Corsa contro il tempo

Per contrastare l’ormai tumultuosa dinamica della crisi ambientale ciascuno di noi può agire. Ed è quello che nel suo piccolo farà Agis Emmanouil: marciare, per 2.421 chilometri facendo affidamento esclusivamente sul proprio corpo.
GIOVANNI LEONE
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Termini come transizione energetica o sostenibilità sono diventate espressioni correnti, ab-usate, fino a privarle di senso. Passi avanti sono stati fatti con i tanti accordi internazionali sul clima presi nelle varie sedute delle COP (conference of parties). I capisaldi sono stati l’accordo di Rio (1992-COP 1) e quello di Kyoto (1997-COP 3), poi lo storico accordo di Parigi (2015-COP 21) e quello di Bonn (2017 COP 23). 

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Il 1° novembre si apre a Glasgow la COP 26 organizzata dalla Gran Bretagna in collaborazione con l’Italia. La progressiva accelerazione delle conseguenze dei cambiamenti climatici impone un cambio nel passo di marcia. Ed è quello che nel suo piccolo farà Agis Emmanouil: marciare, per 2.421 chilometri facendo affidamento esclusivamente sul proprio corpo, fonte elementare di energia rinnovabile, per sottolineare la necessità di fare affidamento sulle proprie forze insieme all’inadeguatezza della politica ad affrontare il tema con la necessaria determinazione.

C’è urgenza di agire subito per il cambiamento, senza indugi, individualmente e collettivamente. Urge un cambiamento della forma mentis, che è avviato ma è ancora troppo lento, dobbiamo dargli impulso, ciascuno nel proprio piccolo e tutti insieme, rivedendo le abitudini quotidiane anche minime di ciascuno di noi. Riduciamo l’uso delle macchine, di ogni macchina, dall’automobile all’elettrodomestico, utilizziamole per aiutarci a fare quel che il corpo umano non riesce a fare invece di usarle per soddisfare indolenza e pigrizia. Il cambiamento non può essere rimandato perché abbiamo accelerato il corso del tempo, domani è già oggi e rischia di diventare ieri, non dobbiamo perdere un minuto di più e tutto ciò non servirà a smettere di far peggiorare le cose e tantomeno a migliorarle ma almeno contribuirà a rallentare il peggioramento perché l’abbrivio della deriva che abbiamo provocato al pianeta richiederà tempo per smettere di far danno, per migliorare le cose poi ci vorranno secoli e forse millenni. Questo non sembriamo averlo ancora capito e continuiamo a parlare di palliativi e di misure inadeguate a un paziente moribondo.

Corsa contro il tempo ultima modifica: 2021-08-10T16:27:42+02:00 da GIOVANNI LEONE
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