Bevanda, cibo e cultura

L’Associazione Gruppo Bevanda Malamocco è un luogo di aggregazione per gli anziani e riferimento per i circa mille abitanti del borgo sull’isola del Lido. Un nome che è tutto un programma, ma il cui programma spazia dalla convivialità alla cultura.
BARBARA MARENGO
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Ah, mitica bevanda, alchimia dissetante dei veri veneziani, quel vino un po’ annacquato che ai tempi della Serenissima era usato per dissetare popolo e nobili, dal Doge ai galeotti… Niente di più naturale che, affacciato sulle acque della Laguna, esista in una storica e antica sede l’Associazione Promozione Sociale Gruppo Bevanda Malamocco, luogo di aggregazione per gli anziani e riferimento per i circa mille abitanti del borgo sull’isola del Lido. Il gruppo Bevanda ha un nome quindi che è tutto un programma, ma il cui programma spazia dalla convivialità alla cultura, passando dal mantenimento di quelle tradizioni tipiche delle piccole comunità, che oggi hanno assoluto bisogno di esistere per permettere alle persone di incontrarsi tra una bel sorso di vino e un “cicchetto”. 

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Un rettangolo di prato chiuso tra la parete sinistra della Chiesa di Santa Maria Assunta e del suo campanile, la piazza e la piccola costruzione che ospita la sede sociale del sodalizio, il gruppo Bevanda di Malamocco conta oltre duecento soci e ha come presidente Renato Chiodin e come vice Cristiano Capponi e Sandro Bertapelle: lo spazio demaniale, curatissimo e silenzioso, accoglie sotto la tettoia vari tavoli dove si gioca a carte e l’aperitivo è d’obbligo. Lo spazio ospitava l’antico cimitero di Malamocco, che nei primi anni dell’Ottocento fu spostato per decreto napoleonico, diventando in seguito palestra all’aperto della scuola elementare, poi rimessaggio di barche e deposito degli strumenti musicali della banda del paese, infine luogo in abbandono per lungo tempo.

Nel 1996 la volontà di alcuni tenaci malamocchini tra i quali Lele Vianello riesce a superare le varie procedure burocratiche presso il Comune di Venezia e il 2 agosto di quell’anno viene siglato l’atto costitutivo e il primo statuto del sodalizio: e il nome “Bevanda” nasce proprio nel momento della registrazione, poiché già dagli anni settanta un gruppo di amici si riuniva negli spazi dell’antico campeggio sulla riva della laguna verso gli Alberoni, e in quei capannoni avevano visto la luce i carri allegorici che tanto successo riscuotevano durante il Carnevale del borgo e poi di Venezia. Alice nel paese delle Meraviglie fu il primo carro allegorico ad avere un grande successo e i tre artefici del lavoro Macchion, Vianello e Tricolo dovettero dare un nome al nuovo sodalizio: durante i pomeriggi di lavoro per allestire i carri la bevanda era corroborante compagnia, e a Macchion venne spontaneo rispondere “gruppo bevanda” al funzionario addetto alla registrazione. I carri allegorici sempre più perfezionati rappresentarono l’occupazione nel tempo libero dei ragazzi di Malamocco che parteciparono ai carnevali in Piazza san Marco fino al 1981.

Il campanile della Chiesa di Santa Maria Assunta (Malamocco), visto al tramonto dal giardino della Bevanda

Fino al 1996 il gruppo non ebbe sede, quando finalmente la Municipalità del Lido e il suo presidente Giovanni Gusso affidarono l’area tramite concessione al sodalizio. Concessione che negli anni ha permesso la costruzione della piccola sede coperta situata in fondo al giardino, dove una grande cucina e una sala permettono a soci e amici di dare vita a eventi culinari di notevole spessore… come la famosa “scampata” di ferragosto, un trionfo dello scampo cucinato alla busara, alla croata, alla brace o crudi, che ha dato seguito al conferimento di un premio a personalità legate a Malamocco, un oggetto in vetro di Murano donato dalla vetreria Signoretto, lo “scampo d’oro”. Premio che ad esempio nel 2018 è stato assegnato a Leo Hoffmann Axthelm, che nonostante il nome è di mamma veneziana nella persona di Ludovica Scarpa, e che ha frequentato le scuole elementari a Malamocco. Hoffmann è cofondatore dell’associazione Ican premio Nobel per la Pace 2017, International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, ong nata a Berlino che riunisce oltre quattrocento gruppi di oltre cento nazioni. 

Lo “Scampo d’oro” quest’anno nonostante le difficoltà da pandemia è stato conferito alla lidense Yvonne Girardello, novantottene, prima hostess italiana a partire con voli di linea e commerciali dall’Aeroporto del Lido Giovanni Nicelli.

Dal 2018 i signori della “Bevanda” organizzano eventi culturali nella loro quieta sede, all’ombra del campanile della chiesa e sotto le lancette del grande orologio in ferro che è stato restaurato e collocato su una parete del giardino, e che segna la data del 2 agosto 1996, giorno fatidico di costituzione del gruppo.

Il futuro parla di Guinness dei primati: infatti, con accordi già siglati a Londra presso la sede dell’Associazione che certifica appunto i più originali primati al mondo, è stato concordato che lungo i duecento metri del Rio Terà avverrà la più grande presentazione e relativa mangiata di “peoci “ al forno, cozze ripiene con pan grattato e mille odori, nel numero di 20.001, proprio ventimilauno “peoci” che saranno cucinati e infornati con l’aiuto di quattrocento volontari controllati dal giudice della Guinness World Records che certificherà il primato. Nell’attesa di avvicinarci ai “peoci” di Malamocco, vale la pena di nominare un giovane imprenditore di Pellestrina, Lorenzo Busetto, che donerà la tonnellata e duecento chili di mitili sotto il marchio “Mitilla” che accompagnerà il record. 

Dalla “Bevanda” al “peocio” nel borgo antico. 

Bevanda, cibo e cultura ultima modifica: 2021-09-01T16:31:00+02:00 da BARBARA MARENGO

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