Che razza di persone siamo

Se la nota verbale del Vaticano mi fa apprezzare qualcosa del decreto legge Zan, il decreto legge Zan mi fa capire qualcosina della nota del Vaticano. E siccome dissento da entrambe vorrei provare a spiegare perché.
RICCARDO CRISTIANO
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Se la nota verbale del Vaticano mi fa apprezzare qualcosa del decreto legge Zan, il decreto legge Zan mi fa capire qualcosina della nota del Vaticano. E siccome dissento da entrambe vorrei provare a spiegare perché. Per farlo parto da un fatto: il razzismo. Tutti noi, laici e cattolici, contestando le discriminazioni razziali, non intendiamo con questo dire che esistono le razze. Sappiamo tutti che le razze non esistono. Chi discrimina però non lo sa, è convinto che esistano le razze e questo per noi non va. Non lo riteniamo ammissibile e usiamo un linguaggio che non ha senso, infatti ribadisco che le razze non esistono, per dire che non si discrimina per pigmentazione della pelle, tratti somatici, luogo d’origine. Ma non diciamo “per pigmentazione delle pelle si intende”, “per tratti somatici si intende”, “per luogo d’origine si intende”. No, diciamo “no alla discriminazione razziale”. L’importante è il risultato e poi sappiamo bene che l’illuminismo, archiviando la mitologia del creazionismo, ha dato il via anche alla fisiognomica, cioè a quegli studi che cercavano, nell’evoluzione della specie, l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia. E guarda caso lo trovavano nei neri, alimentando il razzismo.

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Dunque un pensiero evoluzionista e basato su libertà, uguaglianza, fraternità può aiutare, se si travalicano i limiti logici, la discriminazione razziale. Questa lezione della storia è molto importante. Ogni cosa portata alle sue estreme conseguenze può diventare il contrario di sé. Così per me è difficile che non si riconosca un fascino nell’antropologia cristiana: dov’è? È nel capovolgimento del capro espiatorio. Tante culture si sono basate sul capro espiatorio, per secoli e secoli. La prima vittima presentata come innocente ci svela il meccanismo della violenza: il capro espiatorio non ha colpa alcuna! Antropologicamente è una rivoluzione.

Mi sembra che l’antropologia cristiana abbia preferito a questo il restare a quello che in sostanza indica la nota: “uomo e donna li creò”. Di qui, volendo andare alle estreme conseguenze, quanto fissa il numero 22 del capitolo 18 del Levitico: “Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio”.

Nell’evoluzione dell’uomo tutta la questione sessuale trova un senso: si trattava di dare all’uomo la sua dignità di persona e di passare da una sessualità di branco a quella umana. Nel cammino dell’evoluzione le tappe sono tappe, e ritenerle mete è stato un errore che oggi si scontra con la discriminazione di ciò che rimane dal punto di vista di ampia parte di questo pensiero “devianza”. Purtroppo non tutti i cattolici sono Bergoglio, che ha detto “chi sono io per giudicare”. Molti giudicano. E molti vescovi non ne hanno fatto mistero in questi giorni. 

Così arriviamo al ddl Zan. Qual è la sua finalità? Io credo siano due: evitare le violenze contro lesbiche, gay, bisessuali e transessuali e creare una accettazione sociale dei loro comportamenti, o della loro manifestazione di sé. Per farlo è necessario riconoscere la loro identità, perché tutte le identità discriminate sono deboli e richiedono riconoscimento. Nessuno è solo nero, è tante altre cose oltre a questo, ma l’identità debole per cui viene discriminato è quella determinata dal colore della pelle. Viene picchiato per quello, non per altri aspetti della sua complessa identità. Lo stesso vale per un omosessuale, o un transessuale. Viene picchiato per quello che è. Dunque va tutelato per quello che è, sebbene io rifiuti di essere riconosciuto come “eterosessuale”, io sono molto altro e vorrei essere considerato anche per questo. Ma purtroppo la violenza dei prevaricatori ci obbliga a difendere la persona identificandola con il tratto discriminato di quella persona: omosessuale, immigrato, rom e così via. 

Questa scelta è costituzionale, visto che all’articolo 3 la nostra Costituzione dice: “Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Ecco allora quel che io non capisco del ddl Zan. All’articolo 1, modificando il ragionamento fatto per le discriminazioni razziali, dove si adotta il linguaggio di chi crede che esistono le razze – che non esistono – si dice:

a) per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico;

b) per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso;

c) per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi;

d) per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione.

Questo vale a estendere le aggravanti già esistenti per discriminazione razziale, etnica e altro. Infatti all’articolo 2 si prevede di aggiungere all’articolo 604 bis del codice penale – che contempla aggravanti per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi – queste parole: “oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità”. 

Ma il decreto Zan intende tutelare le vittime di discriminazione e rendere socialmente accettabili i comportamenti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali. Non si tratta di “discriminazione per motivi attinenti alla sfera sessuale”? 

L’antropologia cristiana che più interessa, purtroppo, si basa non sul capovolgimento del capro espiatorio, ma sulla dualità maschile-femminile. Altre antropologie sostengono altro e a me interessano entrambe, chiudere gli occhi sulle nuove è deleterio. Le rispetto e credo che se il problema sia evitare discriminazioni e vessazioni, chiunque possa accettare che la sfera sessuale riguarda i comportamenti leciti, cioè non lesivi del pubblico decoro, di eterosessuali, omosessuali, bisessuali e transessuali.

Gli illuministi non possono fingere di non sapere che la loro cultura ha prodotto gli studi di fisiognomica e i cattolici non possono fingere di non sapere che la loro dottrina ha provocato discriminazioni e vessazioni terribili. Il mondo cattolico oggi ha un Papa capace di riconoscere questa tragedia. Il mondi laico non ha papi, ma farebbe bene ad arrivare comunque alla consapevolezza che la cosa importante è difendere le persone. Anche al costo di qualche ideologia, che convince, ma è meno importante delle persone, come dimostra l’uso del termine razza anche se le razze, si sa, non esistono.

Non sono un giurista, forse esprimo un’idea banale, forse c’erano altre strade più semplici per raggiungere lo stesso fine. Insomma, per vivere insieme il vero valore è unirsi nella difesa delle persone per quello che sono e per quello che devono poter fare, in atteggiamenti, affettuosità, abbigliamento e scelte di vita. La “laicità” in Francia ha saputo proibire di indossare simboli religiosi, nessuno è esente da errori.


Immagine d’apertura: da Twitter, @annapaolasanna

Che razza di persone siamo ultima modifica: 2021-06-24T21:24:27+02:00 da RICCARDO CRISTIANO

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