La Venezia di Tiraboschi

I suoi romanzi raccontano il mondo delle origini della citta dei Dogi. L’ultimo, “Il rospo e la Badessa”, è uscito il primo settembre. ytali l’ha intervistato.
IDA OSSI
Condividi
PDF

I romanzi di Roberto Tiraboschi raccontano il mondo delle origini di Venezia. Scrittore e sceneggiatore, nato a Bergamo, Tiraboschi divide la sua attività tra Roma e Venezia. Il suo ultimo romanzo, Il rospo e la Badessa, è uscito il primo settembre. ytali l’ha intervistato.

Il rospo e la badessa. Il titolo mi ha subito affascinato. La contrapposizione tra un essere oscuro e laido e una figura portatrice di intelligenza e coraggio. La storia è giocata magistralmente in una Venezia già potente durante un passaggio cruciale dell’organizzazione del suo governo dove si muovono figure femminili, vittime ed eroine, che passo dopo passo conducono alla comprensione di una morte che sembrava solo opera del demonio.
Le figure femminili nell’alto medioevo: un bel tema da affrontare per un romanziere. Chi sono, cosa fanno, che ruolo hanno le donne nell’anno mille e in particolare a Venezia. Quando mi sono avventurato alla ricerca di protagonisti femminili ho capito che il percorso sarebbe stato arduo. Nei documenti, negli annali, nelle storie, si parla molto poco di donne, se non in casi particolari. A questi mi sono aggrappato fin dai primi romanzi: nella Pietra per gli occhi una figura centrale era una schiava, Kallis; ne La bottega dello speziale una magister medicarum, una donna medico, Abella; in L’Angelo del mare fangoso la moglie di un mercante, Magdalena; e infine nel Rospo e la badessa una badessa appunto, Sicara Caroso, nome reale della badessa di San Lorenzo nel 1172, e tutto il suo seguito di monache.

Il mondo femminile raccontato nel medioevo era questo: streghe, mogli, religiose. Queste ultime forse quelle con più spazio nei documenti perché al centro di una rete di potere che faceva riferimento alle famiglie più potenti e rinomate di Venezia. Di loro si parla perché la nomina di una badessa era un affare di stato. Almeno fino al 1200 godevano di una certa libertà, perché i conventi che guidavano, soprattutto nella laguna nord, si trovavano all’incrocio di rotte economicamente importanti che congiungevano la terra ferma alla laguna. 

Così la nostra Sicara che io ho immaginato, tormentata da pulsioni contrastanti, anche sentimentalmente, lotta contro il potere, decisa a scoprire la verità sulla morte oscura di una giovane monaca, membro di nobile famiglia. E la lotta è altrettanto ardua quando si trova a combattere con i tormenti della sua anima, alla ricerca di un’altra verità, più alta, più assoluta, che ha a che fare con la fede, con la presenza mai veramente accettata del demonio, incarnato nel romanzo da un animale ripugnante e invadente: il rospo.

Pur essendo dei romanzi, anzi, dei noir l’ambientazione storica di ogni singolo libro è accurata. È evidente la ricerca fatta alla base della narrazione sia nella descrizione dei personaggi e dei loro comportamenti sia del contesto naturalistico, abitativo, economico e di organizzazione della città. Non facile per un periodo della Serenissima comunemente così poco narrato.
Penetrare nell’universo della Venezia medioevale è stato arduo e affascinante. Un viaggio lungo e complesso fatto di ricerche interminabili durate due anni e mai interrotte perché ogni nuovo romanzo pone nuove domande e quindi nuove esplorazioni. La costruzione dei primi romanzi mi ha obbligato a scandagliare oltre alla vita quotidiana del medioevo in generale, tutto ciò che rende unico e particolare l’universo veneziano. In questo percorso mi hanno aiutato i testi fondamentali di Jacques Le Goff sul medioevo, poi su Venezia in particolare tutto Wladimiro Dorigo, Molmenti, Martin da Canal e tanti altri.

Si è aggiunto poi il mondo dei fiolari, dei vetrai, e degli amanuensi, quindi quello degli speziali, poi i mercanti, e infine quello religioso dei monasteri, soprattutto nella laguna nord, a Torcello, ad Ammurianum, a San Giacomo in paludo. E centrale nel Rospo e la badessa lo studio della politica, della costruzione della Repubblica veneziana, che attraversa in quel 1172, uno snodo cruciale di importanti cambiamenti. Dall’elezione diretta del Doge per acclamazione, come era avvenuto per secoli, a una forma di elezione più rappresentativa, delegata a un gruppo più ristretto di cittadini. Un percorso democratico che durerà anni a Venezia, con formule molto elaborate che miravano però a evitare che il potere si accentrasse troppo nelle mani di uno solo. Da queste ricerche lunghe e complesse e dal bagaglio accumulato negli anni, è nata con l’editore l’idea di creare un podcast nel quale raccontare le origini della città, il suo sviluppo, le caratteristiche così particolari della vita veneziana. S’intitola Venezia anno 1000, sono otto puntate, e se il tema vi incuriosisce, potete trovarlo sui principali canali podcast: Apple, Spotify, Amazon, Google.

