La Germania al voto: la maratona elettorale in diretta su ytali

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MATTEO ANGELI
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La giornata comincia malissimo per Armin Laschet, candidato della CDU ed erede naturale di Angela Merkel. Al momento del voto, piega male la sua scheda elettorale e i giornalisti presenti vedono chiaramente per chi ha votato. Il suo partito, ovviamente! Tecnicamente, questa è una violazione delle regole elettorali. Esse stabiliscono che il voto deve restare segreto e mostrarlo potrebbe costituire un tentativo di influenzare gli altri elettori. La Commissione elettorale dice che il voto di Laschet è valido, ma per lui è comunque l’ennesima figuraccia.

7:32, il nome del prossimo cancelliere sarà deciso dai partiti più piccoli.

Già ieri sera il leader della FDP Christian Lindner aveva detto che Verdi e FDP dovrebbero “prima parlare tra di loro per capire se c’è la possibilità di fare qualcosa insieme”. Un approccio confermato oggi dal leader del gruppo dei Verdi in parlamento, Anton Hofreiter. Egli ha dichiarato che “ci saranno prima dei piccoli tavoli di discussione tra FDP e Verdi”. Anche il portavoce per gli affari interni della FDP Konstantin Kuhle, sostiene l’idea di tenere dei colloqui preliminari con i Verdi. 

6:57, sono state contate le schede anche per l’elezione locale a Berlino. Il nuovo borgomastro è Franziska Giffey, della SPD. La già ministra della famiglia ha battuto la candidata dei Verdi, Bettina Jarasch, che i primi exit poll davano in testa.

6:35, Il presidente della commissione elettorale federale ha annunciato il risultato finale preliminare

La SPD ha vinto con il 25,7 per cento dei voti. La CDU-CSU è seconda con il 24,1 per cento. I Verdi si attestano al 14,8 per cento e i liberali della FDP all’11,5 per cento. Seguono la AfD con il 10,3 per cento e la Linke. Quest’ultima ottiene il 4,9 per cento, sotto la soglia minima del 5 per cento, necessaria per entrare in parlamento. Fa comunque il suo ingresso al Bundestag, grazie alla vittoria di tre mandati diretti.

Esponenti di spicco della CDU perdono il loro mandato diretto: tra questi ci sono la ministra della difesa Annegret Kramp-Karrenbauer, quella dell’Agricoltura Julia Klöckner, il ministro dell’Economia Peter Altmaier, il capo della cancelleria Helge Braun e Philipp Amthor, giovane stella (cadente) del partito.

I Verdi sono il secondo partito in termini di mandati diretti. La ventisettenne Anna Kassautzki (SPD) vince la circoscrizione che fu di Merkel e che la cancelliera aveva conservato per ben otto elezioni consecutive.

Il co-leader dei Verdi, Robert Habeck ottiene il mandato diretto nella sua circoscrizione “Flensburg-Schleswig”. È la prima volta nella storia che un ecologista fa suo un mandato diretto nel Land Schleswig-Holstein. 

Il prossimo Bundestag sarà costituito da 735 seggi, così ripartiti:

  • 206 alla SPD;
  • 196 a CDU-CSU;
  • 118 ai Verdi;
  • 92 alla FDP;
  • 83 alla AfD;
  • 39 alla Linke;

22:30, Le elezioni tedesche del 2021 sono sempre più una corsa al fotofinish, con i socialdemocratici della SPD davanti di corto muso. Più del risultato, diventa importante l’interpretazione che se ne fa.

CDU-CSU. Rispetto ai sondaggi delle ultime settimane, che la davano indietro, la CDU-CSU riesce nell’impresa di agganciare i socialdemocratici. Tuttavia, per l’Union è il peggiore risultato di sempre. Inoltre, rispetto al 2017, i cristiano democratici perdono più di otto punti. Il candidato Laschet relativizza la disfatta, facendo notare che per la prima volta dopo sedici anni, la CDU si presentava alle elezioni senza il “bonus del cancelliere”, di cui beneficiava Angela Merkel. Anche se arrivato secondo, il candidato cancelliere si dice pronto a guidare un governo. Ma la delusione tra i cristiano democratici è forte. Il reale sostegno di cui Laschet ancora gode tra i suoi si vedrà presto. Martedì si candiderà alla guida del gruppo CDU in parlamento? 

