Gli ottanta di Sir Alex

Compie ottant’anni, Ferguson, uno dei più grandi tecnici di tutti i tempi, capace di rimanere per ventisette anni sulla stessa panchina, quella prestigiosissima del Manchester United, segnando un'epoca e vincendo tutto ciò che c'era da vincere.
ROBERTO BERTONI
Condividi
PDF

Sir Alex Ferguson, anche lei! Compie ottant’anni uno dei più grandi tecnici di tutti i tempi, capace di rimanere per ventisette anni sulla stessa panchina, quella prestigiosissima del Manchester United, segnando un’epoca e vincendo tutto ciò che c’era da vincere. Tuttavia, la grandezza di uno dei migliori allenatori che si ricordi a memoria d’uomo non risiede tanto nei suoi successi, come detto assai numerosi, ma nel fatto di aver plasmato una serie di campioni che hanno scritto la storia del calcio, creando un modo di essere e restituendo al pallone la sua antica nobiltà, il suo senso epico, il suo spirito libero. Del resto, chi altro ci sarebbe potuto riuscire se non questo laburista scozzese che in tre decenni ha forgiato lo spirito dell’Old Trafford, sublimando il modello inaugurato qualche decennio prima da Matt Busby e costruendo un immaginario rivoluzionario che tutto il mondo ha ammirato a bocca aperta.

ytali è una rivista indipendente. Vive del lavoro volontario e gratuito di giornalisti e collaboratori che quotidianamente s’impegnano per dare voce a un’informazione approfondita, plurale e libera da vincoli. Il sostegno dei lettori è il nostro unico strumento di autofinanziamento. Se anche tu vuoi contribuire con una donazione clicca QUI

Sir Alexander Chapman Ferguson, Fergie, è stato, infatti, molto più di un grande allenatore: è stato il demiurgo di un’avventura forse irripetibile, plasmata a sua immagine e somiglianza, amalgamando alla perfezione molteplici elementi e riuscendo a creare una macchina perfetta, capace oltretutto di rinnovarsi con eguale successo nel corso del tempo. Sir Alex ha allenato fuoriclasse come Cantona, Beckham e Cristiano Ronaldo, ha avuto in porta un mito come Schmeichel, ha vinto una Champions all’ultimo respiro contro il Bayern Monaco ma, soprattutto, è stato un secondo padre per i suoi ragazzi, instaurando con ciascuno di essi un rapporto che andava ben al di là del terreno di gioco.

Scultura raffigurante Ferguson, collocata all’ingresso di Old Trafford, 23 novembre 2012.

Fergie è stato, infatti, non solo uno dei più importanti manager di tutti i tempi ma il prototipo dell’allenatore umano, anticipando Ancelotti e opponendosi fermamente alla svolta robotica del calcio. Con la sua gomma da masticare, il suo volto imperscrutabile, la sua sapienza tattica, la sua capacità di gestire al meglio ogni partita e la stagione nel suo insieme, con il suo sguardo magnetico e il suo rapporto di amore viscerale con il popolo dei Red Devils, Ferguson è stato lo United, icona e mito di una comunità che si è sentita tale anche nei momenti difficili. Non a caso, il suo addio ha generato un vuoto che nessuno dei successori è stato ancora in grado di colmare, anche perché il romanticismo è forse definitivamente svanito e da quelle parti se ne avverte più che altrove la mancanza.

Ora compie ottant’anni ma è sempre lì: a costruire scenari, a sognare traguardi, a indicare nuovi orizzonti e a immaginare e realizzare l’impossibile. Pare che sia stato lui uno degli artefici del ritorno di Ronaldo allo United, e chissà quanti altri consigli saprà e vorrà dare al club che è stato la sua vita, dalla cui panchina non si è mai veramente alzato e mai si alzerà, perché ci sono storie d’amore non possono finire, leggende che non possono tramontare, uomini indissolubilmente legati a un universo di ideali e valori che nessuna distanza potrà mai mettere in discussione. Per chi ha la mia età, Sir Alex Ferguson è stato un elemento essenziale della propria gioventù. Il passaggio all’età adulta è stato tutt’altro che semplice. 

Gli ottanta di Sir Alex ultima modifica: 2021-09-16T16:45:09+02:00 da ROBERTO BERTONI

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento