Il Filo di legno

Un manifesto per un’azione che trova nel legno e nella sua esistenza una ragione della vita. “Non siamo un partito e non cerchiamo consensi, ma adesioni a un discorso culturale collegato al legno, al sostegno e alla difesa delle attività che si sviluppano sul legno e alle sue straordinarie valenze e simbologie”.
I PROMOTORI DEL MANIFESTO
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Considero il legno un orologio del tempo: ho imparato il senso delle stagioni guardando le piante, ho misurato la mia forza e il mio coraggio arrampicandomi fino alla punta degli alberi. Mangiando, ho cominciato a notare la differenza di farlo su un tavolo di abete, uno di ciliegio, di noce o di rovere. Ho imparato così la varietà dei caratteri seguendo le vene della tavola, toccando i suoi nodi. Ho conosciuto il bosco e ne ho ascoltato i suggerimenti.

Il mio amico, Paolo, un tempo grande cercatore di funghi, parlava con gli gnomi e lasciava loro bottiglie di vino riponendole nelle cavità degli alberi. Ho conosciuto Venezia e ho imparato che la bellezza è un volto e che la città parla con i suoi abitanti e vive di loro. Venezia mi ha riportato al bosco su una barca e mi ha fatto sentire lo stormire degli alberi con il cadenzare dei rematori.

Ora guardo all’albero come se mi guardassi allo specchio e penso alla ciclicità biologica in modo lineare, come un semplice andare. Io non ci lavoro con l’albero, vivo della sua esistenza. La cupidigia di chi limita il senso dell’albero ad una funzione commerciale, scatena ”Guerre interne”, come scrive lo scrittore peruviano Joseph Zárate; si bruciano foreste e allora, pensando all’albero, desidero separarmi dalla sostanziale indifferenza che gli riservano gli umani. Guardo e tocco un albero tutte le volte che posso e credo che sia il mio orologio biologico a stimolare i gesti forse per la sua testardaggine a voler continuare con il suo tic-tac insistente. E allora capisco di essere fortunato perché mi ritrovo istintivamente con uno dei modi semplici per rimanere collegato con la vita.

Abbiamo creato Il Filo di Legno appunto per rendere visibile questo esile filo e con diversità che a volte sono anche conflittuali, ma segno di ragioni serie per impegnarsi in un’azione che trova nel legno e nella sua esistenza una ragione della vita. Non siamo un partito e non cerchiamo consensi, ma adesioni a un discorso culturale collegato al legno, al sostegno e alla difesa delle attività che si sviluppano sul legno e alle sue straordinarie valenze e simbologie.

Penso ottimisticamente che l’albero si salverà perché fa respirare ed è bene che me lo ricordi la caducità del ponte su cui attraverso il canale, la sedia e il tavolo che vivono nella mia giornata, il bastone cui mi appoggio camminando nel bosco.

Perché è nato il gruppo di iniziativa Il Filo di Legno? Perché abbiamo deciso di occuparci del legno? Perché siamo interessati alla sua esistenza? Perché vogliamo essere protagonisti e attori di questa impresa che ci accomuna nel legno? Del gruppo fanno parte persone che non hanno competenze tecniche, né professionali e danno all’iniziativa un contributo di carattere narrativo con la retorica. E vogliono entrare in quella dimensione delle competenze che purtroppo si configurano spesso in modo conflittuale per credersi alternative o per esserlo realmente in virtù di comportamenti che è necessario rivedere in un contesto più ampio di quello del mercato. 

Crediamo che il bosco non sarà salvato dal boscaiolo o dal cercatore di funghi o dal freddoloso che si riscalda con la legna, ma neppure l’artigiano del cantiere riuscirà a salvare il legno o l’architetto o gli Stradivari, gli Amati e liutai; e non salveranno il legno nemmeno le industrie e tutti coloro che lucrano sul legno. Il legno continuerà a esistere se chi lo usa è cosciente che viene dal bosco e dalla sua salute.

Siamo tutti membri di un gruppo di buona volontà e di teste pensanti che hanno variamente interesse per il legno, per l’albero e per il bosco. E per Venezia che dà un fondamento visibile e corposo all’iniziativa.  

Abbiamo scritto il “Manifesto” che sottoponiamo alla vostra attenzione.

[Franco Avicolli]

Le foreste precedono i popoli,
i deserti li seguono
[François-René de Chateubriand]

Il Filo di LegnoIniziativa, Progetto, Scuola

Il Filo di Legno è un’Iniziativa per costruire un’ampia e cosciente visibilità del sistema di relazioni in cui si definiscono le abilità, le competenze, le finalità, le tecniche e il contesto storico-culturale del legno. Insieme, è materia, utilità, identità, comportamento, simbologia e ritualità, categorie che variamente riconducono alla ciclicità biologica. 

L’iniziativa considera il legno valore in sé essendo consapevole della possibilità tecnologica di realizzare sinteticamente ciò che è fatto di tale materia. Rileva tuttavia che l’attivazione di procedimenti artificiali svilisce il valore biologico del legno/albero con effetti perniciosi sul territorio e sul suo imprescindibile ruolo vitale. 

