Aquila Omnia. Operazione umanitaria esemplare

Anche questa mattina è atterrato, all'aeroporto di Roma Fiumicino, un KC-767A dell'Aeronautica militare italiana, con a bordo 211 passeggeri - undici di questi, bambini con meno di tre anni - provenienti dall’Afghanistan.
TOMMASO BRAIT
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A una settimana esatta dall’inizio dell’operazione Aquila Omnia, anche questa mattina è atterrato, all’aeroporto di Roma Fiumicino, un KC-767A dell’Aeronautica militare italiana, con a bordo 211 passeggeri – undici di questi, bambini con meno di tre anni – provenienti dall’Afghanistan.

I passeggeri, dopo aver espletato i controlli sanitari di rito, effettueranno una quarantena di quattrodici giorni per ragioni sanitarie: i cittadini afghani verranno poi ospitati presso il centro logistico militare di Roccaraso che li accoglierà per tutto il periodo necessario.

Il ponte aereo, pianificato e diretto dal Comando operativo di vertice interforze (Covi), coordinato dal Generale Luciano Portolano, si è reso necessario per evacuare, in seguito alla repentina caduta di Kabul, il personale italiano presente in Afghanistan insieme ai collaboratori locali delle nostre organizzazioni governative e le loro famiglie. Al momento sono impegnati in questa operazione un totale di 1500 uomini delle forze armate, principalmente dell’aeronautica militare, ma non mancano altri corpi come i Carabinieri con gli operatori paracadutisti del Primo Reggimento Tuscania, che garantiscono la sicurezza delle operazioni durante il transito dei nostri aeromobili all’aeroporto di Kabul. Ci sono anche gli uomini dell’AISE che garantiscono il preventivo monitoraggio delle minacce in uno scenario operativo estremamente fluido.

L’Aeronautica militare sta utilizzando per il ponte aereo sette aeromobili: 3 KC 767-A (200 posti passeggeri) e quattro C130J (capienza massima fino a 128 passeggeri), dei quali due a fusoliera allungata. 

Dopo il primo volo diretto dall’Italia, effettuato da un KC 767-A, in seguito alle valutazioni di rito del teatro di operazioni, sono stati attivati per il ponte aereo i quattro C130 schierati presso il dislocamento Italiano dell’Aeronautica militare in Kuwait, comandato dal Colonnello Vivolo, nella base Ali Al Salem vicino a Kuwait City.

Dal distaccamento dell’aeronautica militare (Italian National Contingent Command Air) ogni giorno vengono effettuati due voli verso la capitale e vengono caricati fino a un massimo di 128 passeggeri per volo e dopo un transito di circa trenta minuti i voli rientrano in Kuwait.  

La durata del transito degli aeromobili dell’AMI a Kabul è cosi breve per non compromettere le esigenze di sicurezza del personale e dei mezzi. Inoltre, in questi giorni, a causa degli altri ponti aerei organizzati dai nostri alleati, i posti sulle piazzole dell’aeroporto di Kabul sono molto limitati e bisogna cercare di liberarli al più presto. 

Una volta atterrati alla Base Ali Al Salem, i civili vengono fatti transitare sui più capienti KC 767-A i quali, avendo a disposizione fino a duecento posti a sedere – in realtà i passeggeri totali possono essere anche di più, visto che molti sono bambini sotto i 36 mesi e possono sedere in braccio ai genitori – possono prendere tutti i passeggeri arrivati con i due voli effettuati dai C130J rientrati dall’Afghanistan.

Il ministro della Difesa Guerini ha recentemente dichiarato:

Giorni senza sosta per le Forze Armate che stanno garantendo un’importante operazione umanitaria. Un lavoro di squadra grazie alla collaborazione di ministero della Difesa, Esteri, Interni e servizi di informazione.

È evidente come questa complessa operazione di rimpatrio, a causa delle problematiche legate alla sicurezza alla logistica, stanno mettendo forte pressione le strutture delle forze armate dedicate a questa missione, principalmente dall’aeronautica militare, costrette a operare in un delicatissimo contesto operativo con un preavviso minimo. 

Aquila Omnia. Operazione umanitaria esemplare ultima modifica: 2021-08-22T19:19:55+02:00 da TOMMASO BRAIT

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1 commento

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Renato Lotato 22 Agosto 2021 a 23:18

Le nostre forze armate ci fanno molto spesso emozionare! Che bello il messaggio della ragazzina afgana.

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