SPD. La SPD ottiene un risultato fino a qualche settimana fa impensabile. Dopo essere rimasta per più di un anno inchiodata al 15 per cento, la SPD arriva prima, anche se di poco. È un chiaro mandato a favore di Olaf Scholz? La domanda resta aperta. In quanto primo arrivato, in principio Scholz dovrebbe avere diritto a lanciare le consultazioni esplorative. Riuscirà a mettere d’accordo ecologisti e liberali? 

FDP. I liberali ottengono un risultato a doppia cifra, di un punto più alto di quello di quattro anni fa. Anche oggi il loro leader, Christian Lindner, ha ribadito che preferirebbe governare con la CDU. La vera questione però è un’altra. I liberali sono pronti a far naufragare l’ipotesi di una “coalizione semaforo” (SPD, Verdi, FDP), come fecero nel 2017 con la “coalizione Giamaica”?

Verdi. Gli ecologisti ottengono il miglior risultato della loro storia. Governare senza di essi diventa quasi impossibile (a meno che non venga riproposto il per ora improbabile remake della grande coalizione). Stasera i loro co-leader, Baerbock e Habeck, hanno mostrato entrambi una buona dose di pragmatismo, lasciandosi aperta ogni opzione. Vogliono governare, anche perché la sfida del cambiamento climatico non può aspettare.

In generale, il dopo-Merkel si apre con una rivoluzione dello scenario partitico. Non ci sono più due grandi partiti popolari, ma quattro partiti di medio-grandi dimensioni che possono partecipare a diverse formazioni di governo. Cancelliere sarà colui che riuscirà a mettere d’accordo i due kingmaker, Verdi e liberali. 

21:40, nel collegio elettorale 61, quello di Potsdam e dintorni, dove per la prima volta nella storia due candidati alla cancelleria si sono sfidati direttamente, Scholz ha battuto nettamente Baerbock.

21:11, nuove proiezioni. Cambia poco, la SPD mantiene un leggero vantaggio.

21:10. Si chiude l’Elefantenrunde.

Quando avremo il prossimo governo?, chiedono i moderatori ai candidati.

Scholz e Laschet sono d’accordo: possibilmente entro Natale e in ogni caso prima del G7, che la Germania ospiterà nel 2022.  

Nonostante quella che da molti è vista come una sconfitta, Laschet afferma che vuole restare presidente della CDU e guidare il prossimo governo. Si capirà meglio quale aria tira nella CDU domani, in occasione del direttivo del partito. 

Söder è d’accordo: anche la CSU vuole governare.

20:50, Elefantenrunde/3

Annalena Baerbock: “Noi Verdi siamo pronti ad accettare il freno sul debiti, è iscritto nella nostra costituzione. Ma servono più investimenti per portare avanti la protezione del clima. I Verdi propongono in questo senso una regola sugli investimenti”.

Armin Laschet afferma riguardo a CDU, FDP e Verdi: “Nei nostri programmi proponiamo mezzi diversi, ma in fondo abbiamo gli stessi obiettivi”. Laschet riconosce che sono necessari investimenti massicci per lottare contro il cambiamento climatico. “Come pensa di fare, se lei non vuole alzare le tasse?”, gli chiede il moderatore. Il candidato della CDU fa l’equilibrista, ma mostra tutta la sua disponibilità al compromesso. 

20:30, Elefantenrunde/2

Christian Lindner ribadisce che il suo partito, la FDP, è più vicino alla CDU, che agli altri soggetti politici. Che per lui è inimmaginabile trovare un accordo con chi vuole alzare le tasse o aumentare il debito. Ciononostante, riconosce che il prossimo governo dovrà essere più attento all’ambiente, visto il risultato dei Verdi. 

Annalena Baerbock insiste che il prossimo governo dovrà mettere al centro la lotta contro il cambiamento climatico. Questa sarà la base per condurre i negoziati. Baerbock non dice se preferirebbe governare con SPD o CDU. Lo stesso fa l’altro probabile kingmaker, Christian Lindner.

20:00. È il momento dell’Elefantenrunde, il tradizionale dibattito tv con i candidati. 

