Il decreto che non c’è

Sul sito del governo non c’è alcun testo in riferimento al bando delle grandi navi dal percorso via canale della Giudecca, troviamo solo due riferimenti datati 13 luglio. Finora s’è semplicemente commentato il nulla.
scritto da GIOVANNI LEONE
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La cosa più scandalosa in ordine al decreto del governo italiano del 13 luglio 2021 è che l’opinione pubblica e i giornali di tutto il mondo commentano il nulla, dato che il decreto non c’è. Sul sito del governo non c’è alcun testo, troviamo solo due riferimenti datati 13 luglio: una nota dal titolo “Grandi navi e Autorità per la laguna di Venezia, nota della Presidenza del Consiglio” e un comunicato stampa dal titolo “Misure urgenti per la tutela delle vie d’acqua di interesse culturale e per la salvaguardia di Venezia (decreto-legge)” in cui c’è un breve testo sintetico ma non il testo del decreto, circolato in bozza come “velina” del governo, che appare generica e lacunosa, non solo e non tanto per i tanti puntini di sospensione e le troppe variabili indipendenti (segnate con delle X) ma per l’incomprensibilità da mancanza di senso compiuto. Fumo negli occhi con sentore ma nessuna traccia di arrosto.

Se proviamo a fare un esercizio di logica, ci troviamo in difficoltà già alla prima riga secondo comma dell’articolo laddove tra le vie urbane d’acqua dichiarate monumento nazionale si citano il canale di San Marco e il bacino di San Marco, che nella toponomastica nautica compaiono in alternativa, dalla bocca di porto di Lido s’imbocca il canale di San Nicolò e poi:

–       nella carta nautica per diportisti di Belletti editore il bacino di San Marco, che non è solo la piazza d’acqua di fronte al Palazzo ducale ma la via d’acqua da Sant’Elena fino al canale della Giudecca;

–       mentre nella carta nautica del Magistrato alle Acque pubblicata dalla casa editrice Mare di carta e in quella ufficiale dell’Istituto Idrografico della Marina n. 226 tutta la via d’acqua tra il canale della Giudecca e quello di San Nicolò è segnato “canale di San Marco”.

Sembra che il governo per non sbagliare abbia citato entrambe le denominazioni, ufficiale e di vulgata.

Alla seconda riga si legge la data del 1° agosto 2021 che stupisce positivamente per la tempestività delle misure facendo rilassare il lettore che da qui in poi legge è sollevato e finisce per continuare a leggere distrattamente. Segue la descrizione delle caratteristiche delle navi a cui è fatto divieto di navigare nelle “vie d’acqua urbane” che contengono elementi innovativi rispetto al decreto Clini-Passera diminuendo la stazza da 40.000 a 25.000 tonnellate, senza però porre vincoli a quelle che dovrebbero approdare a Marghera dopo avere solcato le acque lagunari. Dal primo agosto le navi non devono più passare per il bacino di San Marco e andare fuori dalla laguna

Nei commi 3, 4, 5 e 6, vengono introdotte questioni economiche in via di principio, impossibili da commentare in dettaglio per eccesso di indefinizione. I veneziani sono comprensibilmente irritati per il risarcire a chi ha danneggiato per anni la città e la laguna, ma la misura è comprensibile per ragioni legali e contrattuali tra le parti. Questa è una materia su cui vigilare tutta da definire, a vantaggio e in sostegno dei lavoratori.

L’articolo 2 introduce in un terreno paludoso.

Il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale di Venezia è nominato Commissario straordinario con il compito di procedere alla progettazione, all’affidamento e all’esecuzione dei lavori di sistemazione degli attracchi temporanei, della manutenzione dei canali esistenti previa valutazione di impatto ambientale, e degli interventi accessori per il miglioramento dell’accessibilità e della nautica. Procedura extraordinaria in assenza di progetti, ricorda molto la vicenda Mo.S.E.

Il lettore accorto che si ferma a riflettere si accorge della trave nell’occhio costituita dal fatto che tra i ministeri coinvolti non sia mai citato quello dell’ambiente con ciò chiarendo che la laguna è subordinata agli interessi, economici, estetici, turistici ma non ambientali. Unico cenno è quello alla Valutazione di impatto ambientale …e ci mancherebbe altro che non venisse sottoposto a valutazione un intervento pericoloso e delicato come quello della modifica della morfologia lagunare!

Tempi? Neanche a parlarne, come si fa a stabilire dei limiti temporali in assenza di un programma e di un progetto? Nel comma 4 leggiamo che entro sessanta giorni saranno stabiliti i termini e le attività connesse alla realizzazione degli interventi solo dopo sarebbe credibile una indicazione dei tempi, e solo se si sarà capaci di fare in sessanta giorni quello che non si è fatto in dieci anni. Analogamente risulta evidente l’infondatezza degli importi indicati al comma 5, non associati a progetti ma che paiono far riferimento a esigenze di bilancio.

Qualche ulteriore considerazione a margine. Che limiti sono posti alle navi che faranno in ingresso in laguna in direzione dei nuovi approdi di Marghera? Nessuno, oggi le navi a Venezia raggiungono già le 100-120.000 tonnellate di stazza ma in generale le più grandi arrivano ormai a oltre le 200.000. Cosa impedisce tra sessanta giorni di decidere di far tornare subito dopo le grandi da crociera che erano previste in numero ridotto e alle quali in passato si consentiva già di approdare a Marghera in alcuni casi come l’eventuale coincidenza con la festa del Redentore?

I puntini di sospensione con cui si chiude la bozza di decreto sono eloquenti, s’intende vendere la pelle dell’orso all’UNESCO prima di averlo catturato.

Il decreto che non c’è ultima modifica: 2021-07-18T16:00:04+02:00 da GIOVANNI LEONE

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