Viaggio in vagone letto

A due mesi dal voto che decreterà il successore di Merkel, nessun candidato cancelliere ha ancora avuto il coraggio di avanzare una proposta di rottura. È uno scontro giocato tutto in difesa che, anche per questo, potrebbe finire in maniera imprevista.
MATTEO ANGELI
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La corsa alla cancelleria non è un viaggio in vagone letto. Così Markus Söder, leader della Csu, partito “fratello” della più grande Cdu. Il governatore bavarese ha dato la sveglia ai compagni di partito e soprattutto, al candidato cancelliere Armin Laschet: se il 26 settembre l’Unione (l’alleanza tra Cdu e Csu) non arriverà chiaramente sopra il 30 per cento, c’è il rischio che si formi una “maggioranza a caso”. E che la Cdu-Csu venga relegata all’opposizione, dopo sedici anni al governo con Angela Merkel. 

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Gli sfidanti inciampano in un errore dopo l’altro. Gli ultimi in ordine di tempo: pare che la candidata ecologista Annalena Baerbock – già accusata di plagio per il suo nuovo libro Jetztabbia scritto questo saggio copiando pure dal suo collega e co-leader di partito, Robert Habeck. E poi, ancora, cinque giorni fa Baerbock ha chiesto scusa su Twitter per aver usato la parola neg*o in un’intervista che sarà pubblicata in agosto. 

Anche il candidato cristiano democratico, Armin Laschet, è in difficoltà. La foto di lui che ride mentre il presidente federale, Frank-Walter Steinmeier, parla in uno dei luoghi simbolo delle alluvioni che hanno provocato 170 morti, ha fatto molto arrabbiare i tedeschi. Nel sondaggio sul livello di gradimento dei candidati alla cancelleria, Laschet è passato dal primo all’ultimo posto. Ora è al 17 per cento (meno sei punti rispetto a settimana scorsa). Baerbock e il socialdemocratico Olaf Scholz sono rispettivamente al 19 e al 18 per cento (per entrambi, più due punti negli ultimi sette giorni). 

Lo scatto che riprende il candidato cancelliere della Cdu-Csu mentre ride durante il discorso di Frank-Walter Steinmeier

L’impatto sui partiti è invece meno percettibile. La Cdu/Csu è sempre in testa. Due sondaggi sono usciti mercoledì: Forsa dà i cristiano democratici in calo, al 26 per cento, mentre per Allensbach essi sono stabili al 30 per cento. Importante notare che entrambi i rilevamenti non attribuiscono nessun miglioramento significativo alla Spd di Olaf Scholz – ancora ferma al 15/16 per cento, nonostante Scholz abbia dato l’impressione migliore nella gestione della crisi legata al maltempo. Tra Laschet sghignazzante e Baerbock latitante, Scholz, che è vice-cancelliere e ministro delle finanze, ha promesso 400 milioni di aiuti immediati. 

Il punto è che nessuno ha il coraggio di proporre un vero cambiamento. Dopo sedici anni di Angela Merkel, i principali candidati cancelliere promettono tutti continuità, troppo preoccupati dai rischi legati a una proposta di rottura. Giocano sulla difensiva. Baerbock, ad esempio, ha smesso di parlare di divieto dei voli a corto raggio o dell’aumento del prezzo della benzina, per non spaventare l’elettorato moderato. La strategia di Scholz sembra essere solo quella di voler dimostrare che è lui la migliore copia di Merkel. E Laschet è sempre troppo vago, soprattutto su due temi fondamentali come il clima e la pandemia. 

Non c’è da stupirsi che il dibattito elettore rimanga ostaggio degli errori dell’una o dell’altra parte. L’unico che non ci sta a questo tentativo di “addormentare” il dibattito è il governatore bavarese Markus Söder. Lui sì fa davvero campagna, mettendo al centro contenuti e proposte. Ma in questo modo si scontra regolarmente con Laschet. 

Sulle tasse Laschet esclude eventuali abbassamenti, mentre per Söder ridurre il carico fiscale su piccole e medie imprese e artigianato è una “priorità assoluta”, perché “questa è una differenza sostanziale con il programma politico della sinistra”. 

Laschet insieme a Markus Söder, in occasione della presentazione del programma elettorale comune di Cdu e Csu, il 21 giugno

Ancora più importanti sono le differenze per quanto concerne la lotta al cambiamento climatico. In seguito alla catastrofe causata dalle recenti alluvioni, media e opinione pubblica s’attendono dalla Cdu-Csu proposte concrete per accelerare la riduzione delle emissioni di CO2. Söder si è sbilanciato e ha detto che la Germania dovrebbe anticipare al 2030 la data prevista per l’eliminazione delle centrali elettriche a carbone. 

