Medicina amara

La travagliata esistenza di Gianfranco e Anna, la società italiana negli anni del boom economico quando tutto sembrava possibile. “Lo studente di medicina”, un romanzo di Alessandro Carrera.
BARBARA MARENGO
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Parole amare accompagnano la vita di due fratelli, attraverso la densa scrittura di Alessandro Carrera, autore di Lo studente di medicina, romanzo in uscita per l’editore Passigli. Carrera, che insegna Cultura italiana comparata all’Università di Houston, descrive nel suo ultimo libro la travagliata esistenza di Gianfranco e Anna, circondati da una società italiana negli anni del boom economico, durante il quale tutto sembrava possibile. E sarebbe stato possibile per Gianfranco detto Franco un futuro importante, una laurea prestigiosa, una enorme soddisfazione per i genitori in spasmodica attesa di quel salto sociale tanto atteso, di quell’affermazione che anche laggiù, al paese lasciato per lavorare nella grande città, avrebbe reso lustro e prestigio alla famiglia.

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Scava, Carrera, scava puntigliosamente nella psiche di Franco e cerca di capire il perché di un abbandono subitaneo che mette in pericolo gli equilibri familiari; e Anna, che passa di delusione in delusione, amareggiata dalle sue esperienze di vita seppure cosi giovane, che lascia i genitori sempre insoddisfatti… Trama complessa e tutta da analizzare, quella de Lo studente di medicina, nella quale varie vite si intersecano. Ambienti diversi sono minuziosamente descritti, familiari e cittadini, intimi e pubblici, urbani e agresti-montani. In questo insieme così composito, Carrera descrive una Milano dove tutto sembra possibile e dove in un attimo le speranze della famiglia Miglioli si infrangono, senza una apparente ragione. 

Ma esiste questa ragione, questa decisione fatale di Gianfranco che diventa Franco quando tutto sembra normale, esiste questo fatale “clic” che scatta nella sua mente e fa precipitare gli eventi. Ed esiste veramente la malattia di Anna, che ricorda avvenimenti confusi, a volte irreali, che conducono il lettore attraverso passaggi complessi, coinvolgendo un altro studente di medicina, che non è Gianfranco detto Franco…

Colli piacentini

Oltre alla trama e ai personaggi che appaiono sulla scena come attori illuminati da spot improvvisi, Carrera pone grande cura nelle descrizioni dei differenti luoghi, ambienti cittadini della Milano anni Settanta, con interni domestici accuratamente spiegati, gesti antichi compiuti dalla madre e dal padre, amicizie cementate da anni, vicinato assalito da mille problemi. E la vita di campagna, laggiù al paese, dove generazioni di cugini aspettano l’arrivo dei “cittadini”, compatti nelle loro tradizioni. La dura città d’asfalto e le colline del Piacentino, la vita convulsa del traffico e i ritmi della campagna, alberi e prati, corsi d’acqua e natura.

Stati d’animo diversi e psicologie analizzate entrando nella mente e nella pancia dei protagonisti, padre, madre, figli, zii, nipoti, comparse di passaggio: con una cura che fa vivere gli stati d’animo in un susseguirsi di emozioni. 

Un segreto, un mistero, un evento inconfessabile, forse… Una morte, forse… Un altro studente di medicina che segue le orme sbagliate di Gianfranco, un imbroglio e un’indagine.

Tutto si coagula nei ricordi di Anna, che crede di star male ma così male da morire, e invece riesce a ripercorrere un cammino inverso, con il paese di famiglia alla fine del percorso, e a ritrovare chi… forse?

Un percorso attraverso “un bosco di notte”, in un vortice di attese disattese, di delusioni e di rimpianti, di scelte estreme che spezzano molte vite. 

Lo studente di medicina va letto con cura, analizzando un linguaggio complesso e intenso, con una scelta delle parole estremamente raffinata.

Biografia di Alessandro Carrera raccontata da lui stesso

Medicina amara ultima modifica: 2021-08-04T17:25:51+02:00 da BARBARA MARENGO

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