Le rovinose

Storie di vite dolorose, scandite da fatti dolorosi, ammantate dalle scadenze insanguinate del terrorismo nell’Italia di quarant’anni fa.
BARBARA MARENGO
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Storie di vite dolorose, scandite da fatti dolorosi e ammantate dalle scadenze insanguinate del terrorismo nell’Italia di quarant’anni fa: Clara e Silvana vivono nella bella Toscana esistenze tristi, tra solitudine e povertà, affetti sospesi e violenze. Altre comparse si inseriscono nella trama del romanzo di Concetta D’Angeli Le rovinose (ed. Il ramo e la foglia) in uscita in questi giorni: comparse che determinano avvenimenti importanti nella quotidiana lotta che Clara e Silvana intraprendono per tirare avanti. Esotica Clara, bellezza prorompente sempre alla ricerca di un affetto vero, che a dieci anni rimane orfana della madre russa ed entra in un circuito di violenza fisica e psicologica dal quale mai uscirà. Tenace Silvana, povera e intelligente, che diventa architetto dopo mille sacrifici e, nella disgrazia che la perseguita, precipita nella tristezza. Pagine scritte con intensa partecipazione da Concetta D’Angeli, che scandisce gli “anni di piombo” anche attraverso la presenza di Lorenzo, di nobile nascita e ribelle, che ammalia le due giovani donne e imbocca la strada della lotta armata. Sullo sfondo Firenze e Siena, Lecce e Milano, gli interminabili viaggi in treno che Clara e Silvana compiono per dare un senso alle loro vite, che saranno infine sconvolte. 

Concetta D’Angeli

Molti sono i tempi affrontati nelle pagine del romanzo: il mondo universitario, le case in affitto, i rapporti con le famiglie, la ricerca di un’identità sessuale e la consapevolezza dell’essere omosessuale da parte di Silvana, la fame d’amore e di violenza di Clara, il tenace e a volte sconfortante obiettivo di nuove mete, sacrifici e successo, affermazione professionale, vero amore, illusioni e riscatto sociale. 

Il racconto prende spunto da un misterioso plico che in una piovosa sera senese Silvana riceve e legge. Oramai la sua amicizia/amore per Clara sono lontani nel tempo, molte sono state le disillusioni, ma il confronto tra le lettere ricevute dall’amica e un diario spedito per posta fa rivivere uno spaccato di anni movimentati e determinanti per le protagoniste, entrambe alla ricerca di un qualche cosa che le rispettive famiglie non avevano saputo dare né in termini materiali né affettivi: cammini difficili, comuni a tante ragazze e ragazzi come loro che vissero la loro giovinezza tra il 1976 e il 1988. 

Il racconto altalenante alterna situazioni apparentemente senza uscita a squarci di felicità per entrambe. Felicità illusoria, sia per Silvana in una competitiva e sofisticata Milano, tra studi di architettura e colleghi arrembanti, sia per Clara, che con Lorenzo a fianco crede di aver trovato la sua serenità. In questi percorsi faticosi il destino infila prepotentemente avvenimenti sconcertanti, scompigliando esistenze e chiamando in causa altri attori, veri angeli custodi che cercano di assistere le due ragazze: Dorina e Lea, tata Cesira, Filomena, Nunziata…

La figura dell’uomo/padrone che Clara teme e cerca al tempo stesso è incarnata da un cinico Lorenzo, perverso pigmalione. E Silvana dopo una netta affermazione nella vita è inseguita da tragici eventi che la vedono tornare sconfitta a casa. Famiglie “rovinose” circondano i protagonisti, famiglie dove affetti e sentimenti non sono mai sinceri e disinteressati. 

Concetta D’Angeli puntigliosamente compila pagine di liste di terrorismo e attentati di camorra e mafia che hanno accompagnato le vite di Clara e Silvana, assieme alle nostre. Dal 5 gennaio 1976 – quando la camorra uccide ad Afragola il maresciallo dei carabinieri Gerardo d’Arminio – al 15 dicembre 1988 – la mafia uccide a Palermo l’imprenditore edile Luigi Ranieri – l’elenco lunghissimo di morti, stragi e attentati si sussegue lasciando attonito il lettore, a conclusione del romanzo che si inserisce nella realtà delle nostre vite ricordando con dolore e stupore quegli anni.

Le rovinose ultima modifica: 2021-07-04T17:52:29+02:00 da BARBARA MARENGO

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1 commento

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Roberto Maggiani 5 Luglio 2021 a 19:52

Grazie per questa bella recensione a un libro che mi ha entusiasmato fin dalla prima lettura.

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