Laschet, invece, s’è espresso per mantenere l’obiettivo attuale, di un addio al carbone entro il 2038. Nella Sommerinterview – l’“intervista dell’estate” della ZDF, un importante appuntamento televisivo – Laschet ha sostenuto:

La politica deve essere affidabile… Avevamo una commissione sul carbone, composta da scienziati e associazioni ambientaliste, che hanno proposto la data del 2038.

“Laschet mente o è male informato”, hanno reagito Greenpeace e BUND – ong tedesca impegnata nella protezione di natura e ambiente – facendo appello a un target più ambizioso. 

Il terzo grande divario è sulla gestione della pandemia. Sempre durante la Sommerinterview, Laschet è andato contro la linea ufficiale del governo, così come presentata del ministro alla cancelleria, Helge Braun, che, tra l’altro, è membro del suo stesso partito. Braun ha recentemente detto che, se la Germania dovesse essere colpita da una quarta ondata di Covid, certe attività potrebbero essere precluse ai non vaccinati, come andare al ristorante, al cinema o allo stadio. 

Laschet ha mostrato tutto il suo scetticismo riguardo un’eventuale differenziazione tra vaccinati e non, dicendosi piuttosto a favore del mantenimento del principio che mette sullo stesso piano chi ha fatto un test, chi è guarito dal virus e chi è vaccinato.

Di opinione diversa Söder, che ha affermato:

Dobbiamo andare più rapidi sui vaccini e, se non si vuole introdurre un obbligo vaccinale – e noi non lo vogliamo -, questo è possibile solo se mettiamo in chiaro che nel medio termine i test non saranno più gratuiti. Inoltre, dobbiamo garantire ai vaccinati la massima libertà, in modo che questo sia un incentivo a vaccinarsi.

Anche il candidato cancelliere della Spd Olaf Scholz ha proposto di rendere i test a pagamento, una volta che a tutta la popolazione sarà stata offerta la possibilità di vaccinarsi. 

Annalena Baerbock e Olaf Scholz non si sfidano solo per la cancelleria, ma anche per un mandato diretto nel collegio elettorale di Potsdam

Diversamente da Laschet la pensa anche Baerbock, la quale ha detto che, quando tutti avranno avuto la possibilità di accedere al vaccino, bisognerà parlare del fatto che in alcuni settori le persone vaccinate potranno continuare le loro attività liberamente mentre le altre no. 

Per i Verdi è il momento di parlare di contenuti. La Cdu-Csu infatti continua a non essere incisiva sul clima e questa è una grande occasione per gli ecologisti. Essi possono presentarsi come gli unici veri interpreti di un cambiamento che la popolazione percepisce sempre più come necessario. Tutto il partito è impegnato a tirare la corsa di Baerbock, con in particolare Robert Habeck, che avrebbe potuto essere candidato al suo posto, che spende la sua popolarità per far dimenticare gli scivoloni della collega di partito. Sarebbe stata probabilmente tutta un’altra campagna se a sfidarsi fossero stati lui e Markus Söder, come sembrava plausibile fino ad aprile. 

A due mesi dal voto, ogni scenario resta aperto. Laschet è sulla difensiva – deve fare in modo che la sua Cdu-Csu non scenda sotto il 30 per cento, mentre per gli altri due candidati – Baerbock e Scholz – è giunto il momento di attaccare. Allo stato attuale delle cose, ci sono quasi i numeri per fare una coalizione alternativa ai cristiano democratici, in alleanza con la Fdp. Ma uno tra Baerbock e Scholz deve avvicinarsi al candidato della Cdu-Csu. 

In maniera interessante, i due si sfidano anche per il mandato diretto al Bundestag. Si contenderanno il collegio elettorale 61, quello di Potsdam e dintorni. Qui quattro anni fa la Spd riuscì a conquistare l’unico mandato diretto nella ex Germania est. Comunque vada, i due non rischiano il loro posto in parlamento, perché blindati sulle liste regionali dei rispettivi partiti. Sarà ad ogni modo una sfida appassionante. Due candidati cancellieri che si contendono lo stesso collegio elettorale: è una prima volta nella storia delle elezioni tedesche. 

Viaggio in vagone letto ultima modifica: 2021-07-30T10:43:32+02:00 da MATTEO ANGELI

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