Le medaglie dell’Italia di Mattarella

ROBERTO BERTONI
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Questi ultimi mesi di presidenza ci stanno rivelando il volto pertiniano di Sergio Mattarella. Se il presidente partigiano è indissolubilmente legato alla notte di Madrid, quando rubò la scena con la sua pipa, il suo incredibile entusiasmo e la sua dirompente umanità, sia pur con uno stile più sobrio, Mattarella è adesso l’uomo di Londra, il protagonista di discorsi bellissimi a sostegno degli azzurri del calcio e delle altre discipline, capace di rendere omaggio ai successi dei nostri ragazzi e di mostrare una sincera e palpabile emozione.

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Del resto, Mattarella, pur non essendo propenso a rubare la scena, è da sempre un appassionato di sport e un cultore dei suoi valori, come ha ricordato ai presidenti Malagò e Pancalli, ponendo al centro del suo discorso l’esempio positivo fornito dai nostri campioni alle giovani generazioni e, in particolare, ai ragazzi e alle ragazze disabili. Centonove medaglie complessive sono, in effetti, una valanga di felicità ma, soprattutto, costituiscono uno sprone per coloro che vivono in condizioni difficili, nelle periferie disagiate, nei luoghi in cui non ci sono palestre, dove regna la criminalità e lo sport, praticato anche con mezzi di fortuna, può rivelarsi dunque una straordinaria opportunità di riscatto sociale.

Il discorso del capo dello stato era rivolto anche alla politica, affinché l’entusiasmo per le vittorie maturate in condizioni difficili, in palestre allestite in casa, da parte di italiani e italiane di seconda generazione, figli del lavoro umile e della scarsità di risorse, cresciuti senza alcun agio e costretti a conquistarsi ogni centimetro con notevoli sforzi non svanisca con l’arrivo dell’autunno. Mattarella ha reso onore a chi ci ha fatto sognare ma, più che mai, ha voluto ringraziare queste persone eccezionali per non essersi arrese di fronte ad alcun ostacolo. Ha preso per mano La Nazione nei giorni tragici della pandemia e adesso guarda con gioia al futuro, col sorriso ritrovato di chi sa che nulla è scontato e che ogni trionfo costa fatica e impegno.

Eppure, quella fatica e quell’impegno sono da sempre il tratto distintivo del nostro Paese, almeno della sua parte migliore, come si è rivelato anche a Tokyo, dove l’umiltà dei nostri fuoriclasse ha fatto la differenza. Abbiamo vinto lasciandoci alle spalle ogni rancore, rendendo onore ai medici, agli infermieri e a tutte le categorie che ci sono state accanto nei momenti più drammatici.

Abbiamo vinto senza umiliare nessuno; anzi, abbracciando con rispetto i nostri avversari. Abbiamo vinto con gentilezza e grandezza d’animo, e il tricolore riconsegnato al Quirinale, per una volta, è stato davvero il nostro orgoglio. L’orgoglio di un Paese che ha saputo vincere dopo aver perso e pianto a lungo, non solo nello sport.

Al presidente Mattarella va la nostra gratitudine per aver saputo tenere la barra dritta nei giorni in cui, anziché le medaglie, contavano i morti, nel silenzio straziante delle nostre città costrette a fermarsi come non era mai accaduto prima.

Le medaglie dell’Italia di Mattarella ultima modifica: 2021-09-25T12:00:00+02:00 da ROBERTO BERTONI

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