Va in scena il clima

Conversazione con Maggie Rose, studiosa di Shakespeare, che ha lanciato una serie di undici seminari on-line, intitolata “Play your part”, per arrivare alla produzione di testi teatrali sul cambiamento climatico da parte dei partecipanti.
CRISTINA VALENTINI
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Può il teatro contribuire a risvegliare le coscienze e diffondere la consapevolezza sulle emergenze climatiche? Diversi drammaturghi, attori e studiosi di teatro ne sono convinti e stanno esplorando questa forma d’arte per far riflettere la gente e invitarla ad agire. Per ora il “Climate change theatre” rimane una tendenza di nicchia, ma le repliche on-line possono fare la differenza nell’avvicinare un pubblico sempre più vasto.

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Di recente abbiamo parlato di questo con Maggie Rose, studiosa di Shakespeare, drammaturga, co-fondatrice dell’English Theatre Milan e docente di Letteratura inglese all’università degli Studi di Milano, che, tra aprile e maggio di quest’anno, ha lanciato una serie di undici seminari on-line, intitolata Play your part, per arrivare alla produzione di testi teatrali sul cambiamento climatico da parte dei partecipanti.

Maggie Rose

Quanto hai sentito parlare per la prima volta di “Climate Change Theatre”?
Personalmente l’ho scoperto abbastanza tardi, nel 2018, al Festival teatrale Fringe di Edimburgo. Si tratta di un teatro che pratica la sostenibilità e la tematizza con testi originali o attraverso la riscrittura di miti che hanno a che fare con l’ambiente. L’originalità non sta dunque solo nel testo in sé, ma nella modalità di messa in scena e di coinvolgimento del pubblico. Ad Edimburgo ho assistito a spettacoli per massimo venti persone, seguiti sempre da un dibattito, in cui attori e spettatori entravano in contatto per scambiarsi idee e sensazioni”.

Rose ha dunque tentato di portare in Italia questo tipo di esperienza.
Con l’Associazione PER Venezia Consapevole, di cui faccio parte da anni e con cui ho realizzato due spettacoli teatrali con il coinvolgimento di cittadini e attori amatoriali, Veniceland e Il Mercato di Venezia, abbiamo lanciato, a maggio 2019, un laboratorio scientifico-teatrale chiamato “Climateatro – La tragedia del tempo scaduto”. Purtroppo, e lo dico non senza rammarico, non abbiamo avuto successo: non siamo riusciti ad attrarre persone disposte a cimentarsi con il tema, malgrado la discreta diffusione su stampa e social”.

Perché?
La realtà è che si tratta di un argomento molto difficile ed è tutto da capire se il teatro è lo strumento che riesce al momento a coinvolgere di più. Soprattutto adesso, poi, con la pandemia, è ancora più arduo: la gente dice ‘basta col caricarci anche con questo problema’. Non è un discorso facile da mettere in scena e non solo in Italia. Il teatro potrebbe far leva, ma le persone vogliono distrarsi, trovare sollievo dalle angosce e dai problemi causati dal Covid”.

Pur con questi dubbi, Rose non ha mollato ed è arrivata a costruire, con l’English Theatre Milan, i seminari “Play your part”.
Vedremo quali saranno i risultati. Per me è molto importante provarci, però, perché uno degli scopi della Terza Missione delle università è la ricerca, quindi la sperimentazione e la proposta di cose nuove, che spesso purtroppo anche i teatri piccoli non fanno più, o sempre meno, in Italia. A ottobre si avranno le repliche dei testi e sarà importante capire le reazioni del pubblico. Sono stati realizzati testi misti in italiano e inglese perché regista e attori saranno bilingue e perché sono pensati per la disseminazione via zoom, in modo da non limitare l’output solo all’Italia.
Io spero davvero che l’andare on-line aiuti la diffusione di questo tipo di teatro e dei messaggi che porta, non tanto per spaventare le presone, ma renderle più consapevoli, per coinvolgerle, per far passare il messaggio che ognuno deve e può cercare di fare la sua piccola parte.

Quali sono gli esempi più riusciti di Climate Change Theatre finora?
A livello mondiale direi che il progetto più importante è quello della “Climate Change Theatre Action”. Fondata nel 2015 da Elaine Ávila, Chantal Bilodeau, Roberta Levitow e Caridad Svich, allo scopo di presentare ogni due anni, in concomitanza con le conferenze sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, una serie di letture e brevi spettacoli teatrali sulle emergenze del Pianeta, si propone di creare una nuova visione per il futuro e ispirare le persone ad agire per affrontare le complessità dei cambiamenti in atto.

Ogni anno vengono scritti testi sul cambiamento climatico di autori selezionati da un comitato e messi poi a disposizione di gruppi teatrali che possono scegliere di metterli in scena nella lingua e nella modalità che preferiscono, registrarli e trasmetterli on-line.

Una possibile risorsa anche per compagnie teatrali, drammaturghi o registi italiani, ma anche per laboratori didattici: CLIMATE CHANGE THEATRE ACTION

Va in scena il clima ultima modifica: 2021-08-10T19:44:21+02:00 da CRISTINA VALENTINI
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