L’Italia coraggiosa di MancioVialli

Comunque vada contro il fortissimo Belgio di Lukaku e De Bruyne, l'Italia di MancioVialli ha già vinto. Ci ha fatto innamorare nuovamente della maglia azzurra, ci ha consentito di festeggiare dopo un anno e mezzo di tormenti, ci ha regalato orgoglio e serenità. Adesso spetta alla dea Eupalla determinare il nostro destino.
ROBERTO BERTONI BERNARDI
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In campo a Wembley, sabato, contro la coriacea Austria di Foda, non è scesa l’Italia spettacolare che abbiamo ammirato all’Olimpico. Del resto, non sarebbe potuta andare diversamente, dato che il dentro o fuori cambia radicalmente la natura del torneo, trasformando anche le squadre inferiori dal punto di vista tecnico in corazzate che non mollano un istante e non concedono un centimetro agli avversari. La gara è stata senza respiro: c’era da aspettarselo, specie se si considera che l’Austria è tutt’altro che una squadretta e che la sottovalutazione dei rivali può indurre a compiere clamorosi errori.

Due dei quali Mancini, ahinoi, li ha commessi, schierando dal primo minuto Verratti e Barella, palesemente fuori condizione, salvo poi dover tornare sui suoi passi, puntando su Locatelli, l’uomo del momento, e Pessina, uno che a questi Europei non avrebbe nemmeno dovuto parteciparvi e invece sta diventando giorno dopo giorno l’uomo in più, come si è visto contro il Galles – suo il gol che ha deciso l’incontro – e per l’appunto contro l’Austria: sua la rete del 2 a 0 che ha fiaccato le resistenze di una compagine che per novanta minuti ci aveva fatto tribolare come mai prima.

Il gol annullato ad Arnautović per fuorigioco, l’esserci salvati, sempre per fuorigioco, da un rigore solare, la resistenza difensiva nel momento più duro, la tenuta mentale quando bisognava stringere i denti e farsi forza l’un l’altro, l’esplosione di gioia al gol di Chiesa, l’apoteosi al raddoppio di Pessina, la paura quando Kalajdžić ha infranto il record di imbattibilità della porta azzurra (ben 1168 minuti) e, infine, l’abbraccio collettivo al fischio finale: sono immagini che non dimenticheremo mai. Ma, soprattutto, ricorderemo loro: Vialli e Mancini, la coppia d’attacco che fece grande la Samp di Mantovani, che nel ’92 proprio a Wembley fu costretta ad arrendersi al Barcellona di Cruijff e che sabato sera si è tolta la soddisfazione di condurre l’Italia ai quarti di finale.

Questa squadra l’hanno forgiata uomo per uomo, l’hanno rivitalizzata dopo la mancata partecipazione ai Mondiali, l’hanno risollevata dall’abisso e la stanno conducendo là dove la nostra storia e il nostro blasone meritano di stare. Comunque vada contro il fortissimo Belgio di Lukaku e De Bruyne, l’Italia di MancioVialli ha già vinto. Ci ha fatto innamorare nuovamente della maglia azzurra, ci ha consentito di festeggiare dopo un anno e mezzo di tormenti, ci ha regalato orgoglio e serenità. Adesso spetta alla dea Eupalla determinare il nostro destino.

L’Italia coraggiosa di MancioVialli ultima modifica: 2021-06-28T19:19:48+02:00 da ROBERTO BERTONI BERNARDI

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