Ci attende un campionato davvero bellissimo

ROBERTO BERTONI
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Dopo aver trascorso circa un decennio a magnificare gli altri campionati, demonizzando la nostra Serie A al di là dei suoi effettivi demeriti, ora che i ragazzi di Mancini ci hanno condotto sul tetto d’Europa, ci siamo forse resi conto che il made in Italy non è poi così scadente. Basti pensare alla nuova Juve targata Massimiliano Allegri, che avrà uno zoccolo duro azzurro come non le accadeva dal 2006, anno della vittoriosa spedizione in terra tedesca. Bonucci e Chiellini in difesa, Locatelli e Bernardeschi a centrocampo, Chiesa in attacco e già si susseguono le voci su un possibile dominio bianconero, considerando che l’impianto è stato rinforzato non solo dal ritorno di Allegri in panchina ma anche dall’innesto del giovane ma, a quanto pare, già fortissimo Kaio Jorge in attacco.

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Certo, non abbiamo assistito alle campagne acquisti faraoniche dei tempi d’oro, ma chi se le è potute permettere, PSG e City a parte, nella stagione del Covid e dei bilanci in profondo rosso? Quanto alle milanesi, va detto che l’Inter è stata sicuramente indebolita dagli addii di Hakimi e Lukaku ma il telaio rimane comunque solido e Simone Inzaghi è un tecnico di tutto rispetto. I nerazzurri non partono favoriti ma nemmeno sconfitti in partenza: daranno filo da torcere alla Juve e saranno comunque una mina vagante, a meno che le fibrillazioni societarie, la scarsa competenza calcistica della famiglia Suning e un certo clima di smobilitazione, che potrebbe coinvolgere anche un dirigente di lunga esperienza come Marotta, non finiscano col condizionare in maniera decisiva l’annata nerazzurra.

Sul versante rossonero, invece, perso Donnarumma, è arrivato un buon portiere come il francese Maignan e un centravanti di tutto rispetto come Giroud. Oltretutto, Pioli è un signor allenatore, la società almeno in questo caso sembra esserci, Maldini costituisce una garanzia e non è detto che i rossoneri non possano essere una delle sorprese del campionato, come del resto è già accaduto l’anno scorso quando sono arrivati secondi. 

Atalanta, Roma e Lazio si disputeranno l’ultimo posto utile per entrare in Champions. La banda Gasp ha dalla sua l’esperienza e il rodaggio, ma va anche detto che Gasperini è un martello e potrebbe aver già chiesto e ottenuto tutto dai suoi giocatori. Non è dunque da escludere una stagione meno rutilante rispetto alle precedenti, anche se l’innesto di Demiral nel pacchetto difensivo offre ampie garanzie circa la tenuta dell’impianto di gioco, al pari della presenza del portiere Musso, neo-vincitore della Coppa America con l’Argentina. 

Roma e Lazio, dal canto loro, dovranno fare i conti con le novità rappresentate dai rispettivi tecnici. Di Mou sappiamo tutto, ne conosciamo pregi e difetti, vita, opere, omissioni e anche qualche miracolo. L’orso del Valdarno, invece, è un personaggio singolare che ha ottenuto risultati eccezionali in provincia e sulle panchine di Napoli e Chelsea, ha oggettivamente deluso alla Juve in un ambiente che gli è sempre stato ostile, e adesso ha l’occasione per rilanciarsi alla grande, potendo esibire il suo gioco spettacolare senza l’assillo di dover per forza alzare almeno un trofeo a fine stagione.

Una notevole incognita è rappresentata, poi, dal Napoli di Spalletti, tecnico dalle molte virtù e dotato di sette vite come i gatti ma anche dal carattere ostico e tutt’altro che paterno nei confronti dei giocatori. Bisognerà capire se fra lui e De Laurentiis scoccherà la scintilla o se l’avventura dello sceriffo di Certaldo si concluderà come quelle dei suoi predecessori, ossia con reciproche incomprensioni e accuse a tutto campo che di sicuro non aiutano né a vincere né a costruire un clima adatto a programmare il futuro. Per quanto concerne la classe media, Sampdoria, Fiorentina, Bologna, Verona e Sassuolo si apprestano a disputare un campionato di galleggiamento, anche se non è da escludere che alcune di queste compagini possano togliersi notevoli soddisfazioni, a cominciare dai neroverdi che tanti talenti hanno sfornato e condotto a maturazione in questi anni.

Per la salvezza, Udinese, Cagliari e Torino sono abbastanza attrezzate ed esperte della categoria, anche se sui granata gravano le incognite costituite dalla gestione tutt’altro che positiva del presidente Cairo, la cui campagna acquisti non si è ancora capito quando cominci e cosa preveda, mettendo in difficoltà persino un timoniere abituato a navigare in tutti i mari come Jurić. Empoli, Salernitana, Spezia e Venezia, infine, dovranno metterci il cuore e affidarsi a un pizzico di fortuna, altrimenti, senza voler augurare niente di male a nessuno, saranno fra le principali candidate a un ritorno nella cadetteria. 

Ci attende un campionato combattuto, intenso e piacevole come non lo si vedeva da tempo. Sarà lungo ed emozionante e, oltretutto, adesso il mondo ci guarda, e qualche fuoriclasse che ancora gioca all’estero potrebbe persino lasciarsi tentare dal venire a vivere un’avventura in Italia. Non siamo più la Mecca del calcio, ma intanto la coppa più ambita di quest’estate l’abbiamo alzata noi. Non è poco. Andiamo a cominciare!

Ci attende un campionato davvero bellissimo ultima modifica: 2021-08-20T18:11:37+02:00 da ROBERTO BERTONI

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