Romanzieri, poeti, registi, musicisti, in tanti si sono cimentati in ogni genere artistico. Di solito prendendo spunti da epoche storiche più note e ricche di documentazione e testimonianze del patrimonio culturale ancora ben presenti. Pur non essendo nativo veneziano il tuo amore par la città traspare in tutte le tue opere recenti. Da quando ha preso avvio la tua attenzione per la storia antica della città?
La decisione di raccontare la Venezia delle origini nasce da domande molto semplici che credo si ponga ogni visitatore della città. Ammiriamo lo splendore e la grandiosità della Venezia del 1500, del 1600, e ci domandiamo: ma come siamo arrivati a questo? Come è sorta la città, su quali basi, con quanta fatica? Venezia prima di Venezia. Questo può valere per molte città storiche italiane, ma la differenza è che a Venezia abbiamo rari esempi delle sue origini ancora visibili, bisogna scovarne i pochi segni rimasti. A Roma è tutto visibile, i resti archeologici parlano da soli. A Venezia è tutto nascosto, bisogna scavare, osservare i particolari, leggere i segni delle acque, immaginare mondi sommersi. Una scommessa troppo affascinante per un romanziere.

Venezia è una città straordinaria, spettacolare, unica. E così viene percepita dai suoi visitatori. Pochi si chiedono cosa c’è stato dietro ogni monumento, palazzo o casa popolare, rio e ponte, isole, chiese e campanili. Eppure Venezia è così straordinaria proprio perché dietro ha secoli della sua storia particolare. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere al tuo pubblico?
Quando uno scrittore si immerge nella storia che sta per raccontare non si chiede, almeno a me succede così, che cosa alla fine rimarrà nella mente, nel cuore del suo lettore. Un volto, una descrizione, una frase, un’atmosfera, un odore, un’immagine, un’illuminazione. Tutto questo insieme magari.

In un romanzo storico devi creare un mondo, nel mio caso il mondo della Venezia delle origini, di cui si sa pochissimo. Devi mostrarla, farla vivere nella mente del lettore come se fosse reale. Accompagnarlo in un viaggio immaginario fornendo nello stesso tempo informazioni vere, documentate. Questo è il primo imperativo. Per farlo hai bisogno di personaggi credibili e di una storia, di un intreccio che tenga legato il lettore. È una mia costante preoccupazione che il lettore venga accalappiato dalla ragnatela della narrazione, che non riesca a liberarsi dai fili del racconto, che non riesca a liberarsi. Le storie devono emozionare, trascinare, aprire nuovi squarci nella mente, stimolare considerazioni. Non credo debbano insegnare, o almeno non direttamente, forse lo possono fare in modo sotterraneo, indiretto, attraverso visioni che ci fanno sognare.

Venezia come ispiratrice inesauribile di storie. Ormai sei al quarto romanzo e, come hai detto sopra, hai creato anche un podcast su vari temi. L’anno scorso abbiamo presentato qui sulle pagine di ytali il progetto Venezia Plus che nasce da una tua idea di museo digitale immersivo sulle origini e la storia di Venezia. Hai forse in serbo per noi altre sorprese?
L’uscita dei romanzi ambientati nella Venezia delle origini, creando curiosità e interesse, ha stimolato altre idee importanti per la città.

La prima è stata quella di creare un museo multimediale che raccontasse la nascita e lo sviluppo di Venezia. Questa visione di un museo ha trovato diversi sostenitori che con grande passione si sono impegnati nella costruzione di un vero e proprio progetto sostenibile: così è nato Venezia Plus, museo multimediale, immersivo con un portale dedicato. 

Sotto la guida dell’università IUAV abbiamo avuto il sostegno della Regione Veneto, del Comune di Venezia, della Municipalità, dell’università Ca’ Foscari e del Polo museale e diversi sponsor privati sono molto interessati. Inoltre è partita la partecipazione al bando Horizon Europe che potrebbe dare una svolta decisa alla realizzazione concreta di Venezia Plus. Stiamo lavorando perché questo sogno diventi realtà.

La Venezia di Tiraboschi ultima modifica: 2021-09-13T11:44:47+02:00 da IDA OSSI

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento