Sogni – o incubi? – d’un’estate veneziana

MARCO ZANETTI
Condividi
PDF

I sogni – o gli incubi – di questa estate veneziana son parecchi e confusi, manca solo all’orizzonte l’entrata in scena di un folletto pasticcione o risolutore. Nottata per nottata, parecchie questioncelle si sono accumulate senza trovare poi nemmeno un tentativo di risoluzione alla luce del sole. La politica veneziana sembra anzi un po’ sfuggente al riguardo, del tipo con coraggio o democratico o altro che essa sia. L’immagine più forte nella memoria, perché più singolare, è quella di un’alta dirigente della pubblica amministrazione sbattuta sulle cronache perché titolare di un modesto alloggio di servizio, invece che di quello più prestigioso che le spetterebbe per la carica ricoperta. La stessa risulta pure (risulta prima alla stampa che a lei medesima) destinataria di un’inchiesta interna per aver disposto dei pagamenti a imprese del sistema MoSE: non perché quei pagamenti non fossero giustificati dai lavori effettuati ma perché le imprese non si dovevano pagare in quanto ricomprese in procedure fallimentari.

Certo, quelle procedure son cose complicate, tant’è che il preposto commissario s’è visto rimandato a settembre dal preposto tribunale, perché tutto quanto aveva impostato non andava bene. Sempre questo commissario se la deve pure vedere con la collega commissaria alla realizzazione del famigerato MoSE e noi poveri cittadini ci troviamo ad assistere al solito balletto delle cifre e delle date (variabili sempre verso l’alto e verso più lontano). Un terzo incomodo sarebbe però la prima citata dirigente che rappresenta la committenza (il già Magistrato alle Acque soppresso – solo nel nome – da un passato premier ora passato allo studio del rinascimento della penisola arabica): toccherebbe infatti a lei rappresentare l’esigenza che quelle barriere mobili possano funzionare normalmente e che pure siano realizzate le opere di compensazione ambientale pattuite con la Commissione Europea per mettere una pietra sopra una procedura di infrazione ben meritata dal governo che aveva dato il via alla realizzazione del MoSE, malgrado il relativo progetto non avesse passato la via (nel senso di procedura di valutazione ambientale).

Queste ultime opere stan però nelle nebbie, tipiche del resto dell’ambiente lagunare, e la parola “normalmente” associata alla parola “funzionare” costituisce normalmente una locuzione impegnativa dalle nostre parti, tant’è che ancora non si è piantato chiodo per l’impianto in grado di assicurare la normale manutenzione delle paratoie: sebbene sia stato fatto in questi anni un bel passo avanti con il cestinare l’assurdo progetto di realizzare un apposito impianto industriale tra i bacini di carenaggio in Arsenale nord (progetto fortissimamente voluto, forse anche a loro insaputa, da sindaco e presidente della regione).

Spiaggia degli Alberoni, Lido di Venezia

Sembra però che, oltre alla trascurata periodica riverniciatura delle paratoie, manchi proprio un completo programma di manutenzione del MoSE: una macchina molto complessa di cui vanno pure studiati gli effetti sulle morfologie lagunari, evitando le improvvisazioni d’uso che pure si son viste nelle prime fasi di funzionamento. Ma, normalmente, prima ancora della manutenzione sarebbe da preoccuparsi dell’ultimazione, ancora di là da venire se, per esempio, le paratoie oggi funzionano solo grazie a un provvidenziale sistema di comunicazione allestito e gestito in via straordinaria dall’Esercito!

Per il MoSE “funzionare” significherebbe anche precisare a che quota di marea prevista dovrebbe entrare in funzione: a cm 110 o 130? Ma questo, si sa, riguarda anche il funzionamento del porto che sta dentro alla laguna, il quale sta lì con il suo piano regolatore disegnato con le matite colorate negli anni Sessanta del secolo scorso quando le navi da crociera – come l’Andrea Doria – erano piccoline e facevano altre rotte e i container neppure c’erano.

Comunque, come recita l’adagio dum Venetiae consulitur, Palatium Chigii expugnatur: se noi qui discutiamo, a Roma qualcuno provvede. Ecco dunque le disposizioni per vietare SanMarco alle grandi navi e per provvedere a nuovi ormeggi “temporanei” per grandi navi da crociera a Porto Marghera con decine di milioni di euro pronti da spendere.

Tiepida tuttavia la reazione di alcune compagnie crocieristiche: chi imbarca in Stazione marittima i crocieristi su autobus per trasferirli alla banchina di Monfalcone, chi assicura il tour a Venezia con l’imbarco alla Banchina Ravenna (cioè al porto di Ravenna), chi pensa semplicemente a Trieste. Palazzo Chigi e il Parlamento fan comunque il loro lavoro, ci mancherebbe! Tant’è che un anno fa è stata approvata la costituzione di una Autorità della Laguna, giusto per far ordine nel sistema delle competenze e per gestire bene MoSE e Laguna, peccato che da allora ne sia mancata l’attuazione, ma ci ha pensato in questi giorni agostani un ministro della repubblica assicurando che a settembre svelerà la sua riforma della riforma e anticipando che essa comprenderà la ricostituzione del Magistrato alle Acque: dal rinascimento arabico al rinascimento della magistratura veneziana!

Già del resto una di queste sembra essersi ridestata ed è un buon segnale: dopo che ci si è accorti che il MoSE non preservava la Basilica di San Marco dalle minori e più frequenti alte maree, dopo che si era studiato e progettato un sistema locale di difesa (a integrazione del sistema MoSE quando questo, per sua missione, non sarebbe entrato in azione), dopo che la commissaria per il MoSE aveva fatto perdere mesi preziosi per supposte migliorie estetiche, finalmente la Provveditoria di San Marco ha alzato la voce e ora sembra – sembra – che tutto vada in esecuzione.

Sembrerebbe quest’ultimo un successo della antecitata dirigente se non che per essa sembra giunta la sospensione dal servizio, pochi mesi prima della pensione, e già sopraggiunta la nomina del successore. Ma ne vedremo ancora delle belle: su consulenze, progetti e anche sul cosiddetto Piano Morfologico della Laguna, in aggiornamento da anni e anni (e dato per approvato in una di queste nottate estive), e chissà che altro ancora!

Immagine di copertina: navi al largo in attesa di entrare in laguna, fotografate dal Lido di Venezia, Alberoni

Sogni – o incubi? – d’un’estate veneziana ultima modifica: 2021-08-25T18:07:09+02:00 da MARCO ZANETTI

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

2 commenti

Avatar
enzo 31 Agosto 2021 a 14:28

Complimenti Marco !

Reply
Avatar
Giovanni Sandru 31 Agosto 2021 a 17:50

Bravo Marco, grazie per il Tuo impegno!
Credo che la defenestrazione della Dirigente del Provveditorato sia da condannare nel merito e pet il metodo calunnioso usato. Dense nubi grigie incombono sul cielo Veneziano nell’indifferenza politica di Comune e Regione. Giochi di potere Romano? Carriere e nomine che devono decollare?
Le prime risposte le vedremo con le nomine della Nuova Autorità per la Laguna.

Reply

Lascia un commento