Cacciari, Green pass e la democrazia.

FRANCO AVICOLLI
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Democrazia e discriminazione

Ma è proprio vero che le misure per contrastare la diffusione del Covid-19, tra cui il green pass, sono tasselli di una strategia artatamente emergenziale che crea discriminazioni incompatibili con la democrazia? C’è un pensiero che lo sostiene e Cacciari lo enfatizza con una passione e una preoccupazione ampiamente condivisibili, anche se per ragioni diverse. 

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C’è sostanziale e diffusa concordanza sulla lunga malattia della democrazia italiana come dicono il conflitto di interesse diffuso in ogni settore, il sistema giudiziario con relative riforme e controriforme, la controversa trattativa dello Stato con la mafia mai smentita, i troppi misteri su attentati, stragi ed eventi per i quali non ci sono né colpevoli, né spiegazioni. La letteratura è copiosa e la cinematografia degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso ne ha lasciato testimonianza con un’abbondante e valorosa produzione di opere, fra cui mi limito a citare Sbatti il mostro in prima pagina, Indagine su un cittadino al disopra di ogni sospetto, La classe operaia va in paradiso, Il sasso in bocca, indici di una problematica decisamente cronica che, vista l’età, può essere considerata strutturale e proprio in senso discriminatorio. Purtroppo, la storia recente dell’Italia mostra che l’emergenza è una normale pratica di governo in un contesto dove la discriminazione è il punto di partenza, come sembrano dire le molte questioni sul tema.

E d’altra parte la democrazia è un metodo per trovare risposte adeguate alle problematiche della convivenza appunto caratterizzata dalla discriminazione tra ricchi e poveri, tra forti e deboli, tra condizioni personali e assenza di normative protettive. La partecipazione del popolo alla costruzione del destino della città è una questione aperta e problematica fin dai tempi della polis che ha introdotto il demos nel governo. Le alterne fortune della democrazia hanno dato legittimo spazio ad una linea di pensiero che vede in essa più una tendenza che un dato. E d’altra parte, si obietta, come intenderla in modo compiuto se la dinamica storica è caratterizzata dalle alternanze, da reti relazionali liquide e vieppiù complesse, dal cambio permanente delle situazioni e dei protagonisti? La democrazia non è octroyée, non è una concessione, ma la condizione necessaria per superare la discriminazione o, se si vuole, affermare l’uguaglianza tra i cittadini stabilendone i principi di riferimento raccolti nelle costituzioni. La Costituzione italiana è in proposito luminosa, eppure non mancano i Salvini e le Meloni che si basano sull’uguaglianza gerarchica, che è il loro modo di intendere la democrazia. 

In questo mare di confusione, sarebbe necessario un contributo chiarificatore della filosofia tenendo conto della sussistenza di uno stato pandemico in cui salute individuale e salute collettiva sono modulari.

Come un pesce rosso 

È pertinente porre sullo stesso piano salute e democrazia? Il rapporto tra la malattia e la cura è legato all’entità del male, agli strumenti e alle conoscenze disponibili, alla complessità circostanziali e alle sue articolazioni. Su tali questioni Michelangelo Bartolo ha scritto recentemente Come un pesce rosso (Infinito, Roma, 2021), un libro agile con cui entra nel cosmo del Covid-19 basandosi sulla propria esperienza di angiologo e, contestualmente, di paziente colpito dal virus. Egli entra nella mischia con le conoscenze della propria specialità e segue l’evoluzione del male da ammalato, tocca i limiti operativi, come la privacy, che rende inefficace l’app Immuni e ridicola la riservatezza professionale. Tra i molti dati proposti Come un pesce rosso ricorda che in Lombardia, dove il numero di morti è stato altissimo, la struttura sanitaria è tra le più privatizzate d’Italia; che il 25 per cento dei decessi per Covid-19 si è verificato nelle RSA una struttura in cui la Lombardia ha 105 mila posti letto a fronte dei 25 mila del Lazio. La pandemia ha ucciso in Italia 15 mila anziani fra l’altro in solitudine.

Forse, dopo questa pandemia, dovremmo avere il coraggio di… ripensare il nostro sistema sanitario rendendolo più uniforme, meno decentrato e a macchia di leopardo. E più pubblico,

scrive Bartolo.

Il libro mette a confronto dati, esamina regole comportamentali da cui si arguisce che la gestione della pandemia è a carico di una ventina e passa di amministrazioni sanitarie più ispirate da un muscolare esercizio del potere che dai principi della perequazione democratica. Il male, purtroppo, ha le sue radici nella differenza di trattamenti e nell’assenza di una coscienza democratica che prescinde dai principi di uguaglianza stabiliti dalla Costituzione.

Per sgombrare il campo dalle confusioni o da accostamenti impropri sarebbe utile dapprima capire il nesso tra democrazia e salute, e poi chiarire se il problema del green pass riguarda la salute o la politica, la discriminazione o il suo superamento. E la cosa è tanto più necessaria perché la scienza ha caldeggiato l’adozione di strumenti utili a evitare la diffusione del Covid-19 e si è pronunciata a favore del vaccino il quale, come afferma Bartolo nel suo Come un pesce rosso, non ha potenzialità di modificazione genetica giacché “l’mRNA è fisiologicamente presente nel citoplasma di ogni nostra cellula e non può assolutamente andare a modificare il DNA, che si trova ben protetto all’interno del nucleo.”

Venezia, la democrazia e la discriminazione

E Venezia? Che accade a Venezia in tema di democrazia e discriminazione/prevaricazione? Ca’ Foscari continua a celebrare le sue festose cerimonie di laurea in Piazza san Marco, luogo vietato alle manifestazioni dei cittadini veneziani. Ca’ Farsetti celebra un anniversario fasullo che le università non hanno ritenuto di dover censurare e un mecenate può legare il proprio valore – di mercato? – al ponte di Rialto in una celebrazione alla quale i veneziani non hanno potuto neppure partecipare. 

È motivo di ulteriore preoccupazione che Cacciari, il sindaco più longevo di Venezia (1993-2000 e 2005-2010), così sensibile alle questioni della democrazia non esprima preoccupazione per la democrazia di Venezia che attraversa un momento particolarmente difficile tra conflitti di interesse e uso sconsiderato del suo patrimonio. 

Cacciari, Green pass e la democrazia. ultima modifica: 2021-09-16T16:23:24+02:00 da FRANCO AVICOLLI

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