Olaf Scholz ribadisce quanto detto nel suo discorso al quartier generale della SPD. Si sente il vincitore della serata. 

Armin Laschet cerca di relativizzare il risultato , spiegando che è la prima volta dopo sedici anni che la CDU si presenta alle elezioni senza il “bonus del cancelliere”, di cui ha goduto Merkel. Egli sottolinea che nessun partito è così forte per governare da solo. E fa capire che cercherà di diventare cancelliere anche se arriverà secondo. “Chi vuole diventare cancelliere deve riuscire a costruire una maggioranza in parlamento”, è il mantra del candidato della CDU. 

Markus Söder, leader della bavarese CSU, fa notare che una coalizione SPD-Verdi-Linke non è numericamente possibile. Per lui, questo è un voto anche contro Olaf Scholz e la prospettiva di un governo della sinistra. 

19:59, quarta proiezione: la SPD consolida il suo vantaggio. La CDU è il partito che in proporzione ha perso più di tutti.

19:40, terza proiezione, che include anche i risultati parziali del voto per posta. La SPD aumenta il suo vantaggio.

SPD 25,2 %
CDU/CSU 24,6 %
Grüne (Verdi) 14,3 %
FDP 11,6 %
AfD 10,8 %
Linke 5,0 %

19:14, seconda proiezione: è ancora testa a testa tra CDU-CSU e SPD. Tre coalizioni sono al momento matematicamente possibili. Una “coalizione Giamaica”, composta da CDU-CSU, Verdi e liberali della FDP. Una “coalizione semaforo” composta da SPD, Verdi e FDP. E una “grande coalizione”, tra CDU-CSU e SPD. Uno scenario, quest’ultimo, che entrambi i partiti hanno ripetutamente escluso.

19:06, Olaf Scholz prende la parola alla Willy Brandt Haus, quartier generale della SPD. L’entusiasmo è grande e il suo discorso è interrotto più volte dagli applausi. I socialdemocratici si sentono i vincitori della serata. Scholz dice: “I cittadini tedeschi mi vogliono come cancelliere”. Insiste sul fatto che la SPD ha ottenuto chiaramente più voti rispetto al 2017, mentre la CDU deve fare i conti con il peggior risultato della sua storia. Ma la serata è ancora lunga.

18:58, Armin Laschet parla alla Konrad Adenauer Haus, quartier generale della CDU. Non è contento del risultato. Sottolinea che il prossimo governo sarà costituito da tre partiti. Dice che si opporrà a una coalizione guidata dalla sinistra e che cercherà di formare una maggioranza. 

18:43, prime proiezioni: La CDU-CSU cala leggermente, la SPD è in avanti di qualche decimale. Gli equilibri non cambiano. 

Nella distribuzione dei seggi la CDU-CSU è ancora leggermente avanti

Alle 18, primo exit poll: è testa a testa tra CDU-CSU e SPD. 

Per la CDU è il peggiore risultato di sempre, ma tuttavia meglio di quanto previsto dai sondaggi. 

La SPD cresce di cinque punti rispetto al 2017. I socialdemocratici hanno preso 5 punti più del 2017.

I Verdi sono dati al 15 per cento, lontano dalla cancelleria, ma è comunque la migliore prestazione nella storia del partito. Saranno decisivi per formare la prossima coalizione. In tal senso, entreranno in parlamento molti deputati Verdi giovani e vicini alla sinistra. Questo potrebbe spingere gli ecologisti a privilegiare i negoziati con la SPD rispetto a quelli con la CDU.

Male la sinistra della Die Linke, ferma al 5 per cento, la soglia necessaria per entrare in parlamento. Con questi numeri, una coalizione tra SPD, Verdi e Linke – molto discussa nelle scorse settimane, non sarebbe possibile.

Nelle due elezioni locali, la socialdemocratica Manuela Schwesig è ampiamente in vantaggio in Meclemburgo Pomerania-Anteriore, mentre, a sorpresa, è testa a testa per il primo posto tra SPD e Verdi a Berlino.

La Germania al voto: la maratona elettorale in diretta su ytali ultima modifica: 2021-09-26T19:05:18+02:00 da MATTEO ANGELI

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