Iran fa i conti con un vicino imprevedibile e pericoloso

Teheran alle prese con una situazione sempre più complessa in Afghanistan, dove è presente una comunità sciita, gli hazara, sott’attacco, con un peso anche nella società iraniana, dove vivono 3,5 milioni di profughi afghani.
TOMMASO BRAIT
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Nella storia recente dei rapporti bilaterali tra Iran e Afghanistan, i talebani hanno sempre avuto, nell’opinione pubblica iraniana, una reputazione estremamente negativa. Infatti, anche i recenti colloqui tra i diplomatici iraniani e i talebani sono stati accolti molto sfavorevolmente dalla popolazione, nella quale la componente dei 3,5 milioni di profughi afghani si è fatta sentire a gran voce.

Al fine di non compromettere i colloqui in corso, le autorità iraniane stanno cercando di raffreddare le critiche dei media iraniani sui talebani, che sono ampiamente disprezzati in Iran anche per la loro campagna genocida contro gli Hazara afghani, per lo più sciiti, messa in atto durante la loro prima ascesa al governo dalla metà degli anni Novanta al 2001.

I talebani sono consapevoli del sentimento negativo nei loro confronti da parte dell’opinione pubblica iraniana: non a caso l’anno scorso, in un tentativo di “appeasement” dell’Iran, hanno dato grande risonanza alla nomina di un sacerdote sciita della comunità hazara come governatore di un distretto nel nord dell’Afghanistan. 

Inoltre, hanno regolarmente condannato gli attacchi alle moschee e ai distretti sciiti dell’Afghanistan, incolpando il ramo locale dello Stato Islamico dell’Iraq e di al-Sham (ISIS), che è ostile sia all’Iran sia ai Talebani. 

Recentemente, si sono anche dichiarati estranei all’orribile attacco terrorista a una scuola femminile in un quartiere a maggioranza sciita di Kabul occidentale avvenuto l’8 maggio 2021

Il gruppo ha anche permesso agli sciiti di commemorare l’Ashura, una festa sacra, a Mazar-i-Sharaf.

Il leader talebano Zabihullah Mujahid intervistato da Al Jazeera

Molti pensatori dell’establishment iraniano sono però scettici su questo nuovo corso progressista talebano. Viene sottolineato come tali gesti e manovre concilianti dei talebani non siano altro che stratagemmi per convincere gli afghani che sono cambiati, cercando di rassicurare le nazioni occidentali partner del caduto governo di Kabul.

È opinione diffusa, peraltro non solo all’interno dell’Iran, che una volta che il personale occidentale avrà completato l’evacuazione e i riflettori su Kabul si saranno spenti la vera anima radicale e repressiva dei talebani torni a manifestarsi in tutta la sua ferocia.

Sembra che all’interno dell’Iran stia nascendo un forte dibattito per determinare la corretta strategia nel nuovo scenario afghano. Molti respingono l’idea di un cambiamento dei talebani: non si deve trascurare come, in questo particolare momento di transizione, i talebani abbiano molti incentivi a comportarsi al meglio e a non rischiare di alienarsi la Repubblica Islamica. 

I nuovi talebani non hanno certo dimenticato come il sostegno di Teheran all’Alleanza del Nord delle forze anti-talebane e l’appoggio discreto all’invasione NATO guidata dagli Stati Uniti nel 2001 abbia giocato un ruolo chiave nel rovesciamento dei talebani, e i leader del gruppo sanno come un Iran nemico possa essere a loro fatale.

Inoltre, un conflitto con l’Iran è anche negativo per gli affari. L’Iran e l’Afghanistan condividono un confine di novecento chilometri che include diverse lucrative rotte commerciali, importanti punti di transito per il traffico di oppio, una risorsa da cui i talebani dipendono per finanziarsi.

La protesta di migliaia di hazara “dimenticati” da anni in Indonesia

Per l’Iran invece, i benefici delle buone relazioni con i nuovi talebani sembrano essere meno scontati.

Forse Teheran potrebbe considerare positivamente una teocrazia autocratica che sorveglia l’Afghanistan piuttosto che una democrazia disordinata vicina a Washington. Inoltre, la necessità di proteggere la minoranza sciita degli Hazara porta a vedere di buon occhio un regime Talebano attento alle istanze di Teheran.

Naturalmente l’Iran ha sempre avuto ottimi contatti e un’influenza significativa con i precedenti governi di Kabul, sia quello di Hamid Karzai che quello di Ashraf Ghani. Lo status emergente dell’Iran come interlocutore di tutti gli attori interni all’Afghanistan ha fatto guadagnare alla Repubblica Islamica una certa influenza diplomatica, riconosciutale anche da parte dell’India, che cerca una sponda a Teheran per aprire un canale con i talebani.

Un gruppo di hazara in Pakistan

Tuttavia, anche una versione più gentile e pacifica dei talebani pone all’Iran molti più rischi che potenziali vantaggi. Centinaia di migliaia di afghani, temendo la dura interpretazione fondamentalista dell’Islam dei talebani, si stanno già dirigendo verso l’Iran per fuggire dal loro paese, anche solo per trovare una vita migliore per le loro donne.

Per i funzionari iraniani sembra chiaro che l’attuale natura dei talebani non sia diversa da quella dei talebani degli anni Novanta. Tuttavia, i talebani hanno acquisito negli ultimi due decenni un’esperienza che ha razionalizzato il loro comportamento, rendendoli più prudenti a ripetere le tragedie e i crimini del passato.

L’Iran è in qualche modo costretto a non inimicarsi i talebani e trasformarli inutilmente in una minaccia, anche se non si fida di loro: in questo contesto cercherà di trovare un percorso comune con Cina e Russia per non esporsi inutilmente e non mettere in pericolo i propri interessi di stabilità e sicurezza.

Nell’immagine di copertina la calca degli afghani all’aeroporto di Kabul

Iran fa i conti con un vicino imprevedibile e pericoloso ultima modifica: 2021-08-21T20:11:28+02:00 da TOMMASO BRAIT

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