Le molteplici valenze che si articolano tra il ruolo naturale del legno, dell’albero e del bosco e le funzioni indotte costituite dalle molteplici attività che si realizzano con e sul legno, corrispondono a un ampio ventaglio di interessi da ricomporre in una filiera virtuosa indirizzata a risolvere la contrapposizione tra ambiente e produzione. Il Gruppo di Iniziativa intende operare per riportare i segmenti ad un unico “Filo del legno” evidenziando modularità e interdipendenze tra la natura del legno e l’indotto con il concorso corale delle professionalità, dei mestieri, delle varie attività del settore del legno e della presa di coscienza della sua fondamentale funzione naturale necessaria e possibile con l’azione scientifica, educativa ed esortativa della biologia, dell’ecologia e della deontologia. 

L’Iniziativa si configura, pertanto, come una narrazione della vasta e articolata valenza del legno, della sua importanza oltre l’uso, le applicazioni circostanziali e le relative professionalità. Cosciente che l’atteggiamento che prescinde dall’articolato sistema relazionale del legno indebolisce l’azione individuale dell’artigiano, dell’architetto, dell’ecologista, del mobiliere, del tecnico, dell’impresa, del maestro d’ascia o della cultura ambientale, biologica e salutista, il Gruppo di Iniziativa propone la costruzione della coralità operativa che riporta al comune interesse per il legno.

Nell’unicità che le è propria, Venezia è città strettamente vincolata alla fortuna e al valore del legno tanto da configurarsi come una vera e propria civiltà del legno. L’Iniziativa trova una propria specifica fondatezza nell’esistenza stessa di Venezia intesa come bene del mondo e città storica territoriale, per essere parte costitutiva e rappresentazione di un ambiente complesso, polisemico ed espressione di un territorio ampio che comprende il bosco, ricorda la ciclicità della vita, la fragilità e il bisogno permanente di attenzioni protettive.

Il Filo di Legno trova fondamento su Venezia, sul suo patrimonio conoscitivo, esperienziale e culturale, sulle sue criticità collegate con il legno e la ciclicità della vita dell’uomo e della biologia. Venezia offre il contenuto visibile della cultura del legno e il suo senso e valore sono stimolo per riunire forze, conoscenze, competenze e amore, per dare coralità e solidità ad esperienze svilite dall’isolamento. 

A tal fine, il Gruppo di iniziativa che si è costituito in corrispondenza, propone il Progetto Ponti di legno a Venezia di Franco Laner perché contiene i contenuti fondamentali per dare operatività all’iniziativa. Esso tocca i temi della durabilità e manutenzione del legno, la creazione di una squadra operativa con un “proto ai ponti”, la raccolta delle esperienze, la formazione delle competenze e professionalità necessarie ed è quindi un modello adeguato su cui impostare un’azione per promuoverlo sul piano interno e internazionale.

Spesso i problemi non trovano soluzione per la parzialità con cui vengono affrontati; ciò, probabilmente, per essere il risultato di un procedimento inadeguato che riporta alle premesse. In tali casi, l’azione culturale svolge una funzione risolutiva, il che suggerisce di intenderla come discorso laico della speranza, ossia come azione che opera sull’impostazione e mira ad associare e disporre gli elementi di un determinato insieme in modo diverso da quello in cui si produce la criticità. 

Il Filo di Legno intende agire in tal senso e si assume i progetti che si riconoscono nella complessità della cultura del legno e delle sue valenze non esclusivamente professionali e specialistiche. Del Gruppo di iniziativa fanno parte più membri con tali caratteristiche. L’Iniziativa sostiene i progetti collegati al legno, le attività, i mestieri corrispondenti e alle associazioni considerando fondamentale la loro autonomia gestionale e progettuale.

Su tali premesse, Il Filo di Legno propone una metodologia di approccio, un atteggiamento verso il legno riunito in una Scuola dove trovino posto conoscenze e professionalità, mestieri, competenze e la cultura biologica e territoriale di riferimento e soprattutto il sistema relazionale del legno. La Scuola va intesa come topos del legno come valore su cui si struttura un sistema di convivenza che nel caso specifico ha Venezia come riferimento. A tal fine si auspica la disponibilità di una sede a Venezia dove riunire attività ed esperienze esistenti nelle varie realtà che fanno parte dell’Iniziativa o decidono di farne parte. La Scuola è espressione di una scelta culturale che si concretizza con le sue specificazioni territoriali e di mestieri che possono trovare esplicitazioni nel progetto dell’abitare MAC o della Carnia di Edoardo Milesi, ma anche nel laboratorio “La Forcola” di Saverio Pastor e nel progetto di protezione delle briccole di Sandro Castagna, che comunque sono temi di riflessione e di incontri culturali appositamente organizzati.

L’Iniziativa, il Progetto e la Scuola possono trovare un ulteriore elemento di forza nella proposta della creazione di un Museo della civiltà di Venezia che avrebbe nel legno il filo di raccordo e di continuità. 

Franco Avicolli (Pubblicista), Franco Bastianon (Storico del legno), Paolo Bianchini (Regista cinematografico), Roberto Carlon (Artigiano imprenditore), Sandro Castagna (Architetto), Paola Favero (Scrittrice e Forestale), Marco Giommoni(Compositore), Franco Laner (Architetto), Luigi Maccotta(Ambasciatore), Alberto Madricardo (Filosofo), Luca Del Maschio (Albergatore), Salvatore Iaconesi (Ingegnere robotico e Artista), Edoardo Milesi (Architetto), Paola Rota (Produttrice cinematografica), Saverio Pastor (Artigiano del legno), Oriana Persico (Artista Cyberecologista), Maria Pia Robbe (Urbanista). 

Venezia, agosto 2021

Il Filo di legno ultima modifica: 2021-08-26T12:52:42+02:00 da I PROMOTORI DEL MANIFESTO

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