosinistra per il candidato a sindaco di Bologna, parliamo con un osservatore di grande esperienza della città e delle sue dinamiche politiche.
ALFREDO BAGGIO
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[BOLOGNA]

“Il problema della città, da sempre orgogliosamente rossa, è la vanità di queste primarie”, dice Gianni De Plato, intellettuale bolognese, conoscitore profondo della sua città e delle sue dinamiche sociali e politiche. Quella che potrebbe essere vista come un’appassionata e appassionante sfida politica per il governo della città, tra due personalità diverse, tra due opzioni diverse, è vissuta da molti come uno scontro innaturale, inquinato da calcoli di potere, che vanno oltre Bologna e i bolognesi e i loro interessi, la conferma di una crisi seria, perfino forse irreversibile, della sinistra, nella città che più di tutte ne è l’emblema.

Mancano appena due giorni alle primarie di coalizione del centrosinistra a Bologna e la città si prepara alla grande sfida tra Isabella Conti, Italia Viva, formalmente indipendente, e Matteo Lepore, del Partito democratico. Il confronto tra i due candidati è stato agguerrito e, contrariamente a quanto successo a Torino, dove l’affluenza al voto è stata decisamente contenuta, si è visto “scorrere il sangue”, come ha detto non senza scatenare polemiche l’ex presidente del consiglio Romano Prodi. Il che fa pensare che l’affluenza ai gazebo potrebbe essere elevata.

L’eredità “rossa” che Bologna porta sulle sue spalle in realtà sembra pesare sempre meno negli ultimi anni, tant’è che durante le scorse regionali si è assistito a uno scontro tra le parti quasi ad armi pari. Il timore di un comparto di destra forte nella città simbolo della sinistra diventa sempre più concreto. Secondo un sondaggio Nomisma/Ixé, realizzato tra il 20 e il 27 maggio per un’ipotetica elezione politica nel 2023, il 16,3 per cento degli intervistati maggiorenni residenti a Bologna voterebbe il partito di Giorgia Meloni.

Numeri inusitati per la destra, escludendo il quinquennio Guazzaloca. Cosa deve fare allora il centrosinistra per riconfermarsi guida e custode della città con la miglior qualità della vita in Italia?

Gianni De Plato

La situazione attuale – riflette De Plato – si presenta complessa e particolare. I due contendenti condividono gli stessi valori di fondo e le loro missioni sono in molti punti coincidenti, anche se non in tutti, il che ha creato qualche attrito. La polemica principale è incardinata sulla figura di Isabella Conti che da molti è considerata un “cavallo di Troia” di Renzi. Al di fuori di tale questione le differenze tra i due giovani candidati sono principalmente di natura politica. Lepore propende per una sinistra radicale e dialoga volentieri con Emily Clancy, della coalizione civica, ed è sostenuto da Elly Schlein della lista “coraggiosa”. Conti invece guarda più verso il centro, verso i moderati riformisti ed è molto apprezzata, per esempio, dall’ex ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti. Qualche dissapore è nato anche perché Lepore non è per nulla disposto ad aprire un dialogo anche in questa direzione.

Entrambi i candidati hanno dimostrato buone capacità amministrative, Lepore come assessore alla cultura accanto a Virginio Merola, il sindaco uscente, e Conti come sindaca (preferisce essere chiamata così) di San Lazzaro di Savena, rieletta nel 2019 con la bellezza dell’80,84 per cento dei voti. Certamente il loro confronto ha colpito, in alcuni passaggi, per al durezza dei toni, delle parole, anche sul piano personale.

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Sui duellanti si proiettano due ombre pesanti, quella di Matteo Renzi, il regista della candidatura di Conti, e quella di Romano Prodi, che per quanto sempre attento nelle parole, specie nelle dispute nella sua città, s’è visto suo malgrado strattonare e tirare in ballo per un frase detta un secolo fa, politicamente parlando, e peraltro priva di chissà qual implicazioni, sul sangue che deve scorrere perché le primarie siano reali.

Commenta De Plato, una vita nella psichiatria (per meglio dire, nell’antipsichiatria), attento anche a sfumature di carattere psicologico:

In questa campagna elettorale qualsiasi commento, specialmente se proveniente da personalità politiche di tale rilevanza, viene inteso in maniera strumentale. Il messaggio significava: lo scontro è reale, non è programmatico. Si sono create delle ferite nella contrapposizione che però bisogna guarire in fretta per essere preparati nello scontro con la destra. Forse la Conti ha frainteso il significato o semplicemente ha risposto parlando di attacchi alla sua persona per tenere alta l’attenzione degli elettori e della stampa.

Molto ha fatto discutere anche l’affermazione di uno dei sostenitori della candidata di Italia Viva, Giancarlo Tonelli, direttore Ascom, che dichiara voler fare una sua lista qualora dovesse vincere Lepore. Gli accordi presi fino a questo momento sembrano essere fragili e si teme che le parti possano tirarsi indietro nel momento del bisogno. A condannare questo possibile scenario erano volte le parole di Prodi, forse enigmatiche per qualcuno, che si è sentito attaccato personalmente.

Dice ancora, concludendo, De Plato:

Il Partito Democratico si dimostra spaccato fino al punto in cui è quasi naturale che alcuni, anzi molti, dirigenti significativi preferiscano schierarsi con la Conti, come per esempio l’europarlamentare Elisabetta Gualmini. Alcuni vecchi intellettuali appartenenti allo zoccolo duro del comunismo italiano protestano invece contro la Conti rappresentante del centrosinistra e la sua disponibilità a cercare intesa con il centro moderato. Altri intellettuali italiani invece le concederanno il voto per dare contro al Pd, il “partito delle tessere”, contro ai “cacicchi” democratici. Insomma, sembra ci sia tanta voglia di scegliere il candidato di centrosinistra per questioni di simpatia, senza avere fedeltà nei confronti del partito. A ogni modo la partecipazione sarà ampia, non come a Torino, e i candidati si stanno sfidando senza esclusioni di colpi. Gli schieramenti si danno battaglia a Bologna, ma è una prova di forza anche a livello nazionale e al suo termine capiremo se il centrosinistra opterà per un rimodernamento importante o proseguirà lungo la strada finora battuta.

Primarie bolognesi. Conversando con Gianni De Plato ultima modifica: 2021-06-18T21:42:14+02:00 da ALFREDO BAGGIO
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